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Dionigi resta  il Taranto riparte da Roma

di FABIO DI TODARO
TARANTO - Il ritorno a Taranto è servito a ricevere le garanzie richieste: tecniche, gestionali ed economiche. Dionigi, fermatosi per due giorni a pranzo e a cena con Valerio D’Addario e Valentino Angeloni, ha avuto le rassicurazioni che cercava. E ha scelto di dare continuità al progetto Taranto, rimandando almeno di un anno il salto di categoria. «Ripartiamo da Roma, per far sì che le lacrime del “Flaminio” si tramutino in sorrisi»
Dionigi resta  il Taranto riparte da Roma
di FABIO DI TODARO

TARANTO - Se così non si chiamasse chi lo avrebbe voluto più di tutti in riva allo Stretto, il riassunto degli ultimi giorni di Davide Dionigi avrebbe pure un titolo accattivante: «Tirato per la giacchetta». Su e giù per lo Ionio, oggi di fronte alle Cheradi e domani a rimirare Scilla e Cariddi, di qua D’Addario e Angeloni, di là Foti e Giacchetta: passato e presente mai così vicini. Adesso che è certo anche il futuro, ecco i titoli di coda: Dionigi e il Taranto proseguiranno insieme, dando sostanza al contratto rinnovato cinque mesi fa fino al 2013. «D’altronde la riconferma non era mai stata dibattuta», aveva fatto capire Enzo D’Addario mercoledì sera. «Restare in questa città non è neanche una scelta, perché dubbi non ne ho mai avuti», ha commentato l’allenatore emiliano attraverso il sito ufficiale: tutto come prima, o quasi.

Il ritorno a Taranto è servito a ricevere le garanzie richieste: tecniche, gestionali ed economiche. Dionigi, fermatosi per due giorni a pranzo e a cena con Valerio D’Addario e Valentino Angeloni, ha avuto le rassicurazioni che cercava. E ha scelto di dare continuità al progetto Taranto, rimandando almeno di un anno il salto di categoria. «Ripartiamo da Roma, per far sì che le lacrime del “Flaminio” si tramutino in sorrisi». Ha vinto il compromesso, almeno per l’allenatore: legato al club di via Martellotta, ma tentato dal salto di categoria che da settimane gli era stato prospettato dalla Reggina. Alla fine Dionigi, che mai si è seduto di fronte a D’Addario per chiedere la rescissione del contratto, non ha potuto ribaltare la volontà del patron. Telenovela chiusa: troppo impari il confronto per tentare il muro contro muro.

Nulla di nuovo per il Taranto, che a ingaggiare un altro tecnico ci aveva appena pensato, compiendo un rapido giro d’orizzonte: Giorgio Roselli e Mimmo Toscano sarebbero state le prime alternative. Il problema, però, non è mai stato affrontato fino in fondo. I rossoblù ripartono da Dionigi, che oggi sarà in Comune con la squadra per il saluto del Sindaco e poi decollerà verso le Maldive: due settimane di mare corallino per prepararsi alla nuova stagione. Dalla sua riconferma, implicitamente, si evincono le ambizioni del Taranto: dai playoff in su.

La società si muove. Nelle ultime ore passate insieme, l'allenatore emiliano ha parlato molto di mercato con D’Addario jr e Angeloni. Le basi per la nuova stagione sono state gettate, a partire dalle riconferme: per Sosa (Defensor Sporting), Coly (a metà tra Varese e Rodengo Saiano: manca l’accordo con i bresciani) e Girardi (Chievo) si sta già lavorando con i club di appartenenza. Oggi toccherà a Pensalfini vergare il rinnovo contrattuale: per un’altra stagione, pienamente guadagnato sul campo. In bilico ci sono Migliaccio e Colombini. Poi occorrerà sciogliere il nodo Sy: improbabile il riscatto della comproprietà dalla Reggina. Tornerà alla base, a meno che non si riveda la cifra pattuita a gennaio: 170mila euro. Va bene Dionigi, ma il suo pupillo non è più una prima scelta per il Taranto.

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