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Sabato 23 Settembre 2017 | 18:38

Lecce, parla Osti «Questa è una sfida che non spaventa»

di MASSIMO BARBANO
LECCE - È operativo da ieri il nuovo direttore sportivo. Contratto annuale e il difficile compito di allestire una squadra capace di rimanere in serie A in un’annata di transizione. «Il calcio non presenta mai situazioni facili. Ognuno ha i suoi problemi. Anche nell’Atalanta le cose non è che stessero molto diversamente. Avremo un budget e dei numeri da rispettare, ma ho sempre lavorato in questo modo. Si può costruire, lavorare con idee, sviluppare progetti»
Lecce, parla Osti «Questa è una sfida che non spaventa»
di Massimo Barbano

LECCE - È operativo da ieri il nuovo direttore sportivo Carlo Osti. Contratto annuale e il difficile compito di allestire una squadra capace di rimanere in serie A in un’annata di transizione.

Cosa l’ha spinta ad accettare un incarico annuale con una società che si appresta ad operare con un’autogestione in attesa della cessione del club?

«Il calcio non presenta mai situazioni facili. Ognuno ha i suoi problemi. Anche nell’Atalanta le cose non è che stessero molto diversamente. Avremo un budget e dei numeri da rispettare, ma ho sempre lavorato in questo modo. Si può costruire, lavorare con idee, sviluppare progetti, è una sfida che non mi spaventa».

Che idea si è fatta del Lecce?

«Intanto è una società prestigiosa che negli ultimi anni ha fatto undici campionati di serie A. Basterebbe il fatto di tornare in serie A come stimolo per rimettermi in gioco. Ho avuto un’ottima accoglienza dalla famiglia Semeraro che ringrazio per avermi dato questa opportunità, poi devo dire che anche quando venivo qui come giocatore, questa è una città che mi è sempre piaciuta. Ha qualcosa di magico per la sua storia, per la sua cultura. E quando nei giorni scorsi sono stato contattato è scattato qualcosa e ho subito accettato».

Nella costruzione della squadra il suo orientamento sarà sul mercato italiano o estero?

«Negli ultimi anni con l’Atalanta ho privilegiato il mercato italiano, perchè cercavamo di valorizzare ragazzi mandandoli in giro per poi riportarli a casa. Ma la prima cosa ora è quella di cercare l’allenatore perchè in base alle sue idee ed al suo sistema di gioco vedremo quali sono i giocatori che possono fare al caso del Lecce. Vedremo di trarre il meglio dai prestiti, senza tralasciare anche il settore dei giocatori svincolati».

A proposito di prestiti, è percorribile la possibilità di trattenere Bertolacci?

«Bertolacci ha impressionato favorevolmente tutti. Non sarà facile, ma faremo il possibile perchè rimanga».

Lei ha portato Chevanton all’Atalanta. A questo punto è ipotizzabile una sua permanenza a Lecce?

«Io ho sempre creduto in questo ragazzo, a volte è un po’ istintivo, ma ha grandissime qualità e poi è molto legato al Lecce ed essendo un giocatore caratteriale, può dare moltissimo quando tiene alla maglia. Valuteremo».

Ha parlato dell’allenatore. Sarà un emergente o un capitano di lungo corso. Saranno tenuti in conto i gusti dei tifosi?

«Quali siano i gusti dei tifosi non lo so. Dobbiamo valutare attentamente di concerto con la società. C’è un’ampia scelta e dobbiamo capire quale possa essere quello che fa al caso del Lecce, in base al curriculum, alle qualità tecniche, alla capacità di adattamento. Non escluderei nessuna delle due tipologie. Bisogna dire che allenatori che fino a qualche anno sembravano nel dimenticatoio hanno avuto degli exploit straordinari. Penso a Franco Colomba ed Alberto Malesani».

Dove ritiene di aver raggiunto i suoi migliori risultati?

«Come traguardo sicuramente Treviso, perchè dalla C2 siamo arrivati alla serie A. Ma anche a Terni mi prendo il merito di aver portato Miccoli dal Casarano. E ricordo pure che non erano tanti a crederci, molti sorridevano quando arrivò».

Con lei il Lecce ha cambiato politica. Come ha visto la scelta precedente di rinunciare al direttore sportivo?

«Diciamo che nel calcio italiano rientra più nella normalità la società con la figura di un direttore sportivo. All’estero c’è invece una maggiore propensione ad affidare anche la responsabilità di mercato all’allenatore. Io non entro nel merito di una decisione che la società ha fatto in passato. C’è stato un allenatore che si è reso disponibile anche ad occuparsi del mercato e comunque i risultati sono stati eccellenti, una promozione in serie A ed una salvezza».

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