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Zeman a Casillo «Io, persona seria»

di MASSIMO LEVANTACI
FOGGIA - Il divorzio tra Zeman e Casillo adesso è completo. Il patron, sabato scorso, aveva accusato il tecnico di Praga di «essere un traditore» se il prossimo anno dovesse allenare un’altra squadra. E il boemo, di rimando, gli risponde così: «Nel caso in cui dovessi allenare un´altra squadra, mi piacerebbe poter lavorare dove si rispettano gli impegni presi. Io li ho rispettati». Tra le ragioni che lo hanno portato ad abbandonare il Foggia, Zeman cita anche l’impossibilità di lavorare con giovani non di proprietà del club. In serata Pavone e il team manager Altamura hanno preso le distanze dal boemo
Zeman a Casillo «Io, persona seria»
di Massimo Levantaci

FOGGIA - Il boemo che parla poco, in realtà lo fa lungamente attraverso il suo sito internet. E’ la prima vera (e pubblica) replica a Pasquale Casillo, dopo la separazione sofferta, forzata (ma solo da parte del Foggia, a quanto pare) e meditata da Zdenek Zeman che il 23 maggio chiuse bruscamente la sua réntree foggiana adducendo motivazioni di tipo tecnico («con me anche il prossimo anno non ce l’avremmo fatta a salire in B»), caratteriale («sto diventando troppo nervoso») e mettendoci pure dentro gli episodi di lealtà sportiva di cui lui e il suo Foggia avrebbero già pagato duramente quest’anno.

Quando il divorzio si è però consumato, nella ormai famosa intervista di Putignano, Casillo che fino a quel momento forse pensava che l’amico «Sdengo» non gli avrebbe mai voltato le spalle, ha cominciato a dubitare di lui: «Se andrà ad allenare un’altra squadra sarà un traditore», ha detto il patron nell’ultimo monologo di sabato scorso allo Zaccheria.

E il boemo questa volta non ci ha pensato due volte a rispondergli per le rime: «Nel caso dovessi allenare un’altra squadra il prossimo anno - dice Zeman a Casillo - mi piacerebbe poter lavorare dove si rispettano gli impegni presi. Io li ho rispettati», e sottolinea quell’«io» scrivendolo in maiuscolo.

Che l’amicizia fra i due non fosse più quella di una volta si era capito da qualche tempo. Casillo prendeva le distanze dal boemo («è Pavone la nostra risorsa») e il boemo girava al largo. Chissà quanto dev’essergli pesata la difesa d’ufficio di Casillo, nel dopopartita di Foggia-Nocerina, quando i giornalisti campani gli chiesero cosa ne pensasse delle carinerie pronunciate da Auteri (tecnico della Nocerina) sul conto di Casillo. E lui a rispondere: «Con Casillo mi sono sempre trovato bene».

No, Zeman questa volta non si è trovato bene. E lo dice con la meticolosità di giudizio che è solito adottare quando allena: «Continuare a valorizzare calciatori di altri club non contribuisce alla crescita della società. E´ impensabile - dice Zeman - pensare di poter continuare a lavorare quando si capisce che il proprio obiettivo non coincide con quello del patron». Il boemo sottolinea la «valorizzazione di tanti calciatori», sottolinea i «6 nazionali, ma nessuno di nostra proprietà», ribadisce il suo rammarico per non aver centrato i playoff «dopo tante partite giocate e vinte in modo gradevole che non possono essere sufficienti a ripagare la delusione di non essere riusciti a giocarci la serie B contro squadre che abbiamo brillantemente affrontato, dato che nelle 4 gare contro le finaliste Atletico Roma e Juve Stabia abbiamo collezionato 10 punti».

Insomma se non fosse per quel «traditore» ventilato da Casillo, par di capire che la disamina diZeman (almeno quella pubblica) della sua terza e fuggevole esperienza foggiana si sarebbe chiusa al dato tecnico. Ma con quell’«io mantengo gli impegni» cosa vuol dire il boemo?

Una risposta, sia pur parziale, è arrivata in serata: una inedita lettera aperta firmata da Peppino Pavone e Franco Altamura (il team manager) che sottolineano tutta la loro «delusione» per le parole di Zeman. «Non riconosciamo l´amico - scrivono - a cui abbiamo dato tanto, e da cui tanto abbiamo ricevuto. Sei sempre stato a conoscenza dei programmi della società. Insieme abbiamo concordato che avremmo fatto una squadra seguendo in tutto e per tutto le tue richieste».

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