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Lecce, tempo scaduto scatta l’autogestione

LECCE - Scade oggi il termine fissato da Giovanni Semeraro prima di lanciare l’autogestione. Sono infatti trascorsi dieci giorni dalla conferenza stampa d’addio del patron, uno choc dal quale Lecce stenta a riprendersi. Ancora ieri nessun acquirente si è fatto avanti: le manifestazioni di interesse, che non erano mancate qualche mese fa, sembrano essersi sciolte davanti alla concreta possibilità di acquisire il pacchetto di maggioranza del club giallorosso
Lecce, tempo scaduto scatta l’autogestione
di Stefano Lopetrone

LECCE - Scade oggi il termine fissato da Giovanni Semeraro prima di lanciare l’autogestione. Sono infatti trascorsi dieci giorni dalla conferenza stampa d’addio del patron, uno choc dal quale Lecce stenta a riprendersi. Ancora ieri nessun acquirente si è fatto avanti: le manifestazioni di interesse, che non erano mancate qualche mese fa, sembrano essersi sciolte davanti alla concreta possibilità di acquisire il pacchetto di maggioranza del club giallorosso.

Autogestione - Ormai si va dritto verso la nuova formula lanciata da Semeraro: avanti con i proventi assicurati da tv, biglietti e sponsor ma senza alcun impegno diretto, nè economico nè dirigenziale della famiglia proprietaria (compreso Mario Moroni, cui non sono pervenute offerte d’acquisto degne di nota. Ieri è rientrato in sede Claudio Fenucci, che proprio Semeraro aveva designato come il dirigente ideale per assumere la guida della nuova gestione. Nelle prossime ore è previsto un incontro in Via Templari, durante il quale chiarire definitivamente qual è la situazione e per organizzare la transizione (la società infatti rimarrà comunque in vendita). Fenucci incontrerà la famiglia Semeraro, Moroni e gli altri consiglieri d’ammnistrazione. Con tutta probabilità si varerà un consiglio direttivo e si nominerà un direttore generale con ampie deleghe. Ruolo per il quale è in pole position lo stesso Fenucci, che valuta anche le offerte giunte dalla Roma di Di Benedetto e da altri club di minor blasone. Il passaggio è cruciale. Senza un’organizzazione chiara, senza una suddivisione dei ruoli trasparente e con eventuali vuoti da tappare, verrebbero meno molti presupposti. Anche perchè la situazione di incertezza venutasi a creare induce molti addetti ai lavori a riflettere parecchio prima di accettare la destinazione Lecce. 

Area tecnica - La baraonda di nomi circolata in queste ore, soprattutto per quanto riguarda la scelta dell’allenatore, ha una valenza pressocché minima. Ormai è chiara la volontà di incaricare un direttore sportivo quale responsabile dell’area tecnica: sarebbe perciò inconcepibile assumerlo senza coinvolgerlo nella scelta del tecnico. In tutta questa incertezza, una sicurezza: l’autogestione allontana il paventato dietrofront di Gigi De Canio. Il direttore sportivo, quindi, è la priorità immediatamente successiva alla definizione del nuovo assetto societario. Ad una decisione è legata anche l’altra: per la carica di diesse, attualmente sembra in netto vantaggio Paolo Cristallini, anche se non tramonta la pista che porta a Carlo Osti. Il primo - 40enne, ex calciatore tra le altre squadre anche di Torino, Bologna e Vicenza - gode della stima e dell’amicizia di Fenucci: se dalla riunione di Via Templari si uscirà affidando la direzione dei lavori all’attuale amministratore delegato, Cristallini (che negli ultimi anni ha svolto un ottimo lavoro a Vicenza) sarà la prima scelta. Anche Osti - 53enne con un passato da calciatore nella Juventus e da dirigente sportivo con Ternana, Alzano, Treviso, Lazio e Atalanta - gode della stima dei dirigenti giallorossi, visto che in passato è stato spesso vicino ad accordarsi con il club salentino. Restano da capire i programmi della società. Difficile convincere uomini di calcio cui non mancano proposte di lavoro ad accettare una situazione nebulosa e piena di incognite.

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