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Taranto, si allontana la finale per la B

Il Taranto stecca la partita più attesa. L’Atletico Roma espugna lo «Iacovone», aggiudicandosi la semifinale d’andata dei playoff per la B. Il gol-partita è di Babù, che al 12’ del primo tempo piazza il sinistro, mettendo la palla dove Bremec non può arrivarci. La reazione del Taranto non produce granché. L’Atletico ha più qualità e la sfrutta, addormentando il gioco. Nei minuti di recupero Russo, subentrato a Rantier, si fa espellere per proteste, dopo aver rimediato il giallo. Per conquistare la finale domenica al Flaminio serve una vittoria con due gol di scarto
• L’urlo dello Iacovone resta strozzato in gola
Taranto, si allontana la finale per la B
di ALFREDO GHIONNA
Il Taranto manca la gara più importante, arrestando proprio contro l’Atletico Roma la serie positiva di 15 gare che durava (guarda caso) dall’ulti - ma sfida interna parsa contro i capitolini, datata 9 gennaio 2011. Ora per guadagnare finale, al Flaminio servirà un’im - presa. Vincere con due gol di scarto contro una squadra che nei tre precedenti stagionali ha concesso poco più che briciole ai rossoblù. Nonostante ciò Dionigi non sembra voler ammainare bandiera bianca. Lui, che ha prima plasmato e poi condotto questo giocattolo quasi perfetto alle porte del sogno esprime positività in vista del ritorno, non mancando, però, di ammettere alcune responsabilità nella sconfitta casalinga contro gli uomini di Chiappara. «Siamo partiti contratti – ha ammesso il tecnico ionico – concedendo troppo sul piano dell’aggressività agli avversari. 

La rete del vantaggio di Babù è stata la naturale conseguenza del nostro black-out iniziale, anche se dopo abbiamo provato a rimetterci subito in carreggiata riordinando le idee». La squadra, però, non ha mostrato il solito piglio risoluto. È sembrata impacciata ed a volte frenata dall’atte ggiamento dell’Atletico. «Dopo l’1-0 loro si sono sistemati in 10 dietro la linea della palla, chiudendoci molti varchi e costringendoci a ripiegare sui lanci lunghi. In quei frangenti – ha aggiunto Dionigi – probabilmente abbiamo difettato in personalità, perché abbiamo consentito loro di controllare il match senza andarli a pressare alti. Eppure, nonostante tutto abbiamo prodotto quelle 4-5 occasioni da rete che ci avrebbero potuto consentire di chiudere in parità il match. Peccato, anche se non ritengo la contesa chiusa, anzi». La fiducia, dunque, rimane l’aspetto principale dell’avventura ionica in questi playoff, che domenica nel return-match del Flaminio vivrà una giornata decisiva. 

«Sono carico e vorrei – ha evidenziato il trainer rossoblù – che la partita si giocasse subito. La mia squadra mi ha abituato ad exploit incredibili durante questa stagione, come la vittoria per 3-0 sul campo della Juve Stabia. Siamo consapevoli che non sarà affatto semplice abbattere la resistenza dell’Atletico Roma, ma quanto meno dovremo lottare sino all’ultimo e provarci con tutte le nostre forze». Una gara, quella in programma tra sei giorni nella capitale, che dunque il Taranto vorrà giocarsi a viso aperto, sperando di sovvertire i valori che il campo impietosamente ha fatto emergere nei 90 minuti dello Iacovone.
«La nostra arma in più – ha osservato Dionigi – dovrà essere l’umiltà e, adesso, la tranquillità di non aver nulla da perdere. La stessa che i giocatori dell’Atletico hanno manifestato oggi (ieri, ndr) non risentendo del calore dell’ambiente. Con la mente sgombra, a volte, si possono ottenere i risultati più insperati». A parte l’aspetto mentale, che comunque rimane importante, l’allenatore non ha mancato di sferzare i suoi anche sul piano tecnico: «A Roma mi aspetto di vedere l’applicazione di alcuni dettagli che oggi non ho visto. Giocando come abbiamo fatto negli ultimi quattro mesi possiamo vantare qualche chance».

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