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Foggia, rabbia Casillo «Zeman, perché?»

di MASSIMO LEVANTACI
FOGGIA - Sembra un marito tradito, il presidente del Foggia calcio, senza più Zeman. «Mi deve dire perché l’ha fatto, non se ne può andare così». Vuole riportarlo indietro: «Tra qualche giorno andrò a Roma, parleremo a quattr’occhi. Mio figlio è già là». Tutta la sicurezza che accompagna il patron su quasi tutto quello che dice, s’infrange però sul boemo. Ce la farà? «Ci proverò, lui è fatto a modo suo. Ma non è un traditore»
Foggia, rabbia Casillo «Zeman, perché?»
di Massimo Levantaci

FOGGIA - Sembra un marito tradito, Pasquale Casillo senza più Zeman. «Mi deve dire perché l’ha fatto, non se ne può andare così». Vuole riportarlo indietro: «Tra qualche giorno andrò a Roma, parleremo a quattr’occhi. Mio figlio è già là». Tutta la sicurezza che accompagna il patron su quasi tutto quello che dice, s’infrange però sul boemo. Ce la farà? «Ci proverò, lui è fatto a modo suo. Ma non è un traditore».

Storia di un amore finito? Chissà. Sta di fatto che ieri Casillo, con un fiume di parole, ha fornito la chiave di volta per delineare due scenari in vista del prossimo campionato. Il primo con Zeman, se il boemo accetterà, centrato sul proseguimento del «programma triennale» inaugurato solo l’anno scorso. Il secondo per cambiare tutto: «Con un altro allenatore, uno che conosca bene la categoria». E anche qui Casillo (e il ds Pavone) sembra averci già pensato: «Il nome ce lo abbiamo già pronto, ma non lo sveleremo».

Insomma sta prendendo forma il Foggia del futuro, ma in questo momento la confusione è pressocchè totale. Il patron ha pure aggiunto che «i giocatori, quasi tutti in prestito, della stagione appena andata potrebbero restare: ho la facoltà di trattenerli, grazie ai buoni rapporti con le società». E fa il nome del bomber (20 gol) Marco Sau, che Cellino sarebbe intenzionato a lasciare un altro anno in rossonero.

Ma cosa significa, in soldoni, la partenza del boemo su abbonamenti, merchandising e programmi, questo Casillo non lo dice. «Una domanda poco intelligente», la sua risposta. Sarà. Sta di fatto che un anno fa il boemo venne presentato come «il valore aggiunto del nuovo Foggia dei giovani» e che per il momento quel valore aggiunto non c’è più.

A proposito dei conti, Casillo ha pure voluto fare una ricognizione su debiti e esposizioni varie che gli avrebbe lasciato in eredità la vecchia società: 1,3 milioni, compresa la casa ipotecata di Coccimiglio (proprietario del club nel 2005-2006: ndr) che peserà sul bilancio per 400mila euro. «Ma ce la faremo, abbiamo le risorse per andare avanti», rassicura il patron. I tifosi possono ancora chiedergli la serie B, come lui aveva promesso non più di un mese fa? «All’inizio del campionato tutti vogliono vincere», e fa l’esempio dell’ippica dove tutti i cavalli sono allineati alla partenza. In attesa di capire che cavallo sarà il Foggia la prossima stagione, Casillo preannuncia un briefing settimanale con i giornalisti per aggiornare il quadro della situazione. Si prevedono nuove scintille.

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