Cerca

Il Lecce nel consorzio per la vendita dei diritti tv

Dove va essere una riunione destinata a trovare un accordo unanime per il digitale terrestre e invece, dall'assemblea straordinaria della Lega calcio convocata a Milano, è uscita una ulteriore novità
MILANO - Dove va essere una riunione destinata a trovare un accordo unanime per il digitale terrestre e invece, dall'assemblea straordinaria della Lega calcio convocata per oggi a Milano, è uscita una ulteriore novità: la creazione di un consorzio composto da dieci società per trattare collettivamente i diritti televisivi per la prossima stagione calcistica. Del consorzio fanno parte: Bologna, Atalanta, Sampdoria, Fiorentina , Palermo, Udinese, Cagliari, Lecce, Brescia e Livorno con l'incognita Chievo oggi assente.
«Abbiamo espresso preoccupazione e meraviglia che, a suo tempo, nessuno ci abbia messo al corrente di quelle che potevano essere le conseguenze dei nuovi scenari che venivano a crearsi riguardo i diritti televisivi. Ma ci siamo riuniti in consorzio per trattarli di persona per avere la certezza che quello che andiamo a trattare sia fatto nel bene nostro, delle società medio-piccole e della B». Diego Della Valle, patron della Fiorentina e animatore del consorzio, punta il dito nei confronti di «presidenti che vivono di tv», facendo chiaro riferimento a Adriano Galliani, accusandoli di non aver «nè informato, nè tutelato» le società di calcio riguardo le novità sui diritti televisivi.
Alla domanda se la decisione di creare un consorzio formato da dieci società, la metà di quelle di serie A presenti in Lega, sia una decisione polemica nei confronti di Galliani, Della Valle ha risposto: «Faccia lei...». Poi ha aggiunto: «La decisione presa non è polemica, il consorzio è già delineato, ma tutti quelli che pensano vi sia bisogno di un approfondimento sono i benvenuti».
Commentando la nascita di questo consorzio, il presidente della Lega calcio Adriano Galliani ha sottolineato che «il punto di vista di queste dieci società è diverso dal mio perché personalmente non ho mai pensato che vendendo collettivamente un prodotto si possa portare a casa di più rispetto ad una vendita frazionata. E' legittimo però che ognuno si muova come ritiene sia giusto fare e coloro che hanno costituito questo consorzio sono evidentemente convinti che sia meglio così. Si tratta di una scelta editoriale e come tale va rispettata».
Il prodotto calcio, ha quindi spiegato Galliani, ogni anno è sempre più appetibile tanto da far registrare nella stagione in corso «un vero e proprio record di ricavi. Si è passati da 492 milioni di euro di entrate nella stagione 2002-2003 a 568,6 nella stagione 2004-2005. Il mio motto è sempre- ha sottolineato Galliani- più di ieri meno di domani e in questi tre anni si è sempre fatto meglio anno per anno».
Commentando poi l'avvento del digitale terrestre: «tra i rischi che un monopolista possa abbassare i prezzi -ha spiegato Galliani- preferisco avere quattro concorrenti diversi come ora. Quello delle società mi sembra un allarme ingiustificato perché sentendo alcuni presidenti sembra che il digitale terrestre stia stravolgendo il calcio ma non è così».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400