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Botta e risposta De Canio-Lecce:  «Niente programmi» «Meriterebbe l'esonero»

LECCE – «Non si può lavorare come vorrei io». Gigi De Canio, dopo aver annunciato l’addio al Lecce, risponde al presidente Semeraro, secondo il quale il tecnico avrebbe deciso di andare via per trovare altrove un progetto più ambizioso. «Non vado via per ambizione ma perché credo sia finito il mio ciclo qui», spiega De Canio, che smentisce accordi con altri club
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Botta e risposta De Canio-Lecce:  «Niente programmi» «Meriterebbe l'esonero»
LECCE – «Non si può lavorare come vorrei io». Gigi De Canio, dopo aver annunciato l’addio al Lecce, risponde al presidente Semeraro, secondo il quale il tecnico avrebbe deciso di andare via per trovare altrove un progetto più ambizioso. «Non vado via per ambizione ma perchè credo sia finito il mio ciclo qui», spiega De Canio, che smentisce accordi con altri club ("non c'è nessuna squadra che mi sta aspettando») e sottolinea di aver rinunciato a «un milione di euro lordi a stagione». Dietro il suo divorzio, inoltre, non c'è nessuna richiesta di acquisti onerosi ma piuttosto di «giocatori di prospettiva. Chiedere alla società di acquistare un giocatore come Marilungo quando era Primavera nella Sampdoria, non quando si è affermato, significava valorizzarlo e poi rivenderlo per autofinanziarsi». De Canio cita anche l’esempio di Ilicic, giocatore che ha fatto le fortune del Palermo e «che noi seguivamo prima di giugno. Potevamo prenderlo per 650-700 mila euro ma è stato detto che non c'erano soldi e invece sono stati poi spesi milioni per altri giocatori». Sulla sua decisione hanno infine pesato la mancanza di programmazione ("vorrei fare la formazione a giugno e non ad agosto») e la gestione del settore giovanile: «si spendono 50-60 milioni e poi, quando c'è da investire nel vivaio, che sta dando i suoi frutti, sorgono degli ostacoli».

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