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Domenica 22 Ottobre 2017 | 06:47

Donati (Bari): «Siamo  tutti quanti colpevoli»

BARI - Il centrocampista è uno dei pochi a non aver mai detto cose scontate. A Bari ha vissuto una... doppia vita calcistica. Applaudito, contestato, fatto oggetto di sputi. Ma mai una parola fuori posto. Il suo campionato, come quello di tutto il Bari, resta mediocre. Un solo squillo, il gol della vittoria contro la Juventus nella prima giornata di campionato. Poi un lento regredire, suo e di tutta la squadra. Nei giorni delle contestazioni feroci, nel giorno della «spalmatura», ci ha sempre messo la faccia
Donati (Bari): «Siamo  tutti quanti colpevoli»
di Fabrizio Nitti 

BARI - Massimo Donati è uno dei pochi a non aver mai detto cose scontate. A Bari ha vissuto una... doppia vita calcistica. Applaudito, contestato, fatto oggetto di sputi. Ma mai una parola fuori posto. Il suo campionato, come quello di tutto il Bari, resta mediocre. Un solo squillo, il gol della vittoria contro la Juventus nella prima giornata di campionato. Poi un lento regredire, suo e di tutta la squadra. Nei giorni delle contestazioni feroci, nel giorno della «spalmatura», Donati ci ha sempre messo la faccia con grande coraggio e dignità: «Dopo una stagione così, è il minimo che avrei potuto fare», disse subito dopo la firma sull’accordo con il club per il pagamento delle prime tre mensilità del 2011.

«Non mi sento di giudicare chi non ha aderito - racconta il centrocampista friulano -. Alla fine non hanno fatto nulla di male, o meglio non hanno chiesto soldi e hanno un regolare contratto con la società. Poi molti di loro non hanno firmato perché magari non potevano farlo, avevano situazioni contrattuali diverse. Forse questo non è stato spiegato e alcuni miei compagni sono stati presi di mira. Ma vorrei chiarire che non c’è stata nessuna spaccatura all'interno del gruppo. Magari qualche battutina ma spaccatura no. Ripeto ogni giocatore aveva esigenze diverse. La cosa importante comunque è che la società abbia saldato gli stipendi e che la situazione si sia risolta».

La stagione stancamente volge al termine. A Bologna calerà il sipario: «Il ritiro punitivo? Non è stato bello, soprattutto per me che ho tre figli. Restare lontano da casa a fine stagione non è il massimo ma siamo dei dipendenti e che ci piaccia o no dobbiamo rispettare le scelte della società».

Donati è uno di quei giocatori che ha firmato un contratto pluriennale con il Bari. Contratto pesante, in serie B certe cifre non possono neppure essere... pronunciate. Dalle sue parole emerge chiara la volontà di cambiare aria: «Non so cosa succederà. Io ho ancora due anni di contratto, sarà la società a decidere. Bisognerà vedere quelli che sono i programmi, le ambizioni. Ne parleremo a fine stagione, saranno tanti gli aspetti da valutare. Certo immagino che se dovessi restare i tifosi alla prima occasione mi riempirebbero di fischi, sarebbe una partenza ad handicap per me. Con la tifoseria si era creato un rapporto speciale, mi dispiace come siano andate poi le cose. Come mi dispiace tantissimo non aver regalato loro almeno la gioia del derby. Ovvio che dopo una stagione così, soprattutto per loro, sarebbe il caso di cambiare più uomini possibili. In questo momento non ho ricevuto offerte, con l'Atalanta nessun contatto».

Spesso Mutti ha rivendicato la macanza di un apporto più «tosto» da parte di alcuni giocatori, i più esperti in particolare: «Non ha torto, io come i compagni più esperti potevamo dare qualcosa in più. Se siamo in questa situazione sicuramente gli errori commessi son stati tanti. L'errore della società? Credo stia stato commesso un errore collettivo. In tutti c'era la presunzione di poter ripetere il campionato scorso, in maniera inconsapevole si era un po' perso il senso della realtà. Un po' è stata anche colpa mia con quella rete alla Juventus... Poi con il passare delle giornate eravamo sempre convinti di potercela fare non accorgendoci che intanto la nave stava affondando».

La nave è affondata. A Bologna, domani, le acque della A copriranno definitivamente la deludentissima l’imbarcazione biancorossa.

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