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Giovedì 21 Settembre 2017 | 10:52

Bari, casse vuote la B è un dramma

BARI - Meno tre (giorni) alla fine. Bologna, finalmente, chiuderà un campionato orribile. Aprendo le finestre sul prossimo campionato. Resta da capire se e fino a quando resteranno in sede a lavorare i giocatori che non hanno sottoscritto l’accordo «spalma-stipendi». Ma questo è un altro discorso. La retrocessione dalla A alla B, come si può intuire dalla tabella a fianco, equivale a un vero e proprio bagno di sangue in termini economici per il club
Bari, casse vuote la B è un dramma
di FABRIZIO NITTI

BARI - Meno tre (giorni) alla fine della stagione. Bologna, finalmente, chiuderà un campionato orribile. Aprendo ufficialmente le finestre sul prossimo campionato di serie B. L’epilogo, purtroppo, era già noto da tempo. Resta da capire se e fino a quando resteranno in sede a lavorare i giocatori che non hanno sottoscritto l’accordo «spalma-stipendi». Ma questo è un altro discorso.

La retrocessione dalla A alla B, come si può intuire dalla tabella a fianco, equivale a un vero e proprio bagno di sangue in termini economici per il club biancorosso. Facendo i conti della serva, come si dice in gergo, al Bari verranno a mancare un ben gruzzolo di milioni. Non c’è solo l’assenza dei diritti televisivi (in B è tutto un altro mondo...) a far pendere l’ago della bilancia verso il rosso. C’è ad esempio, anche la mancanza di uno sponsor per la prossima stagione. Il contratto con la Banca Popolare di Bari, che ha accompagnato con un grosso impegno economico i biancorossi negli ultimi due campionati, scadrà a fine giugno. La Banca non ha esercitato entro il 31 marzo l’opzione per rinnovare l’accordo di sponsorizzazione, ma non si può escludere al momento un ripensamento. E quindi al Bari, oggi come oggi, verrà a mancare un altro bell’introito.Nel frattempo pare che il gruppo Veneto Banca, quello intervenuto per la vicenda stipendi, si sia proposto, ma al riguardo non ci sono conferme ufficiali in tal senso.

Un altro danno pesante arriverà dal botteghino, inteso come abbonamenti e incassi. La sensazione è che bisognerà operare con grande cognizione di causa in occasione del mercato, soprattutto in fase di uscita. Servirà monetizzare il più possibile (fra i 12 e i 15 milioni di euro) ed allo stesso tempo mettere su una squadra in grado di disputare un campionato di primo piano fra i cadetti. Il «paracadute» di 5 milioni coprirà ben poco...

Ma sono anche giorni di voci, di cordate, di trattative aperte, chiuse o tutte da verificare. La cordata, quella «made in Bari», è ormai evaporata. De Gennaro è stato il primo a farsi da parte, Ladisa e Guastamacchia si sono defilati.

Nelle scorse settimane, invece, c’è stato un contatto reale, concreto, fra i dirigenti biancorossi e un imprenditore barese che da anni svolge la sua attività al Nord, fra Ancona e Brescia. Un incontro rapido, veloce, giusto il tempo di capire. Michele Amenduni, attivo nel campo dell’acciaio, imparentato con gli Scianatico, ma anche immobiliarista e finanziere, ha incontrato Beppe Matarrese e De Bartolomeo negli uffici del centro direzionale di Japigia. Le parti si sono confrontate senza però entrare nel merito in maniera concreta. La trattativa, insomma, si è aperta e si è chiusa immediatamente.

Altra sensazione: i Matarrese continueranno da soli sul ponte di comando del club biancorosso, anche se nella prossima settimana saranno avviati nuovi contatti per allargare la base azionaria. Resta da capire se l’organigramma societario subirà dei cambiamenti e con quale allenatore si andrà ad affrontare la prossima stagione.

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