Domenica 19 Agosto 2018 | 19:22

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Calcio / Serie A - Lecce battuto a Parma

Risultato finale 2-1 nei minuti di recupero, nel corso della 19ª giornata del campionato, che vede la Juventus rimanere in testa alla classifica • Tutti i risultati
Roba da matti. Il Lecce di Zeman ne combina un'altra, quasi a voler snobbare le esperienze pregresse. Dopo l'incredibile rimonta (con eliminazione) subita giovedì a Udine in Coppa Italia (da 1-4 a 3-4), i giallorossi subiscono la settima sconfitta stagionale in serie A di nuovo all'ultimo assalto avversario, che in Parma-Lecce 2-1 coincide con il sesto dei minuti di recupero della ripresa. La consistenza del tempo aggiuntivo, ulteriormente esteso di sessanta secondi allo scoccare del 95°, ha scatenato le proteste dei salentini, che già pregustavano il pareggio.
Detta così, la beffa sembrerebbe clamorosa. In realtà, la mazzata è atroce (anche per gli effetti in classifica, dal momento che il Lecce si ritrova a soli tre punti dalla zona retrocessione: proprio il Parma ha raggiunto il Brescia al terz'ultimo posto), ma tutt'altro che ingiusta, anche al di là di due rigori che gli emiliani hanno fallito.
I giallorossi, del resto, sono incontrollabili al punto da essere ormai prevedibili. Più o meno con la stessa facilità, possono segnare o subire gol (impossibile capire come finirà la partita, che può cambiare all'ultimo secondo). Pregi e difetti sono subito evidenti al Tardini. Da una parte le combinazioni offensive sono frecce che pungono il Parma, costretto a neutralizzarle: al 6', in rapida successione, si portano al tiro Dalla Bona e Bojinov, ma in entrambi i casi i difensori emiliani intercettano. In difesa, però, gli spazi per Gilardino e compagni sono ampi, molto ampi, soprattutto nella zona destra, quella di Marchionni (che Rullo soffre maledettamente).
Tanto che, quando gli avversari partono in contropiede, più volte Sicignano salva i salentini, che mantengono la linea difensiva sempre alta, dalla capitolazione: al 1' para un destro di Giardino; al 9' anticipa Bresciano, lanciato centralmente da Morfeo; al 10' intercetta un tentativo di Marchionni, dopo uno scambio con Gilardino che, al 12', ha l'opportunità più evidente per passare. Simplicio serve in profondità la punta, che si ritrova a tu per tu con Sicignano. Dopo aver dribblato il portiere, però, perde stabilità e consente il recupero di Stovini. Il Parma mantiene il predominio anche nella parte centrale del primo tempo (al 23' Diamoutene ferma col braccio un lancio pericoloso verso l'area, ma non viene ammonito), anche se il Lecce è sempre reattivo e dà l'impressione di poter colpire (Bjelanovic al 32' è fermato per un fuorigioco, peraltro netto).
Poi, sul finire del parziale, la squadra di Carmignani sfonda con la complicità dei giallorossi. Gilardino al 33' se ne va sul filo dell'offside, Stovini lo lascia scappare e Diamoutene (cartellino giallo perché il compagno recupera evitandogli l'espulsione per fallo da ultimo uomo) stende l'attaccante in area di rigore. Il tiro dal dischetto (36') è neutralizzato da Sicignano. Al 44' i gialloblu hanno una seconda opportunità per trasformare un penalty, concesso per un fallo di mani di Stovini su cross da destra di Marchionni. Gilardino vorrebbe calciare di nuovo. Morfeo si impone per tentare la trasformazione, che riesce. Ma quando l'arbitro fa ripetere (i compagni entrano nei sedici metri prima della conclusione), sbaglia calciando sopra la traversa.
Al ritorno dagli spogliatoi, il Parma cancella subito il dispiacere per le due opportunità clamorosamente fallite. Sceglie, cogliendone i frutti, di insistere con Marchionni. Al 50' l'esterno è fermato per un fuorigioco dubbio; al 51' taglia in mezzo su assist di Grella, scavalca Sicignano in uscita prima di essere anticipato da Rullo; all'53' detta l'ultimo passaggio per Bresciano che infila l'angolo alla destra del portiere leccese portando in vantaggio gli emiliani. Sulla rete, pero, grava un fallo di ostruzione di Morfeo che impedisce a Giacomazzi di andare a contrastare l'autore del tiro decisivo.
Zeman corre ai ripari. Inserisce Vucinic a sinistra (con Bojinov punta centrale) quando il Lecce sembra già avere l'atteggiamento di chi vuol rimediare, e, dopo qualche minuto, Babù a destra (escono Bjelanovic e Pinardi) quando capisce che in realtà poco è cambiato: l'unico tiro in porta è del montenegrino al 68' su lancio di Ledesma. Anzi, è il Parma che va vicino al raddoppio. Al 67' Bresciano elude ancora la tattica del fuorigioco, allarga per Marchionni che crossa basso per Gilardino. Sicignano interviene ancora bloccando a terra. Al 76' con Abruzzese in campo (il tecnico boemo capisce, forse in ritardo, che è il caso di mandare Rullo sotto la doccia), gli emiliani si infilano centralmente. Simplicio trova Gilardino, ma lo strepitoso Sicignano rintuzza con i piedi l'ennesimo tentativo.
Se la difesa del Lecce regge quasi esclusivamente grazie al portiere, la retroguardia del Parma resta un gruppo compatto. Ma quando Bonera esagera, viene punito. All'82' esce palla al piede e cerca di saltare Giacomazzi con un doppio passo. L'uruguaiano non ci casca, gli soffia la palla, vede Vucinic e pennella un cross che il montenegrino corregge magistralmente di testa beffando Frey.
A questo punto, chi conosce gli uomini di Zeman sa che può accadere di tutto, sia che il Parma colpisca il palo (88') sia che il Lecce possa addirittura centrare il colpaccio: all'89' un siluro di Dalla Bona termina alto (Frey tocca, ma l'arbitro non concede il corner). Conquistare tre punti sarebbe troppa grazia, probabilmente. Ma perdere quello ormai quasi acquisito ha, nonostante tutto, un sapore amaro: sull'ultimo calcio d'angolo né Bojinov né Stovini riescono a rinviare. Sulla zampata di Gilardino stavolta anche Sicignano deve arrendersi.
Dal nostro inviato
G. Flavio Campanella

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