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Pallamano maschile festa a Conversano per il quinto scudetto

di GIANLUCA CASCIONE
Conversano orgoglio di Puglia: in una stagione difficile per l'intero movimento sportivo della regione, la Indeco si laurea con merito campione d'Italia. Lo scudetto (il quinto), conquistato in un Pala San Giacomo traboccante di entusiasmo, sancisce la supremazia del sodalizio biancoverde, una superiorità dimostrata durante tutto l'anno, prima concludendo da capolista la regular season, poi vincendo tutte le partite della poule scudetto. Tutte, compresa la gara di ritorno contro il Bologna, già battuta sette giorni prima
• L'allenatore Trillini: «Bellissimo»
Pallamano maschile festa a Conversano per il quinto scudetto
di GIANLUCA CASCIONE

Conversano orgoglio di Puglia: in una stagione difficile per l'intero movimento sportivo della regione, la Indeco si laurea con merito campione d'Italia. Lo scudetto, conquistato in un Pala San Giacomo traboccante di entusiasmo, sancisce la supremazia del sodalizio biancoverde, una superiorità dimostrata durante l'arco complessivo dell'annata, prima concludendo da capolista la regular season, poi vincendo tutte le partite della poule scudetto. Tutte, compresa la gara di ritorno contro il Bologna, già battuta sette giorni prima a domicilio e sbarcata in terra di Bari con la voglia di ribaltare il risultato. Ma questa volta la festa è ancora più bella perché c'è un'intera città ad esultare con i riconfermati campioni d'Italia. Tra le mille persone ad assistere all'incontro ci sono anche i vecchi ultras, quelli che nello scorso decennio fremevano in attesa dei futuri successi, ieri corteggiati ed invogliati dalla vecchia guardia conversanese, in primis dall'osannato Piero Di Leo, tornato a gennaio in Puglia con la voglia di cucirsi addosso un nuovo tricolore. 

Troppo forte la squadra allenata da mister Riccardo Trillini, condotta con diligenza per tutto l'anno nonostante le grandi difficoltà che hanno attanagliato la società all'inizio di questo 2011. All'allenatore, oltre alla grande capacità nel preparare e nel leggere le gare, va riconosciuta la pazienza con la quale ha tenuto saldo un gruppo, di certo, non privo di prime donne. Il resto, poi, l'hanno fatto proprio i giocatori, dotati di capacità tecniche superiori agli altri e anche di qualche anno in più. Ma la carta di identità, a dispetto delle apparenze, ha giovato al Conversano che, come dimostrato dal 39enne capitano Alessandro Tarafino, si è tradotta ugualmente in sgroppate nei vari parquet d'Italia e, soprattutto, in esperienza utile per gestire le gare più delicate. Per la terza volta nella sua storia l'Indeco conquista l'accoppiata scudetto-coppa, quest'ultima vinta lo scorso mese in Alto Adige in finale contro il Noci, ristabilendo le gerarchie della pallamano nazionale: dopo l'inarrivabile Trieste, pluridecorata con diciassette titoli, i baresi balzano a quota cinque superando Rovereto. 

Adesso, conclusa la stagione, la società deve fare quadrato, innanzitutto cercando di garantire la stabilità economica per poter vivere l'ennesimo campionato di vertice trattenendo i propri pezzi pregiati. E magari gettando le basi per un ritorno in Europa dalla porta principale. 

La partita sembra un monologo locale anche se in apertura pare sia una contesa tra l'ex Montalto e Maione: le prime sei reti, infatti, sono equamente divise tra i due (3-3). Nell'unico rigore assegnato all'Indeco nei primi 30' Di Leo si fa ipnotizzare da Bar ma è lesto ad insaccare. Radovcic e Marrochi staccano gli emiliani (7-4) e, dopo l'avvicinamento ad opera di Volpi dai sette metri (9-8), i biancoverdi si allontanano ancora con il pivot e l'ala sinistra (12-9). Poco prima dello scadere Marrochi coglie il massimo vantaggio del Conversano (14-11), smorzato da Doldan (17-15). 
Il secondo tempo con le reti di Volpi e Bisori che valgono il pari (17-17). Il Bologna inizia a spingere e anche a far paura, andando per la prima volta avanti con Doldan (19-20) e Pivetta (20-22). Tsilimparis è strepitoso due volte di fila sul 23-25, prima nell'uno contro uno su Bellotti, poi su Bisori. La sfuriata ospite viene elusa da Tarafino (26-26) e, in seguito, a turno, da Di Leo, Maione e Marrochi che sigillano lo scudetto (34-33).

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