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Bari-Lecce derby d'onore (e salvezza)

di FABRIZIO NITTI
BARI - L’onore e la salvezza, la dignità e il futuro in A. Questione di «faccia» e questione di classifica. Derby crudele, derby da decodificare. Il Bari la sua A se l’è giocata da un pezzo, il Lecce ce l’ha ancora in ballo ed ha buone possibilità di reggerla, al di là di quello che sarà il risultato partorito dalla sfida di questo pomeriggio al San Nicola. Il fischio dell'arbitro alle 15, che vinca il migliore e che calcio sia
Bari-Lecce derby d'onore (e salvezza)
di FABRIZIO NITTI

BARI - L’onore e la salvezza, la dignità e il futuro in A. Questione di «faccia» e questione di classifica. Derby crudele, derby da decodificare. Il Bari la sua A se l’è giocata da un pezzo, il Lecce ce l’ha ancora in ballo ed ha buone possibilità di reggerla, al di là di quello che sarà il risultato partorito dalla sfida di questo pomeriggio al San Nicola. 

Il Bari la sua A se l’è giocata da un pezzo, con una serie di follie che trovano pochi riscontri nella lunga storia calcistica della società. Un salto indietro. Lo 0-1 nel derby di andata del 6 gennaio scorso, gol di Okaka, sembrava aver rivitalizzato il Bari e mandato a picco il Lecce. Oggi, oltre quasi mesi dopo, è chiaro a tutti che quella barese non fu vera gloria. Il Lecce è ancora in bilico e già questo fa onore ad una formazione che, diciamola tutta e sinceramente, in avvio di stagione veniva accreditata di retrocessione sicura. L’essere lì, a sgomitare per non retrocedere, oggettivamente, va a merito di società e tecnico. 

I numeri, nel calcio, contano più di ogni altra cosa. Ma i numeri, oggi, potrebbero contare pochissimo o nulla. Quei diciassette punti di differenza fra Bari e Lecce, quella sorta di sbalzo termico fra la notte e il giorno, potrebbero azzerarsi di incanto. Perché Bari al Bari chiede un moto d’impeto, una prova di orgoglio, quello tirato mai fuori nel corso del campionato. Il messaggio è chiaro, seppur silenzioso: regalateci almeno la vittoria nel derby, dateci un sorriso, aprite una finestra felice nel mare della mediocrità. 

Chiariamo: non varierà di una virgola il giudizio complessivo sulla squadra. Vittoria... Una parola che il Bari sembra aver abolito, strappato dal vocabolario. Qui al San Nicola non si fa bottino pieno dal lontano 26 settembre 2010, fra poco saranno festeggiati gli otto mesi di astinenza. Diventa difficile discutere di motivazioni con gente che andrà via, ma se resta un briciolo di dignità nei protagonisti di questa trionfale cavalcata in B, ebbene che la si getti in campo. 

Eppoi c’è il Lecce, che di motivazioni ne ha a valanga. E, forse, anche due risultati su tre a disposizione. Psicologicamente in «partita» già in partenza, la squadra salentina è padrona del proprio destino. Se vince è praticamente fatta. Ha il vantaggio di giocare solo su stessa, di non dover attendere a priori il risultato che pioverà dagli altri campi, in particolare da quello di Genova dove la Samp se la vedrà con il Palermo del salentino Miccoli. Qui non c’è in ballo dignità, qui c’è in ballo la A. Milioni di euro, la possibilità di puntellarsi nel calcio che conta. Affrontare il derby come se non fosse un derby. De Canio lo avrà spiegato ai suoi ragazzi.

Una domenica che per certi versi sarà indimenticabile, calcisticamente parlando. Può rivelarsi il peggior incubo per un tifoso barese e il sogno più bello per un tifoso leccese. Il Bari ci arriva all’epilogo di una settimana travagliata, movimentata, gonfia di polemiche e avvenimenti. Dalla vicenda «spalma-stipendi» alla contestazione di mercoledì, alle facce spaventate di chi non è abituato al calcio a queste latitudini. Giorni caldi hanno accompagnato i biancorossi nel percorso di avvicinamento ad una partita che non cambierà il destino della squadra. Il Lecce piomba su Bari sulla scia del miracolo confezionato contro il Napoli, con il profumo forte dell’impresa a due passi, con il traguardo in vista e, verosimilmente, l’ultimo ostacolo da superare. Che sia una sfida vera è il minimo che ci si possa aspettare. I «sotterfugi», gli accordi, lasciamoli agli altri. Bari-Lecce e palla al centro. Che vinca il migliore e che calcio sia.

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