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Bari, Almiron e Barreto stoppano la spalmatura

di FABRIZIO NITTI
BARI - In un clima di incertezza, verso l’ora «X». Il faccia a faccia fra i dirigenti baresi e i calciatori biancorossi sulla ormai nota vicenda «spalma-stipendi», resta ancora una partita aperta, ma il tempo è scaduto. Questa mattina bisognerà chiudere il cerchio davanti all’ufficio del Lavoro e le sensazioni non sono affatto positive. I «no» di due pezzi da «novanta» (l'argentino si è preso la notte per riflettere, ma fonti interne al club danno il «no» per scontato) rendono la lotta per la «sopravvivenza» molto più complicata
Bari, Almiron e Barreto stoppano la spalmatura
BARI - In un clima di incertezza, verso l’ora «X». Il faccia a faccia fra i dirigenti baresi e i calciatori biancorossi sulla ormai nota vicenda «spalma-stipendi», resta ancora una partita aperta, ma il tempo sta per scadere, questa mattina bisognerà chiudere il cerchio davanti all’ufficio del Lavoro e le sensazioni non sono affatto positive. La proposta del Bari enunciata dal direttore generale Garzelli, dal direttore sportivo Angelozzi e dal segretario Doronzo, non ha ricevuto il consenso unanime, trovando anzi numerosi ostacoli, scogli che magari non ci si sarebbe neanche aspettato di trovarsi davanti. Se non è fumata nera, poco ci manca. Ma i «no» di due pezzi da «novanta» quali Barreto e Almiron (si è preso la notte per riflettere, ma fonti interne al club danno il «no» per scontato) rendono la lotta per la «sopravvivenza» molto più complicata. Per altro, non sono stati gli unici con ingaggi pesanti a declinare l’invito, come vedremo più avanti.

A corto di liquidità ed in gravi difficoltà economiche, la società barese ha chiesto ai suoi tesserati di «spostare» una parte dei compensi del primo trimestre 2011 sull’ingaggio della stagione che verrà. Nessuna rinuncia, dunque, soltanto uno slittamento con tanto di firma su un contratto rimodulato a cifre nuove. E accordi diversi per chi è in prestito o a scadenza di contratto. Legittime, tutte, le scelte dei giocatori. Ognuno è libero di fare ciò che meglio che crede, ma un pizzico di buona volontà sarebbe stata auspicabile da parte di tutti. Dubbi sono emersi dopo l’assemblea generale dell’Aic che si è svolta ieri mattina, dubbi sui quali molti calciatori biancorossi continuano a riflettere.

Intorno alle 23 il quadro è stato molto più chiaro e definito. Dieci i calciatori che hanno accettato il piano: c’è il «sì» di Gazzi, A. Masiello, Codrea, Donati («Dopo una stagione così era il minimo che si poteva fare»), Huseklepp, Kutuzov, Rivas, Alvarez, Glik, Padelli e quello inaspettato di Langella, il primo a firmare. E poi i «no»: Rudolf, Barreto, Romero, Ghezzal (non si è neanche presentato, così come Galasso e Parisi, ma entrambi possibilisti), Almiron, Bentivoglio, Raggi e quello di Castillo quale ciliegina sulla torta... Ribadiamo: scelte legittime, ma ci si attendeva un maggiore coinvolgimento.

Oggi dovrebbe aggregarsi al gruppo Salvatore Masiello (si sarebbe detto disponibile), mentre Belmonte dovrebbe sciogliere le riserve. Nella notte, invece, Okaka è tornato in sede: l’attaccante vuole capire meglio di cosa tratta. Kopunek, Rinaldi, Strambelli e Boerchio non sono interessati alla questione, visto il loro ingaggio molto basso.

Non era ciò che la società aveva messo in preventivo. Nelle intenzioni, si puntava a risparmiare una cifra oscillante fra i 4 e i 4.5 milioni di euro. E adesso cosa accadrà? Chiariamo subito una questione: l’iscrizione al prossimo campionato di serie B non è a rischio; c’è tempo fino al 30 giugno ed il 5 luglio è il termine ultimo per dimostrare di aver pagato il primo trimestre dell’anno. Il rischio concreto, invece, è quello di partire con una penalizzazione nel prossimo torneo cadetto: uno o forse due punti.

Il dado, insomma, sembra tratto. Il futuro tende al grigio e non è altro che la sommatoria di mille errori. Aggrappiamoci alla buona volontà

Sperando che la notte porti consiglio. L’anno scorso i calciatori della Triestina rinunciarono praticamente per intero ai loro emolumenti pur di consentire al club alabardato di iscriversi alla serie B.

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