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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 16:49

Il leccese Miccoli castiga il Bari E il 15 c'è il derby

di FABRIZIO NITTI
PALERMO - Nella trentaseiesima giornata della serie A di calcio, i biancorossi, ormai retrocessi, sono sconfitti anche a Palermo (2-1). In vantaggio con Bentivoglio, la squadra di Mutti si fa rimontare e sorpassare. Segnano prima la punta salentina e poi Bovo. Nel prossimo turno, sfida al San Nicola tra Bari-Lecce, molto sentita, soprattutto dai giallorossi, ancora in lotta per la salvezza
Il leccese Miccoli castiga il Bari E il 15 c'è il derby
PALERMO-BARI 2-1 (1-1 nel primo tempo)

PALERMO (4-3-1-2): Sirigu; Darmian, Munoz, Bovo, Garcia 6 (27’ st Carrozzieri); Bacinovic, Acquah 6, Nocerino 6; Kasami (1’ st Ilicic); Pinilla 6 (1’ st Hernandez), Miccoli. In panchina: Benussi, Andelkovic, Liverani, Kurtic. Allenatore: Rossi.
BARI (4-3-2-1): Padelli; A. Masiello, Rossi, Belmonte, Parisi; Kopunek, Donati (24’ st Ghezzal), Gazzi; Bentivoglio, Romero (31’ st Rivas); Huseklepp (35’ st Gandolfo) In panchina: Perina, Rinaldi, Raggi, Almiron. Allenatore: Mutti.
ARBITRO: Pinzani di Empoli 6.
RETI: 7’ pt Bentivoglio, 39’ pt Miccoli, 8’ st Bovo.
NOTE: spettatori 19.808. Ammoniti Munoz, Kopunek, Padelli.

PALERMO - La notizia migliore è che il campionato sta finendo. Perché al di là di tutte le buone intenzioni, di tutte le buone parole, si fa fatica a tirare avanti ancora di sconfitta in sconfitta. Con quella di Palermo, terza consecutiva, siamo a quota 23. Da Udine a Palermo, dal Friuli alla Sicilia. Si è perso un po’ dovunque, anche dopo prestazioni dignitose come lo è stata quella di ieri nell’anticipo di campionato.

Moduli speculari, squadre allo specchio, si gioca con il 4-3-1-2 ed alla fine tutto si trasforma in confronti quasi personalizzati. Il peso specifico delle individualità sotto l’aspetto tecnico, fa ovviamente pendere l’ago della bilancia dalla parte dei siciliani nonostante le assenze di gente come Pastore (tribuna, assieme a Balzaretti, Cassani e Migliaccio), Ilicic e Hernandez (panchina). Rossi, beato lui, ha la testa alla semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Milan, un appuntamento che, se superato (1-1 all'andata), proietterebbe i rosanero in Europa League.

Psicologicamente libere da pressioni, le squadre entrano subito in partita. Non c’è nulla da inseguire, né purtroppo da difendere. Non poteva essere che il salentino Miccoli ad aprire le «ostilità». Gran tiro dai venti metri dopo appena un minuto di gioco, Padelli (Gillet a casa per infortunio) si distende e tocca in angolo. Ma c’è anche il Bari e si fa sentire subito, al primo affondo trova il gol: la palla gira fino a fermarsi sui piedi di Masiello, largo a destra; cross lungo, Sirigu incerto nell’uscita, Gazzi si avventa sul pallone e rimette in mezzo, Bentivoglio fa bingo a porta desolatamente vuota.

Palleggia bene il Bari, senza assilli e preoccupazioni, il Palermo prova a reagire prima con Kasami (destro a fil di palo), poi ancora con Miccoli, il cui esterno destro sibila a un soffio dal legno. Si gioca e si corre in libertà, il Bari in generale lo fa meglio del Palermo che va avanti a strappi. Biancorossi ancora vicinissimi al gol: punizione bomba di Parisi (23'), questa volta Sirigu non si lascia sorprendere e si distende per tutta la sua lunghezza, palla in corner. Un paio di entrate ruvide con cartellini gialli al seguito (Munoz su Huseklepp; Kopunek su Miccoli) rendono il match più cattivo. Il Bari controlla bene campo e pallone, il «Barbera» un po’ si incazza e fischia i rosanero. È la scossa giusta, perché il Palermo pareggia, complice la difesa barese che si lascia trovare impreparata: Pinilla sgomita e difende palla, Miccoli parte sul filo del fuorigioco, raccoglie l’assist cileno e fredda Padelli. L’attaccante non si smentisce: va davanti alle telecamere e «benedice» il gol con un Forza Lecce che avrebbe potuto tranquillamente risparmiarsi.

Rossi rispolvera due calibri da novanta in avvio di ripresa, la cifra tecnica del Palermo si impenna con Ilicic e Hernandez (fuori Kasami e Pinilla). Palla gol, però, barese: Romero si ritrova un corridoio centrale libero, ma il suo sinistro è precipitoso e sporcato da Munoz. Chi sbaglia paga, no? Ed eccolo qui il raddoppio palermitano. Difesa tipo statue sul cross teso di Ilicic (Rossi cicca l’intervento), Bovo solo soletto sul secondo palo spinge la palla in porta (5’). Stadio in fiamme al grido di «chi non salta rossonero è», dedicato al Milan che verrà. Numero di Miccoli: doppio passo su Kopunek e «puntata» di poco alta. Spazi, praterie per tutti: Kopunek si mangia, anzi divora, un gol praticamente fatto 1’ dopo il 2-1. Huseklepp fa tutto bene e in velocità, palla all’indietro e lo slovacco «mira» e prende Sirigu proteso in tuffo. Fioccano le azioni pericolose: spettacolo per un doppio triangolo Hernandez-Ilicic chiuso da Masiello alla disperata; spettacolo per una fuga e tiro di Ilicic; spettacolo per la verticalizzazione di Hernandez che manda in area Darmian, atterrato da Padelli (18’). Rigore sacrosanto. Miccoli prova a fare il fenomeno «schucchiaiando», Padelli resta in piedi, para e, giustamente, va a dire qualcosina all’attaccante. Che, detto fino in fondo, poteva risparmiarsi anche questa trovata...Punito giustamente, a che serve irridere un avversario già in B? Un po’ di maturità in più non farebbe mica male.

Due anni di squalifica per uso di cocaina, ieri il ritorno in campo di Carrozzieri, uno scudetto primavera vinto proprio con il Bari. La partita resta in mano al Palermo, pur se il Bari ha la capacità di smaterializzare gol già fatti: Bentivoglio pesca Ghezzal davanti al portiere, la conclusione di esterno destro è inguardabile, diventa una speci di assist forzato per Huseklepp che però non può arrivarci comodo. Da registrare l’esordio del baby Grandolfo (quello che, pare, piaccia agli inglesi del Manchester) e un’altra opportunità dilaniata dai piedi di Rivas.

La vera partita, però, quella che interessa tutti noi, si giocherà fra domani e dopodomani sulla questione societaria. Salvate il soldato Ryan, più o meno...

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