Cerca

Fallimento Bari-Calcio c'è accordo col Comune

BARI - La società biancorossa pagherà il Comune in 60 comode rate mensili a tasso zero, spendendo poco più di un milione e centomila euro e risparmiandone novecentomila di interessi. E allo stesso tempo riceverà dall’amministrazione comunale 5-600mila euro a titolo di rimborso per i lavori ai tornelli e alle recinzioni del San Nicola.
Fallimento Bari-Calcio c'è accordo col Comune
BARI - La società biancorossa pagherà il Comune in 60 comode rate mensili a tasso zero, spendendo poco più di un milione e centomila euro e risparmiandone novecentomila di interessi. E allo stesso tempo riceverà dall’amministrazione comunale 5-600mila euro a titolo di rimborso per i lavori ai tornelli e alle recinzioni del San Nicola. 

Ma l’intesa definita ieri mattina e annunciata trionfalmente dal sindaco Michele Emiliano non fa cenno alla seconda parte dell’accordo: l’atto firmato dagli assessori Gianni Giannini (Bilancio) ed Emanuele Pasculli (Contenzioso), e per il Bari da Beppe Matarrese e Domenico De Bartolomeo si riferisce infatti solo alle tre (più una) vertenze giudiziarie in atto. Che riguardano le spese di gestione arretrate dei due stadi cittadini, ma non il costo dei tornelli.

A conti fatti, dunque, il Bari pagherà a partire da ottobre 1.120.261,44 euro, più alcune decine di migliaia di euro di spese. L’amministrazione archivia la paventata istanza di fallimento e si ritira da tutti i giudizi (compreso quello sulle vecchie bollette del Della Vittoria, su cui in primo grado ha vinto pur non avendo ottenuto l’esecutività del titolo). 

E soprattutto «abbuona» gli interessi, senza nemmeno compensarli con i circa 900 mila euro che il Bari chiede per aver eseguito l’adeguamento del San Nicola al decreto Pisanu (tornelli, telecamere, pre-filtraggi): a questo proposito, la prossima settimana è stata già convocata una riunione tecnica tra i rappresentanti della società e le ripartizioni Edilizia pubblica e sport. L’accordo è che la spesa dichiarata dalla società biancorossa venga sottoposta a verifica, poi si procederà a riconoscere un debito fuori bilancio per 5-600mila euro. A conti fatti, dunque, il Bari evita l’istanza di fallimento versando circa 600mila euro, cioé meno di un terzo del debito iniziale.

Per arrivare a questo risultato c’è voluto il blitz dell’assessore Pasculli, che giovedì 28 aveva portato in giunta il via libera all’istanza di fallimento: la delibera passò solo perché nessuno l’aveva letta, poi quando è apparsa all’albo pretorio il sindaco ha preferito fare dietrofront e per giustificarlo si è trovato l’escamotage di un errore del segretario generale Mario D'Amelio. Ma Emiliano mercoledì aveva anche dato l’ultimatum al Bari: accordo sui debiti entro 7 giorni, oppure via libera all’istanza di fallimento. Sarebbe stato il primo caso in Italia di una società di serie A fallita per mano del proprio Comune.

Finisce invece con un accordo a denti stretti, che infatti lascia molti nervi scoperti sul fronte politico. Le conseguenze arriveranno a bocce ferme. Ma ora sono tutti costretti a far buon viso a cattivo gioco. Il sindaco ha infatti parlato di «un risultato molto importante», spiegando che si tratta «di un tipo di transazione assolutamente frequente in casi simili, che non comporta alcun sacrificio sul capitale ma solo sugli interessi». 

Emiliano deve riconoscere il buon lavoro svolto dal capo dell’avvocatura, Renato Verna («È stato un controllore severo, condivide che la rinuncia agli interessi sia un sacrificio accettabile dal punto di vista tecnico-giuridico»), ma non ha voluto farsi trascinare nelle polemiche calcistiche: «Il sindaco, pur essendo preoccupato, non può farsi carico del problema della società. La trattativa con la cordata? Non ne so nulla. Ma sono stato io a consigliare ai Degennaro di fare un passo indietro».

L’accordo siglato ieri è peraltro molto vicino a quello emerso dall’ultima riunione di sei mesi fa, prima che il tavolo con la squadra biancorossa saltasse. Solo che all’epoca l’avvocatura comunale disse «no» alla compensazione del credito con i soldi chiesti dal Bari per i tornelli, che infatti non sono menzionati nel verbale: «La questione - conferma sibillino l’assessore Pasculli - non riguarda più noi». Il risultato è che il Bari recupererà 5-600mila euro, anche se non li riceverà cash: saranno scalati a compensazione dalle rate che via via matureranno.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400