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Martedì 24 Ottobre 2017 | 05:59

Strepitoso Cras Schio ko è 1-0 nella finale-scudetto

TARANTO - Cras come un fiume in piena. La sua è un’«esondazione» cestistica. La «vittima» è il Famila Schio, apparso ieri sera ridimensionato rispetto a quella squadra che nel nella stagione regolare aveva imposto a Taranto due sconfitte nette. Ieri, a brillare, è stata la «stella» del Cras, che è entrato con tecnica e cuore nella finale-scudetto, imponendo il 68-61 che è valso l’1-0. Una bolgia il PalaMazzola, riempito da 2600 spettatori, che hanno assecondato il basket concentrato e pressante, ordinato da Roberto Ricchini. Ora la serie si sposta a Schio, con gara-2 e gara-3 fissate il 3 e 5 maggio
Strepitoso Cras Schio ko è 1-0 nella finale-scudetto
di ANGELO LORETO

«Di certo torneremo a fare un'altra partita a Taranto» ha scherzato Roberto Ricchini a fine partita evidenziando implicitamente che la serie non potrà mai finire 3-0 per Schio, la squadra data per tutti favorita all'inizio del campionato e dei playoff. Ma se anche le gare due e tre dovessero vedere la stessa strepitosa prestazione del Cras Taranto di ieri sera, forse al PalaMazzola di partite non se ne vedranno più per quest'anno perché paradossalmente il 3-0 sarà stato centrato dalle rossoblù. Non poteva iniziare nel migliore dei modi la finale scudetto per Taranto: vittoria su Schio in gara1 in un PalaMazzola festante e prestazione convincente che manda in estasi i 2600 sostenitori ionici e fa innervosire l'ambiente del team veneto. 68-61 il punteggio finale per la prima sconfitta del 2011 delle arancioni e per una prova del Cras da incorniciare sotto tutti i punti di vista. Tattica e mente sono gli ingredienti del successo con cui Taranto si porta 1-0 in vista delle sfide di martedì (20.30) e giovedì (19) a Schio. 

«Dopo le due sconfitte nella regular season - ha detto Ricchini a fine match - mi interessava, al di là di come fosse finita la partita, vedere se saremmo stati competitivi fino in fondo. E l'abbiamo fatto». Prova superata da questo punto di vista. Ma prova superata anche nel gioco e nell'approccio mentale al match. «E' stata una partita molto tesa per entrambi - ha commentato il tecnico piemontese -, loro forse hanno pagato il fatto di essere in trasferta. Ma resta una partita secca e singola come è normale che siano le sfide playoff». E secca è stata anche la vittoria. Cras sempre avanti nel punteggio. Raggiunto solo sul pareggio del 37-37 e avversario sempre ricacciato indietro. 

Massimo vantaggio sul 65-53 del 36' e nervi saldi anche quando Yacoubou ha riportato Schio a -5. E poi le 26 palle recuperate contro le 10 delle avversarie. L'esplosività di Young e Mahoney in attacco, la difesa di Godin, la trance agonistica di Greco e Wambe. Sono queste tutte le note liete della grande serata rossoblù. «Ma quello che mi ha soddisfatto di più è stato il buon lavoro svolto in questa settimana, fatto con concentrazione tecnica e mentale - ha evidenziato Rocchini - perché dopo le due sconfitte di regular season avremmo potuto avere problemi dal punto di vista psicologico». 

E invece... «E invece ogni partita ha meriti e demeriti, i nostri meriti per la buona prestazione e i demeriti nelle difficoltà di Schio. Ma lo ripeto - non smette mai di ricordare il tecnico degli ultimi due scudetti di Taranto - che nei playoff, soprattutto in una finale difficile come questa, ogni partita è una storia a sé. Stasera abbiamo avuto dalla nostra anche un grandissimo pubblico che ci ha trascinato e che in alcuni frangenti è stato decisivo. Ora andiamo a Schio sapendo che il nostro e il loro sono i due campi più caldi d'Italia». La voce di Taranto che ha gioito ieri sera è nelle parole del presidente Angelo Basile che non smette di ripetere come «questa squadra ci regala sempre grandissime emozioni di alto livello». E sulla serie iniziata nei migliori dei modi per il suo Cras campione d'Italia: «Abbiamo messo un sassolino nell'ingranaggio di Schio, abbiamo forse tolto loro alcune certezze. Ora sanno di poter anche perdere. Penso che se continuiamo così abbiamo davanti a noi una strada che può portare a traguardi felici». La Famila è avvisata, il leone ferito martedì attende nella sua tana.

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