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Il Bari e la «cordata» è scattato l’ultimatum

di FABRIZIO NITTI
BARI - Quasi quattro ore di riunione prima di darsi un nuovo appuntamento. Si va ai tempi supplementari. È accaduto tutto ieri,  un po’ a sorpresa. Beppe Matarrese e Domenico De Bartolomeo da una parte, l’ormai famosa «cordata» dall’altra, quella composta da Vito De Gennaro, Vito Ladisa e Pasquale Guastamacchia, tutti imprenditori baresi che da tempo hanno manifestato un certo interesse ad «entrare» nel Bari. Martedì si deciderà
Il Bari e la «cordata» è scattato l’ultimatum
BARI - Quasi quattro ore di riunione prima di darsi un nuovo appuntamento. Si va ai tempi supplementari. È accaduto tutto ieri, nel primo pomeriggio, un po’ a sorpresa. Beppe Matarrese e Domenico De Bartolomeo da una parte, l’ormai famosa «cordata» dall’altra, quella composta da Vito De Gennaro, Vito Ladisa e Pasquale Guastamacchia, tutti imprenditori baresi che da tempo hanno manifestato un certo interesse ad «entrare» nel Bari, ad inserirsi nel pacchetto azionario del club biancorosso. La società di Strada Torrebella, come è noto, è in mano alla famiglia Matarrese per il novanta per cento delle quote; il rimanente dieci per cento fa capo alla famiglia De Bartolomeo. La stretta di mano finale, guinta intorno alle nove della sera, ha sancito il prossimo faccia a faccia, quello della verità. Quattro giorni di riflessione, quattro giorni perché «l’affare Bari» possa ritenersi chiuso. In un modo o nell’altro. Dentro o fuori senza possibilità di altri rinvii. Anche perché, poi, il Bari dovrà far fronte ad un’altra importante scadenza: quella del 15 maggio, giorno in cui dovranno essere versati gli stipendi ai giocatori per i primi tre mesi del 2011. Per quella data, quindi, le cose dovranno essere ben chiare e in ordine, nuovi soci o meno.

Zero indiscrezioni. Top secret il contenuto della discussione. Tutti si sono impegnati a mantenere il silenzio, pena il... rogo. Se vogliamo, un segnale di qualcosa che sta volgendo al termine, di una trattativa ormai in stato avanzato e prossima ad arrivare al capolinea. Perché è chiaro che l’incontro di ieri è stato molto, ma molto più profondo degli altri. È chiaro che ieri si è entrati nel merito della vicenda, carte alla mano, si è parlato di soldi e di partecipazioni. Di un progetto sportivo e dello stato economico della società biancorossa, non proprio florido e proprio per questo oggetto più serrato di attenzioni e supposizioni.

Quattro ore rappresentano pur sempre un termine di tempo discretamente «largo», nel quale non saranno mancate prese di posizione e richieste di chiarimenti sui ruoli, eventualmente, da assegnare, coprire, scegliere. Sulle eventuali modalità di ingresso dei nuovi soci, sulle cifre da investire ed a cosa questa nuova linfa dovrà essere propedeutica.

Martedì prossimo, dunque, il giorno decisivo. L’ora «x» sta per scattare, 96 ore prima di conoscere chi sarà dentro e chi invece avrà preferito rinunciare all’operazione. Sembra un film con tanto di conto alla rovescia, manca soltanto che gli allibratori fissino quote sul come andrà a finire.

Ci sarà solo un nuovo contatto telefonico, probabilmente nella giornata di lunedì, una sorta di... richiamo della foresta per confermare le presenze. E poi, finalmente, sapremo.

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