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Cras-Famila Schio la finale-scudetto è tutta da scoprire

TARANTO - Pronosticare l’esito è un gioco d’azzardo. Lo confermano i bookmakers che, per il battesimo della finale-scudetto di basket femminile fissato sabato, offrono un quadro equilibrato: il successo tarantino è quotato 1,9, quello scledense 1,75. Il motivo? Le due squadre, rispetto alla scorsa stagione archiviata brillantemente dal Cras col +12 all’ultima corsa, hanno cambiato pelle.
Cras-Famila Schio la finale-scudetto è tutta da scoprire
TARANTO - Pronosticare l’esito di Cras-Famila è un gioco d’azzardo. Lo confermano i bookmakers che, per il battesimo della finale-scudetto di basket fissato dopodomani, offrono un quadro equilibrato: il successo tarantino è quotato 1,9, quello scledense 1,75. Il motivo? Le due squadre, rispetto alla scorsa stagione archiviata brillantemente dal Cras col +12 all’ultima corsa, hanno cambiato pelle. Lo ha fatto soprattutto il club diretto da Marcello Cestaro. Il magnate della grande distribuzione, che è anche il numero uno del Padova della B di calcio, durante il mercato ha «reimpiantato» il parco tecnico a disposizione di Orlando, portando nella terra vicentina una brillante schiera di straniere: il play fosforo d’Israele Cohen, l’ala-pivot canadese naturalizzata italiana e corteggiata da Taranto Nadalin, l’ala pungente slovena Erkic e la coppia rocciosa dell’area, di Francia e Stati Uniti, Yacoubou-McCarville, con quest’ultima che lotta nelle ultime ore contro un’ernia discale.

Cambi in quota limitata nel Cras, in corso d’opera, ma condizionanti ai fini dell’equilibrio tattico. Detto forzatamente addio alla giocatrice-extraterrestre Brunson (il 24,5% dei punti ed il 27,1% dei rimbalzi nelle stagioni 2007-2008 e 2009-2010), attratta dalla ricca Valencia, il patron Angelo Basile ha acquistato l’americana Smith, per poi avvicendarla con Young, cestista dal maggiore appeal. In riva allo Jonio era arrivata in precedenza il pivottone Dacic, che alla lunga ha rimpiazzato l’amata David, apparsa sotto tono dopo aver ricevuto dalla legge federale il «divieto» di circolare in Europa con la maglia rossoblù.

Con un quadro ritoccato, il Cras ha vissuto una stagione fluttuante, ma con il segno «positivo», come attestano i 33 successi su 46 partite sin qui giocate tra Italia ed Eurolega, con quest’ultima archiviata agli storici quarti di finale. Il suo trend vincente, pari al 71,7%, è inferiore all’82,2% di Schio, che in questa stagione ha sinora vinto 37 volte su 45. Netto il dominio sul terreno italiano, con l’ultima sconfitta che risale al 28 novembre, quando le arancioni scivolarono a Faenza. Un mese e mezzo prima, il ko nella Supercoppa italiana al PalaMazzola. Nei due successivi confronti con le pugliesi c’è stato il doppio e netto successo di Schio: +26 interno e +19 esterno. Sono passati quasi tre mesi da allora. Il Cras di oggi, almeno quello visto macinare basket a Cinisello Balsamo, appare di una pasta migliore.

Il 3-1 sul Bracco Geas ha consegnato una squadra convinta e serena, rispetto all’ultimo quarto d’ora da incubo della terza semifinale. Il +25 è stato frutto di un gioco armonico, dove i canestri di Mahoney, Young e Greco, la doppia regia di Wambe e Gianolla, il ritorno orgoglioso nell’area dell’ammaccata Godin, hanno costituito le luci di una possibile alba. Ora il Cras proverà, nella quarta finale-scudetto della sua decima A1, a costruirsi un nuovo giorno. Dalla propria parte ha l’arma del gruppo. Se unito, funziona. Di esempi, nello sport, ce ne sono tanti. Guardate quel Manchester United che l’altroieri sera ha ipotecato l’ennesima finale di Champions, ipnotizzando lo Shalke 04. Proprio i Red Devils sono la squadra di calcio amata dalla belga Kathy Wambe. La giocatrice di Tournai, motorino del Cras, indica l’unica via vincente: il collettivo.

[a.s.]

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