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Lecce, strada è in salita  ora è vietato sbagliare

Il sabato nero ha rispedito il Lecce sull’orlo del baratro. I demeriti propri, che hanno portato al rovescio di Marassi, e i risultati tutti sfavorevoli, manco farla apposta, delle dirette concorrenti, complicano il cammino dei giallorossi verso la salvezza. Ma nulla è ancora perduto. Una certezza, quest’ ultima, da rimarcare per non indulgere ad atteggiamenti di rassegnazione o di sfiducia. Ora ogni risorsa deve essere indirizzata alla prossima e fondamentale prova: domenica a Verona contro il Chievo
Lecce, strada è in salita  ora è vietato sbagliare
di Marco Seclì 

LECCE - Il sabato nero ha rispedito il Lecce sull’orlo del baratro. I demeriti propri, che hanno portato al rovescio di Marassi, e i risultati tutti sfavorevoli, manco farla apposta, delle dirette concorrenti, complicano il cammino dei giallorossi verso la salvezza.

Ma nulla è ancora perduto. Una certezza, quest’ ultima, da rimarcare per non indulgere ad atteggiamenti di rassegnazione o di sfiducia, mai come in questo momento controproducenti. Ora ogni risorsa deve essere indirizzata alla prossima e fondamentale prova che la squadra è chiamata a superare: domenica a Verona contro il Chievo.

I processi alla squadra nel complesso, a un singolo giocatore o reparto, o le critiche, pure legittime, a qualche scelta di De Canio devono oggi cedere il passo. Oggi più che mai squadra, staff tecnico, società, tifosi sono chiamati a fare quadrato per difendere l’interesse superiore della serie A. Per non vanificare, a quattro giornate dal termine, quanto di buono fatto nell’arco dell’intero campionato.

È però lapalissiano che le vittorie della Sampdoria a Bari, del Cesena a Bologna e del Parma a Udine e il pareggio del Catania a Torino contro la Juventus rendono il compito dei ragazzi di De Canio ancor più gravoso di quanto era lecito attendersi prima della sconcertante prova, e conseguente stop, contro il Genoa.

L’esito dell’ultimo turno di campionato, come ha ammesso lo stesso allenatore lucano, ha innalzato l’asticella della quota salvezza. Se fino a qualche settimana fa c’era chi era disposto a puntare sui 39 punti (ma anche meno) come soglia sufficiente a restare in serie A, adesso anche 40 punti potrebbero non bastare a regalare la sicurezza. Tanto più nel caso del Lecce, penalizzato se dovesse dopo l’ultima giornata trovarsi a pari merito con Cesena (una sconfitta e un pareggio nei confronti diretti) e Sampdoria (una sconfitta e una vittoria, ma i blucerchiati sono in vantaggio per aver segnato un gol in più).

Ecco perché i giallorossi non possono più sbagliare, a partire dalla trasferta di Verona, dove strappare un punto, nell’attuale situazione, potrebbe non essere sufficiente visti gli avversari dei successivi tre turni. Il Lecce infatti affronterà in casa il super-Napoli che, se pure abbandonate le velleità scudetto, dovrà però consolidare la posizione Champions. Poi andrà a fare visita a un Bari già retrocesso, ma che scenderà in campo per regalare ai propri tifosi quella che sarebbe una delle poche soddisfazioni di una stagione fallimentare. Nell’ultimo turno al Via del Mare arriverà la Lazio, anch’essa magari a caccia dell’ingresso in Champions League.

Con un simile calendario, domenica dal Bentegodi, il Lecce dovrà provare a portare via l’intera posta contro un avversario alla portata, almeno sulla carta. Ovvio che non sarà facile, perché il Chievo è avversario attrezzato e coriaceo e sarà determinato a chiudere la pratica salvezza. I veronesi battendo il Lecce si porterebbero a 42 punti centrando la permanenza in anticipo di tre giornate ed evitando rischi nei match successivi contro Juve, Udinese e Palermo.

Inutile negare, poi, specie a questo punto della stagione, che l’orecchio sarà teso ai risultati provenienti dagli altri campi. Marassi su tutti: la classifica dice che la Samp, a quota 35 con il Lecce, è oggi come oggi l’avversario su cui fare la corsa. I blucerchiati ospiteranno un Brescia che si gioca l’ultima chance di salvezza. Se le «rondinelle» bloccassero i doriani farebbero un favore ai salentini. Ma, prima di attendersi una mano dagli altri, i giallorossi devono pensare a se stessi, a fermare il Chievo. È l’unico modo per riscattare l’harakiri visto contro il Genoa e continuare ad accarezzare la serie A.

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