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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 10:06

Uovo di Pasqua amaro per il Bari che rischia la B

BARI – Nell’uovo di Pasqua quest’anno il Bari potrebbe trovare la matematica retrocessione in serie B, con il quart'ultimo posto distante ormai ben tredici lunghezze. I pugliesi sabato ospitano al San Nicola la Sampdoria e mentre Bortolo Mutti avrà il compito arduo di smuovere Gillet e compagni ormai impigriti dalla rassegnazione, Alberto Cavasin cercherà di inanellare punti essenziali per rimanere in corsa per la salvezza
Uovo di Pasqua amaro per il Bari che rischia la B
BARI – Nell’uovo di Pasqua quest’anno il Bari potrebbe trovare la matematica retrocessione in serie B, con il quart'ultimo posto distante ormai ben tredici lunghezze. I pugliesi sabato ospitano al San Nicola la Sampdoria e mentre Bortolo Mutti avrà il compito arduo di smuovere Gillet e compagni ormai impigriti dalla rassegnazione, Alberto Cavasin cercherà di inanellare punti essenziali per rimanere in corsa per la salvezza.

I doriani potrebbero trovare un alleato inatteso nel pubblico di casa: tra le due curve ultrà c'è un forte gemellaggio e non è da escludere che il tifo biancorosso possa essere lieto di assistere ad una vittoria di Palombo e compagni. Dopo aver iniziato il campionato con una sorprendente vittoria interna contro la Juventus, il Bari ha perso via via i pilastri dell’organico per una sterminata serie di infortuni (attualmente è fermo ai box l’intero attacco titolare, formato da Barreto, Castillo e Kutuzov), affondando progressivamente in classifica fino all’ultimo posto. Dalla musica del calcio champagne nella passata stagione firmata da Giampiero Ventura alla litania della gestione Mutti: in otto mesi la piazza sportiva si è 'cullata' dell’onore di ricevere osservatori ed emissari di grandi club internazionali (Barcellona o Manchester united) per studiare 'l'accademia del 4-4-2', e ora si deve accontentare di sfogare la delusione con una contestazione per l’imminente ritorno tra i cadetti.

Domani mattina ci sarà l’incontro tra l’attuale proprietà e la possibile cordata di imprenditori interessata a cogestire il club: l’ingegner Domenico De Bartolomeo ha avuto il mandato arduo di disegnare una sinergia con i nuovi soci, ma è molto probabile che si arrivi ad una fumata grigia, e del pool di investitori disponibili a sostenere il calcio in città resti in ballo solo la Dec, del costruttore Vito De Gennaro. Di sicuro, infine, c'è il mandato ricevuto dal direttore sportivo, Guido Angelozzi: in B non è sopportabile un monte ingaggi da Europa league, e così tutti i pezzi pregiati (da Barreto a Belmonte, da Donati fino a Ghezzal) potrebbero essere ceduti per frenare l’emorragia nel bilancio. I nuovi programmi? Al momento non sono stati stilati e così la tifoseria disillusa brancola nel buio.

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