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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 05:30

Taranto-Lanciano Niente biglietti ai non residenti

di FABIO DI TODARO
La prescrizione, dopo un’accurata analisi delle motivazioni, appare immotivata. Per assistere a Taranto-Lanciano, gara in programma domenica prossima per la trentesima giornata di campionato nel girone B di Prima Divisione, occorre essere residenti nel capoluogo ionico: ha deciso così il Casms, il Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive che ha seguito le indicazioni fornite dalla Questura di Taranto. “Una decisione inspiegabile”, ha risposto a caldo la società rossoblù, informata dell’anomalo divieto dalla stampa e non dalla Prefettura
Taranto-Lanciano Niente biglietti ai non residenti
di FABIO DI TODARO

La prescrizione, dopo un’accurata analisi delle motivazioni, appare immotivata. Per assistere a Taranto-Lanciano, gara in programma domenica prossima per la trentesima giornata di campionato nel girone B di Prima Divisione, occorre essere residenti nel capoluogo ionico: ha deciso così il Casms, il Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive che ha seguito le indicazioni fornite dalla Questura di Taranto. “Una decisione inspiegabile”, ha risposto a caldo la società rossoblù, informata dell’anomalo divieto dalla stampa e non dalla Prefettura. 

Ieri il presidente Enzo D’Addario ha comunicato che contro il Lanciano non sarà allo stadio. Se quasi non sorprende più il divieto di trasferta per i tifosi ospiti, lascia perplessi la decisione di estendere il provvedimento a tutti i residenti fuori dalla provincia dei due mari: non sarebbero stati pochi i tarantini trapiantati in altre città che domenica si sarebbero accomodati volentieri sugli spalti dello “Iacovone”, agevolati dal ritorno a casa in occasione delle vacanze pasquali. 

Fa discutere una prescrizione simile, nemmeno presa in considerazione per il derby in notturna giocato a dicembre contro il Foggia e nell’ultimo turno casalingo contro la Nocerina: al seguito della capolista c’erano seicento tifosi, con cui rapporti sono sicuramente meno cordiali. 

Dalla Questura, in via informale, è stato riferito che il provvedimento è una delle tante restrizioni che può applicare l’Osservatorio. Che pare eccessiva, però, considerando che non ci sono precedenti che consiglino di valutare “ad alto rischio” la partita di domenica, così come indicato nella determina del Casms. Non sono tesi i rapporti tra le due tifoserie, anzi: sono confortanti gli ultimi incroci sugli spalti. Il 18 aprile scorso i sostenitori rossoblù offrirono i tagliandi ai colleghi abruzzesi sprovvisti di tessera, a cui il Viminale aveva vietato l’acquisto. Due anni fa - era il 22 aprile 2009 - i tifosi del Taranto mostrarono uno striscione eloquente nella curva dell’impianto frentano: “Taranto e i suoi ultras vicini al dolore abruzzese”, per testimoniare solidarietà alle vittime del terremoto. Pure discutibile, come riferito in un’informativa redatta dalla Questura di Chieti ai colleghi pugliesi, è affermare che i supporters del Lanciano usino muoversi in massa e spesso senza biglietto. 
I numeri sono eloquenti. Domenica scorsa erano centottanta i paganti al “Biondi”. La trasferta con più seguito è stata ad Andria: centocinquanta erano i tifosi sugli spalti del “Degli Ulivi”, in una giornata che molti vissero come un rendez-vous con una tifoseria gemellata. Ferma, però, è la posizione della questura di Taranto. Non quella delle istituzioni locali, scese ufficialmente in campo stamattina. 

“Non è giusto che i cittadini di questa terra e i loro figli possano costantemente essere interdetti dagli stadi d'Italia – ha affermato il sindaco, Ezio Stefano -. Non è corretto che gente corretta, civile e ospitale, come da ultimo dimostra la solidarietà che concretamente e quotidianamente vive nei campi profughi di Manduria, possa costantemente essere interdetta dagli stadi d'Italia. A questo punto chiediamo al Questore e al Prefetto un confronto che porti nell'immediato alla revoca delle limitazioni alla vendita per la gara Taranto-Lanciano per tutte le regioni d'Italia, con la sola eventuale eccezione dell'Abruzzo”. 

“Le motivazioni di questo provvedimento sono incomprensibili – il pensiero del presidente della Provincia, Gianni Florido -. Mi auguro che gli organi deputati possano rivedere questa decisione”. Decisivo, in tal senso, fu l’intervento dei sindaci di Bari e Lecce in occasione dell’ultimo derby giocato al "Via del Mare" lo scorso 6 gennaio. Alla prima decisione della Prefettura di Lecce di far giocare la gara a porte chiuse, si opposero Paolo Perrone e Michele Emiliano. Resistenza proficua: si giocò con i tifosi (non molti, a dir la verità) sugli spalti, vinse il Bari di misura con un gol di Okaka.

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