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Bagno di folla per il Martina Calcio dopo l'approdo in D

di PASQUALE D’ARCANGELO
MARTINA - Sette chilometri di fila per i caroselli del Martina. «Recuperare quest’entusiasmo dopo la delusione per la retrocessione dalla C1 e la mancata iscrizione alla Seconda Divisione –dice il presidente Donato Muschio- era il primo obiettivo che ci eravamo posti con tanti amici che hanno sostenuto il progetto, che in cinque anni doveva riportare Martina tra i professionisti». In tre anni, sono arrivate tre promozioni che hanno scandito la rinascita e hanno segnato il ritrovamento del popolo biancazzurro
Bagno di folla per il Martina Calcio dopo l'approdo in D
di PASQUALE D’ARCANGELO
MARTINA - Sette chilometri di fila per i caroselli del Martina. Un’ora in più per rientrare da Locorotondo, invasa dagli oltre mille sostenitori biancazzurri che hanno seguito con grande trepidazione lo spareggio di Bitonto. E mentre il pullman della squadra era ancora all’uscita di Laureto lungo la statale 172, le prime auto con le bandiere sono arrivate in piazza XX Settembre, dove si è radunato il ritrovato popolo biancazzurro dopo tre anni nei campionati minori.

«Recuperare quest’entusiasmo dopo la delusione per la retrocessione dalla C1 e la mancata iscrizione alla Seconda Divisione –dice il presidente Donato Muschio- era il primo obiettivo che ci eravamo posti con tanti amici che hanno sostenuto il progetto, che in cinque anni doveva riportare Martina tra i professionisti ». In tre anni, sono arrivate tre promozioni che hanno scandito la rinascita e hanno segnato il ritrovamento del popolo biancazzurro.

«In queste categorie la nostra tifoseria ha sofferto non poco –racconta Nino Petrosino- ma del resto non era facile con tanta gente andare in giro per campi così piccoli, dove le agibilità erano legittimamente concesse per i campionati di appartenenza. Purtroppo l’entusiasmo dei nostri tifosi è stato spesso mal interpretato in questi piccoli impianti, inadatti ad ospitarli. Hanno dovuto patire tanti divieti di trasferte per la carenza strutturale, ma alla fine siamo riusciti a tirarli fuori da questa situazione».

E tra i cori dei tifosi organizzati la conquista della serie D è considerata solo un punto di partenza per il Martina, la gioia di Muschio e tutti quanti i soci di questa rinascita fa sentire il peso di una responsabilità per il futuro.
«Negli ultimi due anni abbiamo allestito le squadre più competitive possibili –spiega il presidente- e a parte i sacrifici di natura economica di chi ha voluto sostenerci con passione, credo di dover ringraziare in primo luogo tutti i calciatori che hanno deciso di seguirci in questo progetto, scendendo di categoria per permettere al Martina di risalire e iniziare la ricostruizione. Difficile e delicata, alla luce della storia e delle aspettative della città. Ce l’abbiamo fatta a bruciare le tappe, riuscendo a portarci ad un passo dal settore professionisti. Ora speriamo che la serie D sia l’ultimo viatico per restituire ai nostri tifosi la categoria che meritano».

E tra i mille tifosi che hanno fatto una coda così lunga, c’è il capo storico del ultras, Michelangelo Barratta: «Siamo sulla strada giusta, ma adesso dobbiamo pensare a riempire il Tursi con la partecipazione di tutti gli sportivi martinesi».

PRIMO PASSO PER LA COSTITUZIONE DELLA SRL
Il ritorno in serie D, dopo tre anni nelle categorie provinciali, interprovinciali e regionali, segna la fine di un incubo per il calcio martinese, ritrovatosi improvvisamente senza squadra nell’estate 2008, dopo la bellezza di 7 stagioni in C1 e lo sfortunato spareggio per la serie B contro il Pescara, che nel giugno di 8 fa negò al Martina una storica promozione.

Dieci anni fa, l’ultima stagione nella massima serie dilettantistica, dove l’aveva immediatamente riportato Giustino Caroli, vincendo un altro campionato di Eccellenza nel 1991 e garantendone la partecipazione e la permanenza per otto anni, prima di passare lamano ad una società decisamente più solida, presieduta da Gianfranco Chiarelli, che consentì a Gigi Boccolini di approdare in C2 e l’anno successo a Roberto Chiancone di salire in C1, 15 anni dopo l’effimera esperienza di Pino Dell’Erba, che rilevò la società da Franco Marangi immediatamente dopo la festa promozione.

Questi ricordi sono vivi nella mente di Donato Muschio Schiavone, presidente che ha saputo interpretare il desiderio dei tifosi. Si è affiancato Nino Petrosino e Maurizio Notaristefano, il presidente onorario Mimmo Nardelli e una altra decina di imprenditori, tra i quali Stefano Scatigna, Donato Tagliente (Tadon), Francesco Scialpi (Pugliatermica), Antonio Massacri, Giancarlo Calabretto, sono stati sempre vicini alla società che ha saputo in due anni raccogliere il testimone da Nicola Basta, che il 21 agosto di tre anni fa è stato il primo a rilanciare la sfida, dopo la clamorosa rinuncia alla C2 annunciata da Giovanni Cassano, che stanco delle critiche non se la sentì di proseguire. Ottenne l’iscrizione al campionato di Prima Categoria, da dove è iniziata l’ascesa, di questo nuovo Martina, malgrado la sconfitta nella finale playoff contro il Rutigliano dopo un secondo posto dietro il Mesagne.

L’anno scorso, in Promozione, fu Muschio a vincere i playoff contro il San Paolo Bari, dopo un lungo testa a testa con il Racale, che ottenne la promozione diretta in Eccellenza. Ed ora è arrivato il tris, con il vittorioso spareggio sul Cerignola, dopo un lungo duello che costituisce l’approdo in una nuova serie D, che frattanto Tavecchio si è ripreso dopo aver lasciato troppo spazio a Punghellini, coinvolto in Calciopoli. E il primo passo da fare è costituire almeno un srl, per ottenere l’iscrizione.

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