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Il Bari vince a Parma e guarda alla prossima

Il nostro inviato FABRIZIO NITTI
PARMA - Tre mesi dopo, quasi novanta giorni. Non accadeva dal lontano, lontanissimo 6 gennaio, quando il Bari sbancò Lecce. Colpo grosso a Parma, questa volta, con la firma in calce di Parisi e Alvarez ed in mezzo il pari di Amauri. Marino ci rimette le penne, a Parma in arrivo Colomba. Finalmente una domenica da barese contento. Roba da non crederci, vero? Eppure il Bari, questo Bari, è un’altra squadra, alla quale il buon Bortolo Mutti ha restituito identità tattica e gioco, carattere e dignità, voglia di esserci e di lottare.
Il Bari vince a Parma e guarda alla prossima
dal Nostro Inviato FABRIZIO NITTI
PARMA -
Parma – Tre mesi dopo, quasi novanta giorni. Non accadeva dal lontano, lontanissimo 6 gennaio, quando il Bari sbancò Lecce. Colpo grosso a Parma, questa volta, con la firma in calce di Parisi e Alvarez ed in mezzo il pari di Amauri. Marino ci rimette le penne, a Parma in arrivo Colomba. Finalmente una domenica da barese contento. Roba da non crederci, vero? Eppure il Bari, questo Bari, è un’altra squadra, alla quale il buon Bortolo Mutti ha restituito identità tattica e gioco, carattere e dignità, voglia di esserci e di lottare.

Tutto quanto era stato smarrito durante l’epopea Ventura, tenuto colpevolmente in sella per troppo tempo. Giù il cappello, dunque, davanti ai biancorossi e davvero c’è da mordersi le mani ripensando alla sciagurata partita interna persa contro il Chievo, o alla vittoria sfuggita di un soffio a San Siro, o al pareggio sfumato di Udine. Decidono due giocatori che quest’anno sono venuti a mancare terribilmente al Bari. Una botta su punizione tipo Gigi Riva negli anni Settanta e una fuga con preciso rasoterra fra le gambe di Mirante.
Vittoria propedeutica a nulla, se non a trasmettere un messaggio chiarissimo al resto delle naviganti del «mar basso»: il Bari non regalerà nulla a nessuno, che giochi in casa o in trasferta, stiano tutti sereni e tranquilli, dalle nostre parti e non... Altri discorsi, altre strade, oggettivamente restano impraticabili. La salvezza, distante ben undici punti a sette turni dal termine, se la giocheranno altri, purtroppo. Il Bari, al massimo, si travestirà da arbitro imparziale. 

Il futuro non ci appartiene, focalizziamo allora l’attenzione sulla partita del «Tardini», vivere alla giornata può essere la ricetta meno pesante per retrocedere. Sfida cominciata sotto le frustate dei tifosi biancorossi appostati dietro la porta di Gillet: cori e striscioni all’insegna dei «mercenari pezzi di m...», tanto per gradire. Parma senza cinque giocatori, qualcuno imporante: Giovinco, Galloppa, Dzemaili, Valiani e Palladino ai box, i primi quattro per squalifica, l’ultimo per infortunio. 

E Bari bello massiccio nel suo occupare il campo con un 4-3-1-2 ben presto trasformatosi in 4-3-2-1. Huseklepp e Ghezzal galleggiano alle spalle di Rudolf, centrocampo assestato sulla linea Bentivoglio-Almiron-Gazzi e difesa bloccata con Masiello e Parisi esterni e Rossi-Belmonte coppia centrale. Il Bari comunque è squadra, si muove seguendo un’idea, che è quella di frenale le iniziative emiliane e ripartire cercando i tre davanti. La variabile impazzita è il caldo, giornata quasi estiva. 

Sofferenze sparse sulla destra, dove Masiello si ritrova spesso a dover inseguire Modesto o gli isterismi tecnici di Candreva. C’è poco Bari in fase di proposta, manca forse la lucidità necessaria per innescare qualche bella manovra d’attacco e la cattiveria quando può essere l’occasione giusta. Ma la predisposizione a soffrire rende la squadra vera. Gillet ci mette un paio di pezze delle sue su Crespo e Candreva, il resto lo fa un Parma confusionario e supponente. 

È nella ripresa che succede tutto, è la ripresa che rivela Alvarez l’uomo determinante. Due paratone di Gillet in otto minuti (in tuffo su Amauri che tira in scivolata; miracolosa su Candreva dal dischetto del rigore, con Parisi che poi sbatte in corner la ribattuta di Angleo), l’egoismo di Rudolf che non restituisce palla al lanciatissimo Huseklepp, il gol barese. Alvarez, in campo da qualche minuto per Huseklepp, viene steso poco dopo il limite dell'area: tococ di Bentivoglio, rasoiata di Parisi e palla nel sacco. «Tardini» incredulo. Ma è tutto vero. Acrobazie tattiche. 

Marino inserisce Bojinov e Mutti ridisegna il Bari: dentro Glik per Rudolf e Bari con il 5-3-2. Un muro, insomma. Ancora Gillet su Paletta (il nome richiama la qualità dei piedi...) da due passi, Alvarez che spreca un contropiede due contro due (Ghezzal in arrivo), il pari emiliano con Amauri che di testa fredda Gillet. Minuto 35 e ti aspetti la carica parmense. Arriva, a testa bassa, sconclusionata. E il Bari fa bingo: Bentivoglio inventa, Alvarez colpisce. Il «Tardini» ulula la sua rabbia. Il Bari lotta e vince, ma la A scivola via. Non c’è speranza che resti viva, non c’è conto che possa far tornare il sorriso. Ed è malinconia, cantava Riccardo Fogli...

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