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Arrigo Sacchi è il nuovo allenatore del Real Madrid

Florentino Perez lo voleva fortemente perchè «malato di calcio che vive permanentemente per questo gioco», ma con un po' di presunzione dice di non aver poi faticato molto a convincerlo. Del resto «non è difficile che la gente abbia voglia di venire al Real», si lascia scappare
ROMA - Florentino Perez lo voleva fortemente perchè «malato di calcio che vive permanentemente per questo gioco», ma con un po' di presunzione dice di non aver poi faticato molto a convincerlo. Del resto «non è difficile che la gente abbia voglia di venire al Real», si lascia scappare il presidente delle merengues. Dopo voci rincorse da giorni, da oggi è ufficiale: Arrigo Sacchi è il nuovo direttore tecnico della squadra madrilena e comincerà a lavorare dal 2005. Una rivoluzione in casa Real che arriva quasi come pacco dono per un Natale che deve anche lasciarsi alle spalle un'annata all'altezza del blasone del club più famoso al mondo. Il Real decide di guardare fuori dai propri confini e riparte dall'ex ct azzurro: a Sacchi il presidente Perez ha offerto un contratto a tempo indeterminato, come è in uso per i vertici madridisti, con il compito di riorganizzare una squadra fatta di stelle, ma in cui negli ultimi tempi i successi stentano ad arrivare. Sacchi però non avrà carta bianca: lavorerà, per così dire, alle dipendenze di Emilio Butragueno, le cui quotazioni fino a poco tempo fa sembravano in netto calo, e che invece rafforza il ruolo di dirigente e da oggi entra nel consiglio come vicepresidente. «Volevamo un uomo di calcio - ha proseguito Perez - che non voglia allenare ma ci dia l'esperienza accumulata come allenatore e direttore sportivo. E la persona che riuniva queste caratteristiche al meglio risponde al nome di Arrigo Sacchi».
Una rivoluzione che Perez confessa di aver voluto attuare a inizio stagione, slittata poi per le dimissioni di Camacho. E proprio la panchina madrilena, con l'arrivo di Sacchi, sembrava investita dai cambiamenti più suggestivi: come la chiamata di Carlo Ancelotti, pupillo dell'ex commissario tecnico della nazionale. Mentre dall'Italia Galliani assicura che il tecnico dello scudetto resterà fino al 2007, e motiva la sua presenza in Spagna con una partita a tennis, Perez non chiude la porta all'allenatore rossonero: «Questa possibilità non viene oggi contemplata. Sono voci che non hanno nessuna ragione di essere perchè non succederà - dice - Mai? Non mai. Se mi chiedono adesso, la risposta è no». Resta il fatto che il tecnico rossonero «sarà il favorito di Sacchi perchè ha giocato con lui quando era l'allenatore del Milan, ma ci sono anche altri giocatori attorno alla sua vita sportiva» spiega Perez. Per adesso però, almeno sulla panchina, le rivoluzioni possono attendere: Garcia Ramon, che già prima dell'ufficializzazione, aveva detto «Sacchi mi va benissimo», non dovrebbe perdere il posto e la conferma arriva anche dal presidente, che sottolinea come «la fiducia in Ramon sia totale». Sacchi però dovrà occuparsi «di tutto ciò che ha a che fare con il calcio sia della prima squadra che delle giovanili». Troverà una situazione non facilissima, a parte i risultati. Almeno due i casi tra i galattici da analizzare subito: quello di Fernando Morientes e di Roberto Carlos. Il primo oggi ha incontrato Perez insieme al suo procuratore per definire l'eventuale passaggio al Liverpool. Il presidente madridista ha però detto che finora non è arrivata alcuna proposta, ma che verrebbe analizzata se fosse interessata. Segno evidente che il rapporto tra Morientes e il Real è al capolinea. Anche il brasiliano non sarebbe troppo contento negli ultimi tempi, ma oggi ha smentito di avere intenzione di lasciare il Real: «Qui sto benissimo e non so in quale altro posto potrei stare meglio che in Spagna» ha detto Roberto Carlos. Acqua sul fuoco, che non toglie però i primi ostacoli alla nuova avventura del tecnico di Fusignano, che aveva deciso di lasciare il calcio giocato dicendo di non sopportare più certe tensioni. Ora spera che lo stress non parli pure spagnolo.

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