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Inter-Lecce: 1-0 «Partita difficile»

MILANO – “E' stata una partita difficilissima. Il Lecce ha dato il massimo, è una squadra compatta, che concede pochi spazi a centrocampo e con buone ripartenze, abituata a giocare così. Ci voleva tanta testa per vincere una partita come questa”. L’allenatore dell’Inter Leonardo, intervistato da Sky, si gode il successo di misura sul Lecce che porta i nerazzurri a due punti dal Milan capolista con il derby alle porte.
Inter-Lecce: 1-0 «Partita difficile»
MILANO – Pazzini crea con uno dei pochi lampi della sua partita, Julio Cesar conserva il vantaggio con una paratona nel finale. L’Inter soffre e conferma i timori della vigilia di Leonardo sulla difficoltà che i suoi avrebbero trovato per battere il Lecce, ma alla fine arrivano i tre punti che servono per diminuire a due il distacco dal Milan e proiettare i nerazzurri a preparare un derby con vista sullo scudetto. 

Le conferme che Leonardo si attendeva da suoi all’indomani dell’impresa di Monaco, ma anche dal mezzo passo falso dell’ultima di campionato a Brescia, sono arrivate dal punto di vista della concentrazione e dell’impegno, magari non dal gioco, ma a questo punto della stagione, con le ruggini che palesemente cominciano ad emergere, non è il caso di guardare al sottile. Occorreva assolutamente vincere ed arrivare alla sosta per gli impegni delle nazionali che precedono il derby del 2 aprile, col maggior risultato e i minori danni possibili intesi come infortuni e squalifiche. 

E la missione può dirsi compiuta anche se un cartellino giallo sventolato a Lucio (uno dei tre diffidati messi in campo da Leonardo) farà saltare il derby al centrale brasiliano. Oggi però, contro un Lecce che ha dato il massimo, poteva andare molto peggio. Leonardo, presa buona nota del risultato del Milan sconfitto ieri sera a Palermo, ha scelto un’Inter a completa trazione anteriore con Pandev, l’eroe di Monaco, schierato sulla linea dei tre centrocampisti, ma in realtà terza punta autentica con Pazzini ed Etòo. Il macedone è sembrato subito vivacissimo, anche se poi, un pò come a Monaco dove è riapparso con la zampata finale, è presto sparito. 

Stavolta, ottenuto il vantaggio, Leonardo l’ha sostituito con Coutinho. Altra scelta – obbligata quanto indovinata – è stata quella di Chivu riportato dopo tanto tempo a fare il centrale per la squalifica di Cordoba. L’olandese è stato fondamentale nel chiudere sempre e con grande precisione su ognuno degli avversari che gli si presentava davanti.
L'Inter avrebbe voluto chiudere in fretta la pratica col Lecce e ha cercato di chiudere gli avversari nella propria area manovrando a pieno organico, con gli avanzamenti di Zanetti e Maicon sulle fasce. Ma la manovra, lenta, con un gran possesso di palla ma senza il guizzo per scardinare la difesa avversaria nè i cross tanto agognati da Pazzini, non ha prodotto nessuna vera occasione da gol. 

Un primo tempo in pratica buttato dall’Inter e complessivamente meglio giocato dal Lecce che, quando è uscito dal bunker, lo ha fatto con raziocinio, ha presentato prima Mesbah e poi Corvia pericolosamente davanti a Julio Cesar e diverse altre volte ci ha pensato Chivu a sventare potenziali pericoli. 

I nerazzurri invece si sono visti solo con un calcio di punizione tirato da Sneijder che ha fintato il cross e ha cercato il primo palo mandando la palla sull'esterno della rete. Mai invece gli infiniti dribbling di Etòo si sono tradotti in palle gol, mentre Pazzini in pratica non l’ha vista, affogato in mezzo ai difensori avversari. E neanche quando i leccesi, magari su corner a favore, hanno lasciato la possibilità per il contropiede i nerazzurri sono riusciti ad essere pericolosi. C'è sempre un errore di misura (male Motta e Cambiasso), un dribbling fallito o uno scivolone sul terreno che è stato bagnato appena prima della partita, a vanificare l’opportunità.
 
Ci vuole l’episodio favorevole che arriva all’inizio della ripresa. Al 6' il prologo: finalmente un cross di Sneijder e appare Pazzini che costringe Rosati nella prima (e unica) parata della sua gara. Poi al 7' è Pandev che appoggia verso Pazzini che viene incontro verso la lunetta. Controllo di petto (di braccio protestano a lungo i giocatori del Lecce, ma le immagini dimostrato che hanno torto) e grande girata in rete. 

E’ fatta, adesso si tratta di arrivare alla fine senza danni. Ci pensa Julio Cesar che, al 40', salva il risultato respingendo una botta quasi a colpo sicuro di Bertolacci qualche metro prima dell’area piccola. Leonardo esulta come se avesse di nuovo battuto il Bayern. Non ha torto: belli o brutti questi tre punti potrebbero valere lo scudetto.

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