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Calcio / Serie A - Juventus - Milan 0-0

Un palo di Shevchenko nel primo tempo, un Milan migliore, una Juve poco brillante e costretta a difendersi, ma in definitiva non è cambiato nulla in classifica. Il Milan è arrivato in zona gol parecchie volte, meno aggressiva la partita dei bianconeri
TORINO - Un palo di Shevchenko nel primo tempo, un Milan migliore, una Juve poco brillante e costretta a difendersi, ma in definitiva non è cambiato nulla in classifica. Certo, dopo il primo tempo, l'impressione era stata quella di un Milan travolgente, veloce, molto ben organizzato, e una Juve incapace di andare avanti: lezioso Ibrahimovic, vano ogni sforzo di Del Piero per impostare la manovra offensiva, inutilmente frenetico Nedved e il centrocampo bianconero, regolarmente scavalcato da quello rossonero. Il Milan ha attaccato, andando vicino al gol con l'aggressività di Kakà, le buone proiezioni di Seedorf, l'attivismo di Shevchenko, che al 17' ha colpito il palo alla destra di Buffon; al 30' Crespo ha costretto il portiere juventino a deviare un tiro pericoloso. In realtà però il Milan è arrivato in zona gol parecchie volte e Zebina è stato costretto a cinture non proprio ortodosse, mentre sull'altro fronte l'unica proiezione pericolosa è stata di Zambrotta al 45' con un tiro senza esito. C'è stata anche una deviazione di mano di Costacurta su traversone di Ibrahimovic al 15', ma se dobbiamo essere sinceri fino in fondo sono state perdonate trattenute più gravi di Zebina: per esempio quella su Crespo in area al 4' che ha impedito all'argentino di intervenire su una palla di Shevchenko dalla destra. Epperò Bertini non ha arbitrato male e la partita, pur maschia, non è stata cattiva.
La Juventus ha subito molto, confermando le perplessità destate da due o tre partite. Lo «spietato» Capello vista la mala parata, ha messo fuori Del Piero nell'intervallo (la decima sostituzione della stagione), inserendo Zalayeta: il messaggio ci è parso chiaro. È probabile che con il ritorno di Trezeguet Del Piero farà parecchia panchina. La partita non è però cambiata: il Milan ha continuato a giocare avanti e la Juve in difesa. Comunque, la squadra di Ancelotti (che poi ha cambiato Kaladze con Pancaro) non è andata vicino al gol come nel primo tempo: i ritmi si sono abbassati, la Juventus ha visto poco la palla sul fronte offensivo anche perché Camoranesi non è sembrato in gran serata e Costacurta (sostituto di Maldini nella fase di riscaldamento per un problema muscolare capitato al capitano) ha ben diretto la retroguardia rossonera. Insomma nel calo del ritmo ci ha guadagnato la Juve che nel primo tempo aveva sofferto la velocità dei milanisti. Capello ha poi fatto ricorso all'esperienza di Tacchinardi per raffreddare uteriormente la partita, il Milan ha cominciato ad accusare la stanchezza e lo zero a zero ha lasciato immutati classifica e ambizioni delle due squadre. E tuttavia crediamo che la sosta gioverà più alla Juve che nelle ultime gare non ha certo entusiasmato, anche se verso la fine con Zalayeta al 42' ha avuto l'occasione per vincere.
Ma non tutte le ciambelle riescono col buco. Nemmeno al Milan, che al 44', dopo una travolgente azione di Shevchenko, ha mancato con Pirlo un gol da ottima posizione. La decisiva partitissima di Torino , insomma, non ha deciso nulla. C.v.d., come volevasi dimostrare. Ne riparleremo al ritorno a San Siro.
Franco Zuccalà

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