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Il Milan salvato dal barese Cassano

MILANO - Il Milan frena col Bari, manca il primo match-point scudetto e rischia di perdere Ibrahimovic per il derby. E' stato Antonio Cassano fra i protagonisti del pareggio fra Milan e la squadra del Bari. Non solo per il gol con cui ha salvato i rossoneri dalla sconfitta, ma anche per i battibecchi con Nicola Belmonte e Jean Francois Gillet. L'attaccante ha cominciato a discutere con il portiere negli ultimi minuti della partita, in particolare mentre Gillet si apprestava a un rinvio. Poi, dopo il fischio finale, i due si sono avvicinati in mezzo al campo e hanno parlato fitto: Cassano coprendosi la bocca con una maglietta del Bari, il portiere dei pugliesi con le mani. 
Il Milan salvato dal barese Cassano
MILANO – Sciagurato testacoda. Il Milan, pareggiando 1-1 a fatica col Bari, non solo spreca l’occasione per ammazzare il campionato, ma anzi conforta le speranze dei nerazzurri che inseguono dimostrando di non aver smaltito lo shock per l’eliminazione dalla Champions League di mercoledì con il Tottenham ma di essersi anzi impegolato in ulteriori e più complicati problemi. 

Se a Londra infatti è mancato al Milan solo il gol, oggi sono mancate anche le idee e si sono evidenziate le ruggini di giocatori stanchi come Robinho e, soprattutto, Ibrahimovic. Lo svedese poi, oltre a non trovare il gol che testardamente insegue e che sta diventando il suo incubo, si è fatto saltare i nervi e, con una manata a Marco Rossi, si è rimediato un cartellino rosso che potrebbe addirittura tenerlo lontano dal derby scudetto che si gioca tra due turni. Ironia della sorte Marco Rossi è lo stesso giocatore colpito da Chivu che fu squalificato per quattro giornate. 

Così come sembra una sentenza sulle incertezze di Allegri il fatto che a salvare il Milan dal peggio sia stato proprio Antonio Cassano, ancora oggi mandato in panchina dall’inizio più che per carenze sue, per le difficoltà di mettere a riposo due giocatori che sono logori fisicamente e mentalmente. 

Insomma, nel giorno della festa dei 25 anni di Berlusconi presidente, i rossoneri forse stanno peggio dell’Inter che venerdì ha pareggiato a Brescia e che comunque ha ancora una chance in Europa. I 60 mila tifosi accorsi a San Siro inneggiano al Milan che fu, a Van Basten, Weah, Dida, Cafu e altri presenti in tribuna, e prendono nota che quello del presente non ha ancora vinto niente e che lo scudetto è tutto da guadagnare. 

Il Milan che oggi doveva sbranare il Bari, derelitto con i suoi 16 punti, in realtà ha regalato agli avversari tutto il primo tempo, ha subito un gol capolavoro segnato da Rudolf ma inventato da Almiron, che è stato anche il migliore in campo. 

Che non sarebbe stata una passeggiata di salute prima di indossare lo smoking per le celebrazioni stasera in un teatro milanese, lo aveva intuito Allegri che però non è riuscito a trovare i correttivi che poi consistevano nel cambiare qualcosa della sostanza del Milan, laddove era suonato il campanello d’allarme, cioè davanti e in cabina di regia. Invece, l'intoccabile Pato (a corrente alternata ma sicuramente il migliore tra gli attaccanti), intoccabile ancor di più Ibra (insufficiente anche prima dello scatto di nervi che gli è costato il rosso), confermato anche Robinho, i tentativi di soluzione, Cassano, Emanuelson e Seedorf sono stati chiamati via via nel secondo tempo a tentare di salvare la partita. 

Il Bari, praticamente retrocesso, ha fatto (bene) quello che poteva (poco) standosene corto ma non per questo rinunciando a cercare di offendere girando intorno a un grande Almiron, regista e ispiratore di centrocampo, ma anche prezioso lottatore davanti alla difesa. Il Milan ha alternato un gran girar palla con tentativi di andare all’uno contro uno, soprattutto da parte di Pato, o con lanci a cercare Ibrahimovic che, quando è riuscito ad agganciare a dovere ha mancato il bersaglio anche in modo sciagurato oppure ha trovato un ottimo Gillet.

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