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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 15:07

Sport, atletica Igor Cassina: «Puglia in grande crescita»

di GAETANO CAMPIONE
BARI - Intervista all'olimpionico (che tra l'altro ha brevettato i movimenti Cassina, scrivendo una pagina di storia nella ginnastica) che sabato si è esibito nel PalaFlorio di Bari e ieri era a Galatone per inaugurare una società di ginnastica. Un consiglio per la ginnastica artistica pugliese? «Continuate così. La strada è quella giusta, lo dimostrano i risultati, l'attaccamento della gente, la serietà delle società»
Sport, atletica Igor Cassina: «Puglia in grande crescita»
di GAETANO CAMPIONE
BARI - Il senso del limite lo ha sempre avuto. Potrà sembrare un'affermazione assurda per un ginnasta che si è spinto sempre oltre. Al punto da dare il suo nome a due esercizi oltre i quali, meccanicamente e umanamente, c'è l'impossibile. Così Igor Cassina, a 33 anni, atleta modello, un oro olimpico, ha detto basta. Il ritiro delle gare a fine stagione è stato già annunciato. E non si torna indietro: «Chiudo questi campionati italiani a squadre con la prova di Firenze. Poi, un'esibizione a Meda, lì dove è cominciato tutto e finirà tutto. Nella mia società, nella mia palestra». 

Uno come lei non può stare con le mani in mano. Ha veramente chiuso con lo sport? 
«Con l'agonismo, sì. Con le sfide no». 
Quindi? 
«Ho parlato col presidente della Federginnastica , Riccardo Agabio, è ho accettato la proposta di diventare testimonial di questa disciplina sportiva». 
Beh, è quasi scontato. La sfida, dov'è? 
«Nel costringere la scuola a praticare la ginnastica artistica oltre l'ora di educazione fisica. Tutti concordiamo su un aspetto: la ginnastica quanto di meglio ci sia per avviare i giovani alla pratica di uno sport. Purtroppo la burocrazia impedisce di realizzare un progetto mirato ». 
Dicono che lei sia un modello da imitare per le nuove generazioni. E' d'accordo? 
«La famiglia mi ha dato quei valori che ho ritrovato nello sport: passione, disciplina, regole da seguire, rispetto di sé stessi di chi ti è vicino. Ogni giorno mi sono messo in gioco per raggiungere degli obiettivi. Se sono riuscito a trasmettere questo ai giovani, non posso che essere contento». 
Il classico sogno irrealizzato? 
«Gli Europei del 2009 a Milano, praticamente in casa mia. Il podio, in legno, lo aveva costruito mio padre, abile artigiano. Ma io non sono riuscito a salirci. Una terribile delusione ». 
Lei ha brevettato i movimenti Cassina, scrivendo una pagina di storia nella ginnastica. Qualcuno potrà migliorarli? 
«Credo di no. Con le attrezzature attualmente disponibili, un doppio salto e due avvitamenti rappresentano il massimo ». 
Sabato si è esibito nel PalaFlorio di Bari. Oggi (ieri, ndr) l'hanno invitata a Galatone per inaugurare una società di ginnastica. La Puglia, come l'ha accolta?
 «In maniera molto ospitale. Anzi, ho visto un pubblico caloroso, attento e competente. Un atteggiamento che ci ripaga dei mille sacrifici quotidiani. Noi diventiamo protagonisti grazie a loro». 
La ginnastica artistica pugliese, negli ultimi tempi, è cresciuta in maniera esponenziale. Un consiglio da parte sua? 
«Continuate così. La strada è quella giusta, lo dimostrano i risultati, l'attaccamento della gente, la serietà delle società». 

Igor Cassina, dunque, promuove i nostri ginnasti. Ma c'è una persona che è l'artefice del miracolo pugliese. A volte non bastano solo tecnici preparati e atleti talentuosi. C'è bisogno di qualcuno che ti copra le spalle, ti garantisca la tranquillità necessaria per lavorare bene e contemporaneamente sappia ottenere il massimo, in termini di caduta sul territorio, dai successi. Lorenzo Cellamare è il Richelieu della ginnastica di casa nostra. Da quattro quadrienni alla guida del movimento, è riuscito a portare sotto la soglia di Roma, i campioni. 

Una prima volta storica. Perché, tanto per cambiare, esiste una questione meridionale sportiva. Nel senso che le società difficilmente si esibiscono al Sud. Questione di trasferte (leggi soldi), di impianti, di immancabili invidie e gelosie, di un piatto della bilancia che pende lì dove i numeri hanno un peso diverso. Stavolta, grazie a Cellamare, la Puglia è stata rispettata e si è fatta rispettare. Non sempre è così facile.

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