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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 17:14

Silvia Sarni: il Cras nel cuore, ma  Faenza deve vincere

TARANTO - 24 ore poi Silvia Sarni si troverà al pala-Mazzola a giocare contro le sue ex compagne. «Quella di domenica con Taranto per me è una partita diversa. Torno nel palazzetto che mi ha visto per il primo scorcio della stagione impegnata con la canotta rossoblù. Poi sono finita a Faenza, con l’intenzione di avere più spazio…». «Il pensiero per il Cras è sempre vivo. A fine stagione parleremo del mio futuro. Al momento sono concentrata su Faenza. Sono una giocatrice, in campo ci vado sempre per vincere»
Silvia Sarni: il Cras nel cuore, ma  Faenza deve vincere
TARANTO - Silvia Sarni, ancora 24 ore e poi si ritroverà da avversaria del Cras nel caro Pala-Mazzola: sensazioni? «Quella di domenica con Taranto per me è una partita diversa. Torno nel palazzetto che mi ha visto per il primo scorcio della stagione impegnata con la canotta rossoblù. Poi sono finita a Faenza, con l’intenzione di avere più spazio…». 

I numeri, nel basket, dicono molto: rispetto alla media di 10 minuti con la quale la impiegava il coach rossoblù Roberto Ricchini, l’ex Taranto, ora in Emilia, Nino Molino, sinora, la fa giocare 12’ a partita. Non è cambiato molto per lei… «Già. A Faenza pensavo di poter godere di uno spazio maggiore. Ma mi accontento. Ho 23 anni e voglia di imparare. Quando sono scesa sul parquet l’ho fatto sempre per dare il massimo». 

Darà il massimo anche domenica contro le ex compagne? «Sarà un contesto diverso. Ma sono una professionista, ragion per cui in partita penserò unicamente al Faenza. Prima e dopo, saranno braci ed abbracci». 

Per Taranto è un momento difficile. L’Eurolega è finita nella maniera più ingiusta. Quel -42 con Ekaterinburg è una nota stonata rispetto alla cavalcata che ha l’ha vista partecipe in sprazzi di 4 match e che si è conclusa con gli storici quarti di finale. Che pensiero si è fatta del Cras europeo? «Con il Cras ho vissuto diverse trasferte, so che significa viaggiare e giocare. È stressante. Loro hanno comunque firmato un grandioso risultato, considerati il valore della competizione ed un roster giusto nei numeri, che alla lunga si è però trasformato in una coperta corta. Alla fine la stanchezza ha prevalso, con l’aggravante dell’infortunio di Wambe e del gap agonistico di Greco. Se togli a Taranto queste due pedine, il già forte Ekaterinburg diventa invincibile». 

Durante quei giorni di lotta con le russe, sapendo dell’emergenza del Cras, le è mai passato per la mente l’idea assurda di tornare a dare una mano in palestra? «Sicuramente ho provato dispiacere, ma la realtà non mi consentiva questo soccorso che considererei sia umano che tecnico». 

La Officine Digitali Faenza è quinta in A1, con 20 punti, 2 in meno di Taranto. Il girone di ritorno è stato ha seguito un’onda irrequieta: 4 vittorie e 4 sconfitte, compresa l’ultima interna (-8) con la bella sorpresa Sesto San Giovanni: come giudica il presente della sua squadra? «Attualmente viviamo più bassi che alti. L’infortunata Alexander non è stata mai degnamente rimpiazzata, vista la mancanza di un pivot puro. Alcuni acciacchi, ma anche l’incostanza nel rendimento ci hanno condizionato. Attualmente ha problemi fisici anche un’ala strategica come Santucci. È una fase delicata, ma lottiamo per entrare tra le prime quattro, che vuol dire favore del pubblico sino alle semifinali nei playoff. Lotteremo con quest’ambizione». 

Lei era giunta quest’estate a Taranto dopo un girovagare tra Napoli e Como, con il sogno di poter esplodere con la maglia del club campione d’Italia, che detiene metà del suo cartellino. Come si sente adesso con una stagione giocata con due maglie diverse? «Il pensiero per il Cras è sempre vivo. A fine stagione parleremo del mio futuro. Al momento sono concentrata su Faenza. Sono una giocatrice, in campo ci vado sempre per vincere». [a.s.]

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