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Calcio/Serie C - Blasi nuovo proprietario del Taranto

Imprenditore di Manduria, che opera nel settore delle macchine agricole, ha vinto l'asta fallimentare presentando un'offerta di 294mila euro (210mila euro di prezzo base d'asta più oneri finanziari) per rilevare il patrimonio attivo del club, che gioca in C2 e si chiamerà "Taranto sport"
TARANTO - Luigi Blasi, 43 anni, imprenditore di Manduria (Taranto) che opera nel settore delle macchine agricole, è il nuovo proprietario della società di calcio del Taranto. Ha vinto l'asta fallimentare indetta dal tribunale di Taranto presentando un'offerta di 294mila euro (210mila euro di prezzo base d'asta più oneri finanziari) per rilevare il patrimonio attivo del Taranto Calcio srl, dichiarato fallito il 26 ottobre scorso.
L'offerta di Blasi è stata l'unica presentata al giudice delegato al fallimento, Pietro Genoviva. L'imprenditore, che è stato negli anni scorsi anche presidente della società di calcio del Manduria ottenendo una storica promozione in serie D, dovrà ora presentare in Lega una fideiussione di 850mila euro per rilevare il titolo sportivo del fallito Taranto Calcio srl. La nuova società di calcio dovrebbe chiamarsi "Taranto sport".
«Sono fiero di aver evitato la fine del calcio a Taranto». Così l'imprenditore Luigi Blasi ha commentato il successo nell'asta fallimentare ponendo fine all'era di Ermanno Pieroni. Affiancato da Vittorio Galigani, che quasi certamente sarà il direttore generale del nuovo sodalizio calcistico, Blasi ha fornito qualche indicazione da presidente in pectore. «Questa è una prima vittoria - ha commentato Blasi - e ne sono felice anche per tutti i tarantini sparsi nel mondo per motivi di lavoro. In questi giorni ho ricevuto molte e-mail che mi invitavano a non mollare. Ma io non l'avevo mai pensato, l'avevo soltanto detto ma perché volevo convincermi bene del passo che stavo per compiere. Ora bisogna salvare il Taranto dalla retrocessione e sarà difficile. Chiedo l'aiuto del pubblico, di tutta la tifoseria, perchè accorra in massa allo stadio sin da domenica prossima contro il Manfredonia».
Blasi ha quindi indicato le prime scadenze. «Lunedì o martedì presenteremo l'organigramma della società. Ci sarà un'area tecnica, un'altra amministrativo-contabile e una che si occuperà di marketing e pubblicità. Negli ultimi dieci anni il Taranto è fallito ben due volte, un fatto grave, e abbiamo evitato che si ripetesse ancora. Dobbiamo creare una grande società per formare una grande squadra. Mi piace lo stile Lecce, sia per come è cresciuta la società che per la maturità del pubblico».
Blasi confessa di aver capito di avercela fatta solo quando è entrato nella stanza del giudice ed ha visto che era solo. «Il calcio non è lucro, è un fatto sportivo e sociale. Una società di calcio dev'essere gestita come un'azienda, ma è diversa da un'azienda», è l'opinione del nuovo patron del Taranto. «Voglio dire - aggiunge - che il calcio appartiene alla città e per questo motivo il rapporto con le istituzioni è fondamentale. Ricordo che da ragazzo, quando avevo 13 anni, mi infilavo nell'auto di amici per andare allo stadio di Taranto a vedere la partita. Erano i tempi di Erasmo Iacovone. E' una passione, mi piace fare calcio».
Prima di allontanarsi dal tribunale con una sciarpa rossoblu al collo regalatagli da alcuni tifosi, Blasi ringrazia allenatore e squadra per «la volontà e l'abnegazione mostrata fino ad oggi». Li vedrà domani, e sarà per lui il vero debutto calcistico, da patron del Taranto.

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