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Martedì 26 Settembre 2017 | 18:36

Un «super Lecce» e la Juve scompare

Lecce batte Juventus 2-0 nell’anticipo domenicale della 26/a giornata di serie A. Nonostante le tante assenze, compresa quella del tecnico De Canio, i salentini affossano con Mesbah e Bertolacci una Juve distratta e lontana parente di quella vista nelle ultime uscite, al punto che Buffon, il migliore in campo nei primi dieci minuti, al 12' è costretto a fermare Di Michele intercettando la palla con le mani fuori dall’area. Un passo avanti per il Lecce: la salvezza non è un miraggio
Un «super Lecce» e la Juve scompare
Lecce batte Juventus 2-0 nell’anticipo domenicale della 26/a giornata di serie A. 

LECCE (4-1-4-1): Rosati 6, Donati 6, Fabiano 6.5, Ferrario 6.5, Brivio 6, Vives 6.5, Grossmuller 6, Munari 6.5, Bertolacci 7.5 (46' st Coppola sv), Mesbah 7 (40' st Rispoli sv), Di Michele 7 (8' st Chevanton 6). (81 Benassi, 5 Sini, 32 Coppola, 9 Corvia) All. De Canio 7 (squalificato, in panchina Rizzo) 

JUVENTUS (4-4-2): Buffon 5, Sorensen 5 (13' st Iaquinta 4.5), Bonucci 4.5, Barzagli 4.5, Chiellini 5, Krasic sv (13' pt Storari 5.5), Aquilani 5.5, Felipe Melo 5.5, Marchisio 5, Matri 5.5, Toni 5 (1' st Del Piero 5.5). (21 Grygera, 7 Salihamidzic, 17 Traore, 25 Martinez). All. Del Neri 5 

Arbitro: Mazzoleni di Bergamo 6 

Reti: nel pt 32' Mesbah, nel st 2' Bertolacci. Angoli: 5 a 2 per il Lecce Recupero: 2' e 3' Espulsi: 12' pt Buffon per fallo di mano fuori area, 24' st Vives per doppia ammonizione (gioco falloso) Ammoniti: Mesbah (L) pr comportamento non regolamentare, Spettatori: 20.380 

** I GOL:
- 32' pt: Munari lancia in profondità Mesbah, che approfitta del cattivo allineamento della difesa bianconera: controllo di petto e destro a infilare Storari in uscita. 
- 2' st: lancio di Vives, sponda aerea di Mesbah per Bertolacci, che tutto solo nell’area piccola non ha problemi a mettere dentro. Per il giovane romano prima rete in serie A. 

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Doveva essere la partita della svolta e invece la Juventus fallisce l’ennesimo esame di maturità. Anticipo amaro al «Via del Mare» per i bianconeri, a caccia del terzo successo di fila dopo quelli su Cagliari e Inter e invece sconfitti 2-0 da un ottimo Lecce. Nonostante le tante assenze, compresa quella del tecnico De Canio, i salentini affossano con Mesbah e Bertolacci una Juve distratta e lontana parente di quella vista nelle ultime uscite, al punto che Buffon, il migliore in campo nei primi dieci minuti, al 12' è costretto a fermare Di Michele intercettando la palla con le mani fuori dall’area. 

È alla fine l’episodio che cambia la partita e per la banda di Del Neri adesso la Champions rischia di diventare un miraggio: se la Lazio dovesse vincere, il quarto posto disterebbe sette punti. Da applausi la formazione di De Canio, data per vittima sacrificale e invece capace di mettere sotto i più quotati avversari. Tre punti d’oro e un messaggio alle altre concorrenti nella corsa alla salvezza: questo Lecce può dire la sua. 

E pensare che Del Neri conferma in blocco lo stesso undici che una settimana fa aveva battuto l’Inter, con Barzagli e Bonucci al centro della difesa e Sorensen e Chiellini larghi, mentre in avanti tocca a Toni e Matri, con Krasic a fare gli straordinari sulla corsia di destra. In piena emergenza invece il Lecce, senza gli squalificati Giacomazzi, Gustavo, Olivera e Jeda oltre agli infortunati Giuliatto e Tomovic. De Canio, pure lui spedito in tribuna dal giudice sportivo e sostituito in panchina da Rizzo, opta per uno schieramento a una sola punta (Di Michele), con Vives davanti alla difesa e Munari e Mesbah sulle fasce. 

E l’inizio dei salentini è travolgente. Buffon già nei primi minuti è costretto prima ad anticipare Di Michele e poi a smanacciare su un tiro-cross di Grossmuller mentre al 10' Mesbah spedisce alto dall’altezza del dischetto. Juve completamente in bambola, come se fosse rimasta nei spogliatoi, e al 12' ecco la frittata: Di Michele scatta sul filo del fuorigioco e si invola tutto solo verso la porta di Buffon al quale non resta che intercettare la palla con le mani fuori area: rosso inevitabile e Del Neri che toglie Krasic per far entrare Storari. 

Anche se in inferiorità numerica, la Juve prova comunque a giocarsela e inevitabilmente si espone al contropiede dei salentini e dopo aver rischiato in un altro paio d’occasioni, al 32', capitola: lancio di Munari, Mesbah, tenuto in gioco da Chiellini, aggancia a centro area e batte Storari in uscita. Brutto colpo per i bianconeri, che non impegnano quasi mai Rosati, e nel finale di tempo Grossmuller spaventa ancora Del Neri. Il tecnico decide di puntare su Del Piero al posto di Toni ma al 3' della ripresa arriva la doccia fredda, con Vives che pesca Di Michele in area, torre per l’accorrente Bertolacci e tocco che vale il 2-0. La situazione è disperata e allora Del Neri rischia il tutto per tutto ricorrendo anche all’ultimo cambio, con Iaquinta che prende il posto di Sorensen. Ma a complicarsi la vita è il Lecce stesso, con Vives che nel giro di un minuto rimedia due gialli, prima per un fallo su Del Piero e poi su Chiellini, e lascia i suoi in dieci al 25'. Ma la Juve non riesce proprio a tirare in porta e al 34', su un rinvio sbilenco di Storari, Chevanton tenta la girata spettacolare che esce sul fondo non di molto. La risposta bianconera cinque minuti dopo con una deviazione di Matri su una punizione di Del Piero, poi più nulla. Più di un passo indietro per i bianconeri, che di questo passo la Champions continueranno a vederla da casa, più di un passo avanti per il Lecce: la salvezza non è un miraggio.

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