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Rossi: il Bari gioca un calcio più semplice

BARI - Marco Rossi è uno dei biancorossi che più spesso è finito nel mirino della critica, tifosi ovviamente compresi. Colpa di una partenza incerta e della pesante eredità che ha, inevitabilmente, finito per condizionare il suo rendimento e l’atte ggiamento di chi si è trovato a giudicarlo. Contro il Genoa, però, il difensore arrivato dal Parma (prestito con diritto di riscatto) ha giocato una delle migliori partite da quando è sbarcato a Bari
Rossi: il Bari gioca un calcio più semplice
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - Marco Rossi è uno dei biancorossi che più spesso è finito nel mirino della critica, tifosi ovviamente compresi. Colpa di una partenza incerta e della pesante eredità che ha, inevitabilmente, finito per condizionare il suo rendimento e l’atte ggiamento di chi si è trovato a giudicarlo. Contro il Genoa, però, il difensore arrivato dal Parma (prestito con diritto di riscatto) ha giocato una delle migliori partite da quando è sbarcato a Bari. 

Buongiorno Rossi, quant’è cambiata la sua vita dopo il cambio in panchina? «Le differenze tra Ventura e Mutti sono notevoli, parliamo di filosofien di gioco agli antipodi». 

È cambiato tanto soprattutto per voi difensori, vero? «Sì. Prima si privilegiava la costruzione dell’azione a partire dalle retrovie, cercavamo il giro palla muovendo il possesso in orizzontale. Ora, invece, si gioca in modo molto più semplice». 

Cosa vi chiede, in pratica, Mutti? «Noi difensori dobbiamo cercare rapidamente i mediani e, quando è possibile, anche direttamente gli attaccanti». 

Possiamo definirlo un calcio più semplice senza voler capire se una filosofia sia migliore dell’altra? «L’imperativo è verticalizzare, questa la nostra nuova missione. Ovvio che così il mister ci chiede pochi fronzoli e tutta sostanza». 

Quanto può essere importante che il Bari non abbia subìto gol? «Non accadeva da molto ed è normale che questo sia un buon punto di partenza. Diciamo che abbiamo anche cambiato modo di difendere». 

Si riferisce al «sacrificio» degli esterni nei raddoppi sulla linea difensiva? «Non solo, anche se parliamo di movimenti molto utili sul piano dell’equi - librio. Ma credo che il Bari sia più aggressivo sul portatore di palla avversario». 

Rossi, sia sincero. Crede nella salvezza? «Se guardassimo numeri e classifica ci sarebbe da andarsene tutti a casa. E allora non ci resta che affrontare una battaglia alla volta, cominciando dalla Lazio. Kozac? Un attaccante molto fisico, contro il Milan ne ha mandati due in ospedale...». 

Salvarsi cosa vorrebbe dire? «Penso che sarebbe come vincere due scudetti». 

NOTIZIARIO - Brutte notizie, intanto, dall’infermeria biancorossa. Nicola Belmonte è di nuovo ai box. Il difensore calabrese si era fermato alla vigilia della partita di Brescia, l’ultima della gestione Ventura. E ieri ha accusato un riacutizzarsi del problema all’anca che gli aveva fatto saltare anche l’esordio di Bortolo Mutti contro il Genoa. Le sue condizioni verranno valutate nuovamente oggi dal medico sociale Pizzolorusso ma, trattandosi di una recidiva, è scontato che il forfait di Belmonte per la trasferta di domenica a Roma vada considerato ad alto rischio. 
Indubbiamente una notizia con non farà felice il tecnico bergamasco che, però, avrà certamente gioito per la solida prestazione del tandem Glik-Rossi. Anche Kutuzov continua a svolgere lavoro differenziato. Le noie al tendine d’Achille, che già gli hanno tarpato le ali in questi primi sei mesi della stagione, continuano a frenare l’attaccante bielorusso che quasi mai è riuscito a esprimersi sui livelli delle due precedenti stagioni in maglia biancorossa. Milan-Bari, infine, si giocherà domenica 13 marzo alle 12,30.

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