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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 18:41

Lecce, la corsa di Donati «Sì, ora mi sento pronto»

LECCE - Cresce di corsa, Giulio Donati. In senso letterale, perchè macina chilometri su chilometri sulla fascia destra. E in senso figurato: alla prima stagione tra i professionisti si è ritagliato un suo spazio. Ora è chiamato all’esame di maturità contro una grande. Dopo la sonora lezione subita all’esordio in serie A (4-0 in casa del Milan), il giovane esterno destro di scuola interista si prepara ad affrontare la Juventus
Lecce, la corsa di Donati «Sì, ora mi sento pronto»
di STEFANO LOPETRONE

LECCE - Cresce di corsa, Giulio Donati. In senso letterale, perchè macina chilometri su chilometri sulla fascia destra. E in senso figurato: alla prima stagione tra i professionisti si è ritagliato un suo spazio. Ora è chiamato all’esame di maturità contro una grande. Dopo la sonora lezione subita all’esordio in serie A (4-0 in casa del Milan), il giovane esterno destro di scuola interista si prepara ad affrontare la Juventus. Con Tomovic bloccato da un guaio muscolare, il calciatore lucchese si gioca un posto da titolare con Andrea Rispoli. E sembra in vantaggio, non fosse altro per la buona condizione messa in mostra a Catania, nonostante un lungo periodo di assenza (l’ultima volta aveva giocato il 6 gennaio, contro il Bari). Nel momento di difficoltà che attraversa la squadra, in un eccesso di coraggio e collaborazione, si dice addirittura pronto a giocare da esterno di centrocampo, come ai tempi delle giovanili: «Con la maglia dell’Inter ho spesso giocato anche sulla linea mediana. Se l’allenatore vuole sono pronto. A dire il vero, sarei disposto ad andare anche in porta pur di giocare. Dall’inizio dell’anno sento di aver appreso qualcosa», dice. 

«Nel calcio non si finisce mai di migliorare: un discorso che vale per l’aspetto tecnico, figuriamoci per quello caratteriale. Ogni partita giocata aggiunge qualcosa in più». Una crescita graduale, a piccoli passi. De Canio gli ha concesso per ora 7 gare di campionato e 2 di Coppa Italia. Eppure in questo percorso, il 21enne può contare su rinforzi positivi importanti. Intanto la fiducia del tecnico, che lo ha quasi sempre schierato dal primo minuto (8 volte su 9). 

Poi le attenzioni ricevute da Coverciano: il selezionatore dell’Under 21, Ciro Ferrara, non solo lo ha convocato due volte (prima uno stage e poi l’amichevole di Empoli, dove ha esordito, vincendo, contro l’In - ghilterra), ma lo ha anche premiato con la fascia di capitano, indossata dal giallorosso nella parte finale della gara: «Non avevo ancora giocato una gara internazionale con l’Under 21 (vanta però 5 presenze in Under 20, ndr). Ferrara mi ha dato un grande onore, facendomi indossare la maglia azzurra. Farlo con la fascia al braccio, poi, è stato un vanto: sono nel giro dell’Under 21 da poco tempo, per cui quando dalla panchina mi hanno indicato per indossarla, mi sono inorgoglito. È stata una felicità immensa. Ed anche una responsabilità grande». 

Il ragazzo di Pietrasanta merita la stima di cui gode tra gli addetti ai lavori. E mostra una capacità di leggere le gare e di affrontare microfoni e taccuini non comune alla sua età: «Che cosa rimane della trasferta di Catania? Tanto rammarico, è innegabile. Ma ci è già capitato di subire beffe nel finale: poi siamo ripartiti più forti di prima. L’im - portante è fare tesoro degli errori commessi. Abbiamo subito tre gol su palla inattiva, ma la prestazione non è stata da buttare. Non facciamo drammi e pensiamo alla Juve». 

E siamo al capitolo, Juventus. Il ragazzo di Pietrasanta sa di essere in corsa per una maglia da titolare. Ma quando gli chiedi se si aspetta la conferma rimette il suo destino nelle mani dell’allenatore: «Ogni settimana mi alleno al massimo, senza fare previsioni. Il sabato andiamo in ritiro e sono pronto ad accettare quel che decide l’allenatore. E anche se vado in tribuna, va bene lo stesso: vorrà dire che mi renderò utile alla prossima. La Juventus? In questi anni è stata altalenante. Ha alternato prestazioni eccellenti, da grande squadra quale la reputo, ad altre in tono minore. L’arrivo di Matri l’ha risollevata. Merita comunque un grandissimo rispetto: la Juve è sempre la Juve». Una squadra, quella bianconera, in cui Donati non trova punti deboli: «È piena zeppa di grandi campioni in ogni reparto. In attacco hanno Matri, che sembra scatenato, senza dimenticare Del Piero: non so se gioca, ma basta il solo nome per incutere rispetto». Sulla sua corsia, l’esterno giallorosso troverà Giorgio Chiellini: «Un calciatore completo, che ricopre bene sia il ruolo di centrale difensivo, in cui ormai è un leader, sia quello di esterno sinistro: sulla fascia fa valere il suo fisico e la sua corsa».

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