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Il Lecce perde a Catania 3-2

CATANIA – Dall’incubo all’estasi nel giro di cinque minuti. Il Catania spezza l’incantesimo di un 2011 sin qui stregato con un 3-2 da infarto. Ancora a caccia della prima vittoria della gestione Simeone, i rossazzurri giungono a un passo dall’abisso contro il Lecce, ma trovano in Francesco Lodi, ingaggiato nell’ultimo giorno del mercato di gennaio, l’eroe del giorno. Sono due magistrali punizioni dell’ex trequartista del Frosinone, al debutto al Massimino, a capovolgere nel finale l'esito di una partita da mozzare il fiato.
Il Lecce perde a Catania 3-2
CATANIA – Dall’incubo all’estasi nel giro di cinque minuti. Il Catania spezza l’incantesimo di un 2011 sin qui stregato con un 3-2 da infarto. Ancora a caccia della prima vittoria della gestione Simeone, i rossazzurri giungono a un passo dall’abisso contro il Lecce, ma trovano in Francesco Lodi, ingaggiato nell’ultimo giorno del mercato di gennaio, l’eroe del giorno. Sono due magistrali punizioni dell’ex trequartista del Frosinone, al debutto al Massimino, a capovolgere nel finale l'esito di una partita da mozzare il fiato. 

Un incontro giocato sul filo dei nervi dagli etnei, che hanno lottato per 90' con la pressione dovuta all’impossibilità di sbagliare e con un Lecce che nella ripresa ha avuto in mano la gara commettendo però l’imperdonabile errore di non chiuderla quando avrebbe potuto subendo così la rimonta degli avversari, ora a +4 sulla zona retrocessione.
L’importanza dei punti in palio condiziona da subito la gara. 

Il Catania è visibilmente contratto in avvio e stenta a dare fluidità alla manovra, lenta e prevedibile. Non bastassero le esigenze di classifica, ci si mettono pure gli imprevisti a complicare la vita alla squadra di Simeone. Capuano, sfiorato il gol con una conclusione sotto misura neutralizzata da Rosati, deve lasciare il campo per un problema fisico dopo neppure venti minuti. 

Il “Cholo” sceglie di rimpiazzarlo sul settore mancino con Terlizzi, un centrale, consegnando maggiore libertà sulla destra a Schelotto, le cui avanzate danno incisività all’offensiva rossazzurra. E proprio l’ex cesenate, autore di un paio di accelerazioni che non trovano sbocco adeguato, ha sul destro la palla buona per sbloccare il risultato, ma la sua conclusione da distanza ravvicinata è debole e permette a Rosati di deviare in angolo. 

Il Lecce, partito piuttosto cauto, intuisce le difficoltà dell’avversario e comincia a proporsi in avanti con pericolosità. Andujar salva di piede su Grossmuller, imbeccato da Olivera dopo un errore in disimpegno di Terlizzi, e poi vede sibilare accanto al palo una conclusione di Jeda, liberato al limite da una distrazione di Spolli. Grossmuller ci riprova in conclusione di frazione con un tiro controllato in due tempi dal portiere argentino e poi è Giacomazzi a mancare il bersaglio con un colpo di testa da pochi metri. A una manciata di secondi prima dell’intervallo, arriva il vantaggio del Catania: colpo di testa di Silvestre su punizione di Llama dalla trequarti e palla a fil di palo. 

I padroni di casa potrebbero raddoppiare due volte nei primi sei minuti della ripresa, ma Maxi Lopez prima non trova la porta con una rapida girata e poi vede il suo rasoterra bloccato a terra da Rosati. E’ invece il Lecce a pareggiare i conti: Munari va via sulla destra e crossa per Jeda, che da pochi passi appoggia in rete di testa. Il Catania accusa il colpo, sbanda e incassa il raddoppio al termine di un fraseggio leccese concluso da un tiro di Oliveira che sbatte sul palo e finisce sui piedi di Munari, lesto a ribadire in rete. 

Simeone butta nella mischia Morimoto, ma i rossazzurri attaccano senza lucidità e rischiano grosso in difesa. I salentini giungono a un passo da tris in contropiede con Vives, che timbra il palo con un tiro dal limite. Sembra tutto perduto per i padroni di casa, ma non è così. 

Il Catania, che aveva già reclamato un rigore per un tocco di mano in area, protesta poco più tardi per un intervento di Rispoli su Gomez che Romeo, dopo qualche esitazione, valuta fuori area: ci pensa Lodi a mettere tutti d’accordo trasformando la punizione dal limite con un perfetto sinistro a giro. Cinque minuti e Lodi si ripete. Altra punizione dal limite, conquistata stavolta da Lopez, e altra magia mancina con palla che s'insacca a fil di palo facendo esplodere d’entusiasmo il Massimino e regalando al Catania tre punti d’oro.

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