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Martedì 26 Settembre 2017 | 13:10

Basket Brindisi Arriva «Mo» Taylor è il toccasana?

di FRANCO DE SIMONE 
Potrebbe essere Maurice «Mo» Taylor, il nome «nuovo » dell’Enel Basket di coach Luca Bechi. Nato il 31 ottobre del ‘76 a Detroit, ala-centro di 2.06 ma di peso da pivot (116 chili), è cresciuto a Michigan ed è stato 14ª scelta assoluta al Draft del ‘97 per i Los Angeles Clippers. Brindisi lo aveva già inseguito lo scorso anno. L’Enel Basket potrebbe metterlo sotto contratto fino alla fine della stagione
Basket Brindisi Arriva «Mo» Taylor è il toccasana?
di FRANCO DE SIMONE 

Potrebbe essere Maurice «Mo» Taylor, il nome «nuovo » dell’Enel Basket di coach Luca Bechi. Nato il 31 ottobre del ‘76 a Detroit, ala-centro di 2.06 ma di peso da pivot (116 chili), è cresciuto a Michigan ed è stato 14ª scelta assoluta al Draft del ‘97 per i Los Angeles Clippers. Brindisi lo aveva già inseguito lo scorso anno. L’Enel Basket potrebbe metterlo sotto contratto fino alla fine della stagione, sempre che il giocatore USA, di passaporto italiano, convincerà il tecnico livornese, atteso che “Mo” Taylor è fermo dalla fine del campionato scorso, giocato con la Benetton Treviso. 

LA CARRIERA - Queste le squadre con le quali l’ala-pivot ha giocato: Los Angeles Clippers (179 partite), Houston Rockets (249 partite), New York Knicks (94 partite), Sacramento Kings (12), Olimpia Milano (7), Shanxi Zhongyu (29), Pallacanestro Treviso (8). In NBA ha quindi avuto al suo attivo 534 presenze, delle quali 227 partendo da titolare. Nel dettaglio: con i californiani Maurice Taylor ha giocato tre stagioni, una delle quali chiusa con 17 punti di media, per passare poi ai Rockets e, dopo cinque anni in Texas, trasferirsi prima a New York e poi a Sacramento per dieci stagioni complessive nella Nba. E’, ad ogni modo, un giocatore molto tecnico è dotato di ampia gamma di movimenti nei pressi del canestro e di una mano morbida fronte a canestro (puo’ anche tirare da tre), può giocare centro e ala forte. «Mo» Taylor ha il passaporto italiano grazie ai bisnonni nati in Calabria, la nonna Josephin Rutondo parla ancora il dialetto di Savelli, provincia di Crotone. È fin troppo evidente che il suo arrivo, qualora dovesse essere confermato, comporterà inevitabilmente il «taglio» di un «italiano». A questo punto è ipotizzabile il divorzio da Tony Giovacchini, anche se le prove offerte da Hervè Toure negli ultimi tempi non hanno convinto più di tanto. Non finisce qui. Perché, questa sera, si riunirà il Consiglio di amministrazione della New Basket. Si parlerà anche della possibilità di «ridisegnare » completamente la squadra, fermando due americani (Anthony Roberson e Chris Lang) e «aprendo» a quattro «europei». 

È fin troppo evidente che essendo una situazione nuova che si viene a creare, qualora dovessero esserci due comunitari capaci di imprimere la svolta, desiderata da tutti, ed in primis dal patron Massimo Ferrarese, poi, bisognerà, gioco forza, dare una sguardo anche al budget. Perché, con tutta l’onestà possibile, si tratterà di allentare notevolmente i cordoni della borsa. Ad ogni modo, è anche vero che la società ha un unico obiettivo: fare di tutto perché il campionato di serie A non vada perso. Perché ciò accada occorrerà fare due conti, dai quali non sarà possibile prescindere. Da qui le decisioni finali. «Quello a cui abbiamo assistito a Cremona - ha commentato ieri il presidente del sodalizio, Antonio Corlianò - ha dell’incredibile. Ad oggi mai niente di tanto. Incomprensibile quello a cui la squadra ha dato modo di assistere. Brindisi, in tutta franchezza, non merita tanto disimpegno da giocatori che sono trattati da tutti con i classici guanti bianchi» .

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