Cerca

Domenica 24 Settembre 2017 | 00:00

Calcio e cuore Miccoli segna al Lecce e abbandona in lacrime

PALERMO – E' stata una domenica da incorniciare per i tifosi del Palermo, la cui squadra non vinceva fuori casa addirittura dal 21 novembre dell’anno scorso (2-1 al Cesena). È stata una giornata da dimenticare, invece, per il capitano dei rosanero, Fabrizio Miccoli, salentino doc, autore del gol che non avrebbe mai voluto realizzare: quello che ha tenuto a galla i sogni e le ambizioni del frizzante Palermo targato Delio Rossi
Calcio e cuore Miccoli segna al Lecce e abbandona in lacrime
PALERMO – E' stata una domenica da incorniciare per i tifosi del Palermo, la cui squadra non vinceva fuori casa addirittura dal 21 novembre dell’anno scorso (2-1 al Cesena). È stata una giornata da dimenticare, invece, per il capitano dei rosanero, Fabrizio Miccoli, autore del gol che non avrebbe mai voluto realizzare: quello che ha tenuto a galla i sogni e le ambizioni del frizzante Palermo targato Delio Rossi.

Miccoli, pochi secondi prima del riposo, ha firmato l’1-1 con una punizione delle sue, proprio davanti alla curva nord, la stessa che lo aveva visto esultare da bambino per le imprese del Lecce di Eugenio Fascetti, di Barbas e Pasculli, di Moriero e Negretti, sognare ad occhi aperti di potersi esibire un giorno sul terreno dello stadio di Via del mare. Quel gol lo avrebbe voluto segnare con la maglia del Lecce, il bomber tascabile. Proprio lui, che è nato a Nardò e che oggi s'è svegliato a San Donato di Lecce, con il compito di archiviare una giornata particolare, fra lacrime (quelle versate negli spogliatoi appujnto dopo il gol) ed una serata di svago, a cena con i Negramaro.

Fabrizio, quel gol agrodolce, non avrebbe mai voluto segnarlo. Avrebbe magari voluto vincere a Lecce, ma evitando di contribuire in modo indelebile al 4-2 finale, dare il là alla prima rimonta del Palermo, sotto due volte, ma in grado di ribaltare la situazione, grazie appunto a Miccoli, poi a Pastore, Hernandez ed Ilicic. È come se Totti, con una maglia diversa da quella giallorossa, segnasse un gol alla Roma. Come se Riva avesse segnato al Cagliari, Chinaglia alla Lazio, Boniperti alla Juventus. Come quando Baggio, nell’estate del '90, prese la strada di Torino, per vestire la maglia della Juve: da quel momento, le sue sfide contro la Fiorentina furono un vero e proprio calvario. Un terribile tormento, per lui e per i Pontello, che lo cedettero.

Miccoli deve avere provato qualcosa di simile, lui che ha stampate sulla fascia di capitano (dove spiccano i colori giallorossi, che non sono solo quelli della città di Palermo, ma soprattutto quelli sociali del Lecce) le lettere UC, acronimo di Ultrà Lecce. Fabrizio ama il wrestling e, da uno dei suoi campioni, ha imparato ad esultare con quella mano che pulisce il viso come fosse un tergicristalli sul parabrezza. Miccoli è il simbolo del Palermo, è anche cittadino onorario di Corleone, ma è soprattutto chiamato il 'Romario del Salento'. Ecco il perchè quello sconforto di ieri, quell'uscita a capo chino dopo un gol sul campo giusto, ma nella porta sbagliata. 

Miccoli è leccese dentro e fuori, ma è innamorato pazzo di Maradona, tanto da farsi tatuare il n. 10 sulle spalle, assieme ai nomi dei figli: il maschio, guardacaso, si chiama Diego; la femmina Swami, alla quale ha dedicato (a proposito di tatuaggi) le labbra che ogni tanto gli si intravedono sul collo. «Quel bacio me l’ha dato lei», confessa. Fabrizio è un ragazzo del '79, che ama la semplicità e che, pur di imitare Maradona, s'è fatto tatuare il volto di Che Guevara. «Nemmeno sapevo chi fosse – ammette, candidamente - poi, però, mi sono documentato. Ho letto molte cose sul 'Chè». Di Maradona ha comprato l’orecchino poco più di un anno fa dal 'Pibè ha ricevuto in cambio una maglia autografata dell’argentina. Ed a chi oggi gli fa il nome di Moggi, gli ride in faccia. «Lo ringrazio per avermi mandato a Lisbona, nel Benfica: sono diventato l’idolo di una grande squadra, ho giocato sempre ed ho guadagnato il triplo. L’avesse fatto prima...».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione