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«Dateci un diamante» I Tritons alzano la voce nel nome del baseball

TARANTO - La citazione di Woody Allen ricorre spesso nella loro mente: «Amo il baseball perché è il gioco più bello del mondo». Con la loro passione, fatta di mazza, palla e corsa, i Tritons vogliono contagiare Taranto. Ma c’è un ostacolo tra la testa e l’obiettivo da centrare: la mancanza di un diamante, l’impianto ideale dello sport d’importazione americana. «Siamo l’unica provincia di Puglia che non ne ha uno. Questo è un piccolo scandalo, considerato che il baseball ha a Taranto una tradizione quadriennale»
«Dateci un diamante» I Tritons alzano la voce nel nome del baseball
di ALESSANDRO SALVATORE 

La citazione di Woody Allen ricorre spesso nella loro mente: «Amo il baseball perché è il gioco più bello del mondo». Con la loro passione, fatta di mazza, palla e corsa, i Tritons vogliono contagiare Taranto. Ma c’è un ostacolo tra la testa e l’obiettivo da centrare: la mancanza di un diamante, l’impianto ideale dello sport d’importazione americana. «Siamo l’unica provincia di Puglia che non ne ha uno. Questo è un piccolo scandalo, considerato che il baseball ha a Taranto una tradizione quadriennale, con puntate in serie B negli anni novanta. Noi, con l’entusiasmo degli atleti, con la professionalità dei tecnici e con il volontariato dei dirigenti, ce la metteremo tutta affinché il baseball possa avere dignità anche nel nostro territorio». 
La promessa è posta in calce da Antonio Maggio, trent’anni e già presidente di una società giovanissima, che nel 2010 ha svolto il suo primo campionato, ovvero la C nazionale. «Abbiamo subìto quattordici sconfitte - commenta Maggio - ma abbiamo provato orgoglio nel portare in più regioni d’Italia il nome della nostra città. Ora a Taranto, al suo mondo istituzionale, chiediamo di cogliere il valore sociale ed educativo di questo sport spettacolare».

Il destino sportivo di Maggio corre dalla prima base, dove ha costruito un passato glorioso da atleta universitario, vincendo vari tornei continentali con la maglia azzurra. Ora il destino lo rincorre, lo pone come fulcro dei Tritons, chiamati così per rievocare l’origine mitologica di Taranto. Tritone è figlio di Poseidone, Dio del mare. Quel blu attraverso il quale le truppe americane raggiunsero il golfo Jonico durante le grandi guerre, seminando nella terra la cultura del baseball. È passato quasi un secolo da allora. I Tritons vogliono rinverdire la storia. Lo stanno già facendo nella realtà, costruendo un impianto societario e tecnico invidiabile, se si considerano gli ostacoli di natura impiantistica ed economica. 

«Il nostro secondo campionato di C inizierà ad aprile - commenta Maggio - ma la preparazione è limitata. Ci alleniamo u n’ora alla settimana nel campo sportivo di Tramontone. L’uso è a pagamento e questo è un precedente italiano, perché siamo l’unica società che paga per giocare in un rettangolo di calcio. Cosa che non accade a Grottaglie, dove siamo ospiti della società Black Sheeps. Negli altri giorni adattiamo il nostro lavoro nella palestra gentilmente concessa dalla scuola Leonardo Sciascia di Talsano». Altri spazi atipici per il baseball, ma che offrono «ossigeno» ai Tritons, sono la piazza di Lama sull’asfalto ed il parcheggio attiguo ad «Onda Blu» sullo sterrato della costa jonica. Nonostante l’emergenza, la società rossoblù attira proseliti, vantando nel suo seno talenti. 

«Il segreto? È avere alla base tecnici qualificati - risponde Maggio - a partire dal manager, direttore dello staff Paolo Diana, ex giocatore in B con l’Iglesias, sardo ma trapiantato a Taranto per l’attività di sottufficiale della Marina. La sua esperienza ci aiuta a crescere e ci ha permesso di poter organizzare nei mesi passati il primo camp per l’altra nostra realtà di cui siamo orgogliosi, ovvero i Tritons di softball, il baseball al femminile». Era ottobre quando il coach di caratura internazionale Roberto Andolfi impartiva lezioni dello sport del diamante ad allieve entusiaste. L’evento, inizialmente previsto presso il campo di Tramontone, fu spostato presso il centro sportivo Magna Grecia, a causa di una partita di calcio di seconda categoria. È l’ennesima attestazione di una miopia sportiva che non appartiene ai Tritons, che hanno inaugurato, in collaborazione con la federazione, il progetto del minibaseball per la scuola. «Circa trecento bambini - commenta Maggio - saranno coinvolti nelle ore curriculari ed extracurriculari. La prima scuola coinvolta è stata la XXV Luglio, nel borgo jonico. A breve partiremo nell’isti - tuto comprensivo Casalini di San Marzano, grazie alla sensibilità del sindaco Pino Borsci. E successivamente alla Leonardo Sciascia di Talsano, dove il nostro preparatore atletico Domenico Brisci plasmerà i giovani che parteciperanno al campionato Allievi». 

Il mito americano del secolo scorso Babe Ruth detto «il bambino», primo giocatore a battere più di cinquanta fuori campo in una stagione, sosteneva che «il baseball prepara alla vita». I Tritons ne sono convinti. Ora spetta a Taranto rispondere. Il diamante sarebbe un gioiello gradito.

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