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Sabato 21 Ottobre 2017 | 14:13

Il ct Prandelli: Cassano non  sbaglierà più

Dopo il parere del presidente crociato ecco il Prandelli-pensiero. Partendo da Antonio Cassano. «Gli telefonai quando tutti gli davano contro, perchè io son così. Quando tutti son contro uno solo, mi chiedo perchè. Era solo un modo di sostenerlo. Ed ora, secondo quel codice etico che ci siamo imposti, può essere convocato. Quando era fuori rosa lo abbiamo lasciato a casa. Adesso si allena, lo osserviamo e se lo merita sarà anche convocato». Già, ma quel caratteraccio... «Avete sentito la sua conferenza stampa, quando è arrivato al Milan? Se sbaglio ora, son da manicomio aveva detto. Sapete perchè? Sta diventando papà, è già più responsabile. E sono sicuro che non accadrà più»
Il ct Prandelli: Cassano non  sbaglierà più
PARMA – Cassano e Balotelli, gli oriundi e Mutu, i metodi di lavoro: Cesare Prandelli, davanti agli studenti dell’Università di Parma, non si è risparmiato. Con la sua calma proverbiale ha parlato di tutto. Con una sola scena muta: quando gli è stato chiesto di commentare le gesta (e i problemi) del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. «C'è un’altra domanda» ha glissato scherzosamente il ct della nazionale. Tutto in un’ora o poco più. Per celebrare degnamente il quindicesimo anno della nascita del Master Sport (Master Internazionale in Strategia e Pianificazione delle Organizzazioni, degli Eventi e degli Impianti Sportivi), che si sviluppa in collaborazione tra le Università di San Marino e di Parma, nell’ateneo emiliano erano ospiti il ct della nazionale Cesare Prandelli e il presidente del Parma Tommaso Ghirardi, intervistati pubblicamente dal direttore del Guerin Sportivo Matteo Marani, in una giornata che aveva come filo conduttore «Una storia di passione e impegno per lo sport». Tommaso Ghirardi ha puntato sulle «professionalità ormai indispensabili per gestire l’azienda calcio: quello dell’organizzazione aziendale era un tema poco usuale, nei club calcistici sino a poco fa. Ora bisogna capire che il calcio va gestito come un’azienda, che gli stipendi vanno pagati con puntualità. Non pensate solo agli emolumenti importanti dei calciatori. Ogni club dà lavoro a molte persone: non bisogna creare loro difficoltà inutili. Un club come il Parma fattura circa 70 milioni: se non è un azienda questa». 

Dopo il parere del presidente crociato ecco il Prandelli-pensiero. Partendo da Antonio Cassano. «Gli telefonai quando tutti gli davano contro, perchè io son così. Quando tutti son contro uno solo, mi chiedo perchè. Era solo un modo di sostenerlo. Ed ora, secondo quel codice etico che ci siamo imposti, può essere convocato. Quando era fuori rosa lo abbiamo lasciato a casa. Adesso si allena, lo osserviamo e se lo merita sarà anche convocato». Già, ma quel caratteraccio... «Avete sentito la sua conferenza stampa, quando è arrivato al Milan? Se sbaglio ora, son da manicomio aveva detto. Sapete perchè? Sta diventando papà, è già più responsabile. E sono sicuro che non accadrà più». 

E Mario Balotelli? «Vorrei che si parlasse di lui per quello che fa in campo, glielo avevo anche detto. Credo che in questo momento abbia solo bisogno di una guida esperta». Ultima spina, Adrian Mutu. Che Prandelli non avrebbe problemi a consigliare al Cesena. «Certo, se fossi nel Cesena lo prenderei. Anche se a volte lui se le va a cercare». Altro tema caldo: gli oriundi. «Non è più un problema. Siamo oltre. Credo che se uno straniero lavora in Italia ed è regolare ed ha la cittadinanza italiana, per me è italiano. Ripeto, ormai siamo oltre, è un problema che non dovremmo nemmeno affrontare. Noi dobbiamo avere un comportamento che serva anche da esempio». Ultimo tema l'organizzazione del lavoro in un Italia chiamata a due appuntamenti importanti, come Europei (2012) e Mondiali (2014). 

«Facciamo una riunione settimanale con tutto lo staff, seguiamo tutte le partite del campionato e poi, se valutiamo che un giocatore possa essere interessante per noi, lo visioniamo per alcune gare consecutive. La nostra idea è quella di avere un gruppo di una trentina di giocatori su cui puntare. Da qui si può iniziare ad avere un rapporto settimanale con questi giocatori». Poi son soprattutto baci e abbracci. Perchè Parma, per il ct della nazionale, rappresenta una tappa importante. E, quasi sette anni dopo, la città non ha dimenticato. Tanto che la giornata emiliana di Cesare Prandelli si è chiusa negli uffici del sindaco di Parma Pitero Vignali: una chiacchierata amichevole con la firma del libro degli ospiti d’onore e il dono del sigillo della città.

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