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Calcio, A.S. Bari Rudolf si presenta: ai gol ci penso io

di FABRIZIO NITTI
BARI - La Juve dietro l'angolo, al culmine di una settimana nella quale il Bari non si è fatto mancare nulla. Polemiche, accuse più o meno velate, rimproveri, propositi di rivalsa con tanto di chiamata alle armi, nuovi acquisti, vari rumori di mercato. La nave biancorossa, già scossa dai venti crudeli di una classifica impietosa, non naviga in acque calmissime. Da ieri all'equipaggio si è aggiunto un altro uomo, l'ungherese Gergely Rudolf (classe 1985), che ha svolto il primo allenamento agli ordini di Ventura
(Gergely Rudolf presentato dal direttore generale biancorosso Claudio Garzelli - foto Luca Turi)
Calcio, A.S. Bari Rudolf si presenta: ai gol ci penso io
di FABRIZIO NITTI
BARI - La Juve dietro l’angolo, al culmine di una settimana nella quale il Bari non si è fatto mancare nulla. Polemiche, accuse più o meno velate, rimproveri, propositi di rivalsa con tanto di chiamata alle armi, nuovi acquisti, vari rumori di mercato. La nave biancorossa, già scossa dai venti crudeli di una classifica impietosa, non naviga in acque calmissime. Da ieri all’equipaggio si è aggiunto un altro uomo, l’ungherese Gergely Rudolf (classe 1985), che ha svolto il primo allenamento agli ordini di Ventura. 

«È un giocatore che mi stimola - ha detto il tecnico Ventura ai microfoni di una tv - può giocare sia da punta centrale che da punta esterna. Contro la Juventus non saremo sicuramente delle vittime sacrificali. Certo, dobbiamo migliorare il nostro gioco in fase offensiva». «La scelta Bari? Ho parlato più volte con il direttore Angelozzi e poi con Ventura e le loro parole mi hanno convinto - ha chiarito l’ungherese in conferenza stampa -. Aiutare la squadra a salvarsi, giocare bene e fare gol, questo è il mio obiettivo. Ma la cosa principale sarà raggiungere la permanenza». 

Dal Nancy (giovanili e qualche presenza nella A francese) al ritorno in patria nel Debrecen, prima dell’avventura italiana cominciata nell’estate scorsa in maglia genoana. Una parentesi durata qualche mese. Né Gasperini, né Ballardini hanno in fondo concesso grandi spazi al giocatore magiaro (undicesimo ungherese nella storia biancorossa, 85° straniero in generale, ha scelto la maglia numero 71 perché il 17, il «suo» numero, è sulle spalle di Sasà Masiello), finito quindi in prestito al Bari. 

«Sono andato via da Genova perché volevo giocare con più continuità e mostrare le mie qualità. Spero di segnare tante reti. Con Gasperini e Ballardini non ho avuto molto spazio, è vero. Forse è stata anche colpa mia, non saprei dire. Ma adesso sono a Bari e penso solo alla salvezza della squadra biancorossa». Rudolf fa poi chiarezza su quelle che sono le sue caratteristiche tecniche e sulla eventuale utilizzazione tattica nel rigido 4-4-2 di Ventura: «Anche in Nazionale giochiamo con il 4-4-2, posso occupare indistintamente i due posti in attacco. Da esterno ho giocato con Gasperini ma in un 4-3-3. Mi sento una punta e Ventura mi ha fatto capire che mi vede come tale. Sono una punta veloce, buona tecnica, tiro sia di destro che di sinistro, in pratica ho tutto», racconta con grande sicurezza l’ungherese. 

«Ieri ho chiamato Koman e mi ha parlato benissimo di Bari. Non mi spaventa lottare per la salvezza. Anche in Francia ho lottato per un traguardo simile, non mi preoccupo. Abbiamo giocatori forti e un tecnico che fa giocare bene le proprie squadre, sono convinto che ci salveremo. Nessun problema a scendere subito in campo, con il Genoa mi sono sempre allenato e sono in buone condizioni. Anzi, spero di giocare con la Juventus e fare subito gol». Parole decise, ma il Bari, questo Bari, ha bisogno di fatti. E di punti, soprattutto di punti.

 

(Gergely Rudolf, classe 1985, presentato dal direttore generale biancorosso Claudio Garzelli - foto Luca Turi)

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