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Martedì 19 Settembre 2017 | 17:32

Il Bari delle polemiche Gillet a muso duro «Non tutti danno il top»

di ANTONELLO RAIMONDO
BARI - Non si può certo dire che siano giornate noiose quelle che stanno seguendo alla disastrosa sconfitta contro il Bologna. Ieri, presa di posizione di Jean Francois Gillet, che ha brillantemente vestito i panni del capitano: «Se siamo ultimi vuol dire che non tutti stanno dando il massimo c’è voglia di dare il massimo ma non si riesce a darlo. Anche chi in questo momento è fuori deve cercare di dare un contributo importante o magari affrettare i tempi di rientro. Io per esserci a Lecce ho stretto i denti e accelerato il rientro, lo stesso Andrea gioca con una caviglia gonfia. C’è bisogno di tutti». (Foto: da sinistra, Gillet e Ventura)
Il Bari delle polemiche Gillet a muso duro «Non tutti danno il top»
di ANTONELLO RAIMONDO
BARI - Non si può certo dire che siano giornate noiose quelle che stanno seguendo alla disastrosa sconfitta contro il Bologna. Diciamo che non ci si fa mancare nulla. Prima il campo e le disastrose conseguenze in classifica. Poi il durissimo affondo firmato Andrea Masiello, che lascia immaginare uno spogliatoio per nulla coeso. Infine, ieri, l’altrettanto autorevole presa di posizione di Jean Francois Gillet, che ha brillantemente vestito i panni del capitano. 

«Chiariamo una cosa: le cose che succedono all’interno dello spogliatoio per me non devono uscire - si affretta a chiarire con espressione severa il portiere nato a Liegi - se qualcuno esprime fuori o davanti alle telecamere determinati concetti allora diventa tutto più difficile. Certe cose devono restare all’interno di quelle quattro mura. Solo così possiamo risolvere i problemi. Io per come sono fatto preferisco parlare a quattrocchi, le cose le dico in faccia, per me certe cose non esistono». 

«Sicuramente c’è ancora possibilità di rimontare e centrare la salvezza ma in questo momento non voglio vedere paraculismo, scaricabarile. Noi siamo giocatori e dobbiamo fare i giocatori, la società deve fare la società e così via. Guardare gli altri è troppo facile - il secondo affondo di Gillet in risposta alle parole di Masiello - quando le cose non vanno bene facile scaricare le colpe e dire ma quello ha fatto così. Non si dice mai invece “ma io ho dato tutto quello che potevo”? Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Se siamo ultimi la colpa è principalmente nostra. Troppe chiacchiere, adesso servono i fatti». 

«La squadra è con Ventura, lo seguiamo e andiamo avanti insieme come è giusto che sia. Ripeto prima di vedere gli altri ognuno deve guardarsi dentro. Per superare un momento così ovvio che servirà ritrovare rabbia, umiltà, determinazione, concentrazione, fare meno errori, curare maggiormente i particolari - aggiunge il capitano biancorosso - se tutti riusciamo a far tutto e bene allora magari qualcosa riusciamo a tirar fuori. Bisogna essere professionisti sempre, dalla colazione alla cena». 

«Se siamo ultimi vuol dire che non tutti stanno dando il massimo - le parole di Gillet sono autentici macigni - c’è voglia di dare il massimo ma non si riesce a darlo. Anche chi in questo momento è fuori deve cercare di dare un contributo importante o magari affrettare i tempi di rientro. Io per esserci a Lecce ho stretto i denti e accelerato il rientro, lo stesso Andrea gioca con una caviglia gonfia. C’è bisogno di tutti. Ovvio che avremo un confronto all'interno dello spogliatoio, faccio il capitano a modo mio. Come ho già detto non mi piace parlare fuori ma farlo faccia a faccia. Non amo cose tipo sms o robe del genere». 

«C’è delusione perché abbiamo sbagliato una partita che poteva in qualche modo cambiare il nostro destino, invece la situazione si è complicata - il numero uno torna sulla sconfitta di domenica - è vero il secondo gol del Bologna ci ha tagliato le gambe ma in una situazione come la nostra non possiamo permetterci di mollare, non abbiamo reagito e questo non è bello. Tutte le gare che ci attendono saranno delle battaglie, noi non siamo dei campioni e dobbiamo dare la vita in ogni partita, dare il massimo per restare in serie A. Ci servono tanti punti e occorre disputare un girone di ritorno straordinario».

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