Cerca

Giovedì 19 Ottobre 2017 | 14:30

Bari, le dure verità di Masiello: «Facciamo ridere»

BARI - Più forti della sconfitta contro il Bologna. Più gelida di una classifica da brividi. Più significative di numeri che raccontano gli affanni di un Bari che sprofonda. Le parole che, ieri, Andrea Masiello ha deciso di mettere in piazza sono un'autentica bomba. Di una chiarezza feroce. La chiave di lettura di una crisi ormai certificata a trecentosessanta gradi. «L'esonero di Ventura? Ci sono tanti interrogativi dopo tante sconfitte. Se può servire una scossa? Io penso al campo, tocca alla società prendere una decisione»
• Gillet: basta parole, servono fatti
Bari, le dure verità di Masiello: «Facciamo ridere»
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - Più forti della sconfitta contro il Bologna. Più gelida di una classifica da brividi. Più significative di numeri che raccontano gli affanni di un Bari che sprofonda. Le parole che, ieri, Andrea Masiello ha deciso di mettere in piazza sono un’autentica bomba. Di una chiarezza feroce. La chiave di lettura di una crisi ormai certificata a trecentosessanta gradi. Ora è tutto più chiaro. «L’esonero di Ventura? Ci sono tanti interrogativi dopo tante sconfitte. Se può servire una scossa? Io penso al campo, tocca alla società prendere una decisione». 

Poi arrivano altre esternazioni abbastanza eloquenti. «Stiamo facendo ridere l’Italia, dobbiamo capire che stiamo continuando a cercare l’estetica mentre qui ci sarebbe solo da pensare a fare punti. Le assenze? La realtà è che mi sembra anche un problema di testa, arriviamo sempre in ritardo sul pallone». 

Ma il Masiello pensiero non si ferma qui. «Ho giocato in condizioni precarie, ero a casa debilitato dall’influenza ma ho risposto presente - spiega - perché amo questa maglia e volevo essere d’aiuto in questa situazione d’emerg enza. Non ho ascoltato le interviste di Ventura ma, fatta eccezione per il presidente Matarrese che mi ha rivolto qualche parola durante il riscaldamento, nessuno mi ha ring raziato». 

E non è ancora tutto. «Nell’ultima parte di gara avevo le gambe completamente vuote, ero debilitato, davvero non avevo più forza - spiega Andrea Masiello, che oltre a mostrare personalità in campo si dimostra un vero leader - il problema è che in campo non ero l’unico a essere in quelle condizioni. E poi nessuno sa che dal derby di Lecce gioco con un legamento della caviglia rotto...». 

E qui torna d’attualità il tema della preparazione atletica. È stata sbagliata? Come mai tutti questi infortuni? E tutti questi calciatori che in campo sembrano andare al rallentatore? Il problema è che non è pensabile pensare di poter andare avanti se oltre agli infortunati ai tifosi tocca sorbirsi gente che corre la metà degli avversari. Così diventa un miraggio non solo la salvezza. Ma anche risparmiarsi l’onta dell’ultimo posto. 

«Dopo la sconfitta contro il Bologna è giusto che ci si faccia un bell’esame di coscienza - dice ancora Masiello - dalla società all’allenatore e a noi calciatori. Ci alleniamo con grande entusiasmo ma poi rimediamo figuracce e questo non è bello, non ce lo meritiamo. Cerchiamo di risolvere i problemi ma la realtà è che i problemi sono milioni, mica pochi. Dopo il secondo gol bolognese siamo crollato e questa è una cosa grave. Una squadra come la nostra che deve salvarsi non può permettersi di giocare senza determinazione e cattiveria. A Lecce abbiamo gettato il cuore oltre l’ostacolo, contro il Bologna il cuore è rimasto lì...». 

Il discorso scivola sulla comparsata in curva nord di Almiron: «Lo rispetto ma io avrei guardato la partita con i compagni in panchina, uno come lui sarebbe stato senz’altro d’aiuto». E tanti saluti. Il Masiello-pensiero è arrivato forte e chiaro. La speranza è che possa risvegliare la coscienza di altri. E che finalmente si cerchi di dare risposte plausibili alla città. Che aria tira nello spogliatoio biancorosso? La squadra è con Ventura? Esiste un problema legato alla preparazione? E gli infortunati (Barreto, Salvatore Masiello e Almiron) quando rientreranno? Tante domande che meriterebbero risposte. Chiare e forti come le parole di Masiello.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione