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Bari perde col Bologna ed è sempre più fanalino

BARI – Bologna meritatamente corsaro al San Nicola, Bari smarrito e sempre più fanalino di coda della A dopo l’illusione del colpaccio nel derby con il Lecce. Doveva essere la gara dell’ulteriore rilancio nella corsa salvezza per l'undici di Ventura ed alla fine si è rivelata l’ennesima scivolata per un gruppo privo dei due giocatori di maggiore personalità (gli infortunati Almiron e Barreto) ma soprattutto della necessaria cattiveria agonistica per districarsi nei bassifondi della classifica.
Bari perde col Bologna ed è sempre più fanalino
BARI – Bologna meritatamente corsaro al San Nicola, Bari smarrito e sempre più fanalino di coda della A dopo l’illusione del colpaccio nel derby con il Lecce. Doveva essere la gara dell’ulteriore rilancio nella corsa salvezza per l'undici di Ventura ed alla fine si è rivelata l’ennesima scivolata per un gruppo privo dei due giocatori di maggiore personalità (gli infortunati Almiron e Barreto) ma soprattutto della necessaria cattiveria agonistica per districarsi nei bassifondi della classifica. 

Gli emiliani – per la prima volta con l’intero staff dirigenziale in tribuna, dal patron Zanetti all’ad Baraldi - hanno invece dimostrato concretezza, schemi efficaci ed un Di Vaio uomo squadra. Essenziale, alla fine, è risultata anche la perfetta prova in marcatura di Esposito (subentrato al 20' a Moras) e Britos, sicuri nelle chiusure e nella fase di impostazione. 

Nella contesa la differenza non l’hanno fatta solo i valori in campo ma anche la tensione che ha frenato e reso imballata la manovra del Bari; mentre gli emiliani, anche grazie ad una classifica favorevole, hanno potuto gestire il possesso palla con maggiore fluidità. L’avvio ha mostrato un Bologna propositivo, pronto a sfruttare i rapidi cambi di passo delle proprie punte al cospetto degli statici marcatori pugliesi, mentre Ekdal ha brillato per l’abilità negli inserimenti. 

L'undici di Ventura ha mostrato in avvio un Okaka spumeggiante: l’azzurrino ha sfiorato anche il gol con una deviazione di testa al quarto d’ora su cross di Rossi, ma subito dopo Malesani – costretto a cambiare Moras acciaccato – ha trovato in Esposito un mastino in grado di spegnere le velleità del 'punterò ex Roma. Al 38' il gol del vantaggio emiliano: azione da manuale al limite dell’area barese, uno-due tra Ekdal e Ramirez, con l’ex juventino pronto nell’anticipare Masiello e nel battere subito dopo Gillet. La reazione del Bari è stata pungente e ordinata, ma nel tabellino è rimasta impressa solo una conclusione di Kutuzov disinnescata da Viviano. 

Nella ripresa l’approccio dei pugliesi alla gara non è stato abbastanza convincente, è mancata la determinazione per ribaltare l’andazzo e così ha preso il sopravvento un avversario in grado di orchestrare precise ripartenze micidiali nel mettere alle corde Masiello e Glik. Al 24' il gol che ha virtualmente chiuso i giochi: una palla persa con troppa ingenuità a centrocampo ha consentito a Perez di far scattare un rapido contropiede, con Di Vaio lesto nell’infilarsi tra le marcature (Raggi in ritardo) e nel calciare prima su Gillet e poi in rete la palla dello 0-2. 

Le soluzioni adottate poi da Ventura con gli ingressi di Caputo, Romero e Pulzetti non hanno cambiato la musica e per la prima volta in questo campionato, Alvarez e compagni sono stati duramente fischiati ed il presidente Matarrese contestato dal pubblico della curva sud. Applausi invece per i giocatori di Malesani da parte del centinaio di sostenitori giunti dall’Emilia che gremivano il settore ospiti.

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