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Basket, Enel Brindisi ora lacrime e sangue

BRINDISI - Silenzio, lavoro, coerenza, stabilità, fiducia: sono questi i punti cardine del programma, ribadito anche nel corso dell’appuntamento di ieri mattina con i media, da coach Luca Bechi, il tecnico chiamato il 30 dicembre scorso a dare il cambio a coach Giovanni Perdichizzi, e che alla guida della sua nuova squadra ha ottenuto una vittoria (contro la Scavolini) e una sconfitta (a Treviso, il giorno dell’Epifania).
Basket, Enel Brindisi ora lacrime e sangue
Franco De Simone

Silenzio, lavoro, coerenza, stabilità, fiducia: sono questi i punti cardine del programma, ribadito anche nel corso dell’appuntamento di ieri mattina con i media, da coach Luca Bechi, il tecnico chiamato il 30 dicembre scorso a dare il cambio a coach Giovanni Perdichizzi, e che alla guida della sua nuova squadra ha ottenuto una vittoria (contro la Scavolini) e una sconfitta (a Treviso, il giorno dell’Epifania).

Cinque sostantivi per dare concretezza al suo programma, teso a conquistare «con il sostegno di tutti», la permanenza in serie A. Anche se - ha aggiunto il tecnico livornese - per riconquistare la massima serie occorrono lacrime e sudore».

Tanto, condensando il quasi soliloquio del tecnico che, misurando le parole e variando solo il tono della voce, non si è mai discostato più d’una virgola da quelle che, a suo modo di vedere, sono le regole sulle quali si fondano le sue convinzioni circa la strada da seguire per raggiungere l’obiettivo per il quale è stato chiamato a Brindisi.

«La squadra - ha fortemente chiarito il coach - ha bisogno di un minimo di stabilità. Occorre per capire per bene quali sono i punti deboli sui quali, eventualmente intervenire. Ma, fino a maggio, chiederò solo lacrime e sangue».

Ed ecco il tasto tanto chiacchierato: si cambieranno i giocatori? Coach Bechi non se l’è fatta porre la domanda: ha giocato d’anticipo ed ha chiarito: «Tutti i giocatori, chi più chi meno, sono stati messi sotto accusa. Così facendo non si potrebbe far altro che cambiare tutto. Ma non si può. È importante, invece, capire dove si materializza una debolezza. Io sono qui per dare un indirizzo, offrendo a tutti una carta bianca sulla quale ognuno deve scrivere le sue qualità, la sua voglia di lottare per questa maglia, di profondere, appunto, sangue e lacrime».

È per questo che, ad oggi, Bechi non si sente di buttare a mare giocatori senza averli opportunamente valutati. Probabilmente perché convinto che i risultati negativi hanno minato alle fondamenta la squadra, sgretolandola nelle sue certezze. «Ora mi prendo la responsabilità delle prossime quattro partite. Mi riservo di meglio valutare la squadra, dando ai giocatori la possibilità di ribadire quelle che sono le loro certezze, le loro qualità».

Cambiare, ad ogni modo, come ha spiegato il coach toscano, non è poi tanto facile: «Perché ci sono delle regole che vanno rispettate, ci sono dei contratti sottoscritti, tempi di realizzo delle volontà che devono combaciare».

ED ha concluso affermando: «Dovessimo stare ancora dietro gli umori e le polemiche non si fa altro che far implodere tutto. La squadra è stata sopravalutata, la classifica, oggi, è quella che è. ma tutti, adesso, dobbiamo fare un passo indietro. D’accordo, abbiamo sbattuto il muso, ma abbiamo la forza di prendere una strada nuova, atteso che quella percorsa non si è rivelata vincente».

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