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Bari un calcio alla crisi Lecce resta di sasso

Va al Bari un derby giocato con molta fisicità, ma con le due squadre poco incisive nelle conclusioni e che poteva sbloccarsi soltanto con un numero di grande individualità. E questo è accaduto quando Ventura si è giocata la carta- Okaka, arrivato da appena quattro giorni a Bari. In una giornata in cui gli attaccanti, da entrambe le parti, sembravano essere rimasti a casa, non appena è entrata in campo una punta degna di tale nome, ha fatto la differenza
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Bari un calcio alla crisi Lecce resta di sasso
di MASSIMO BARBANO 

LECCE - Va al Bari un derby giocato con molta fisicità, ma con le due squadre poco incisive nelle conclusioni e che poteva sbloccarsi soltanto con un numero di grande individualità. E questo è accaduto quando Ventura si è giocata la carta- Okaka, arrivato da appena quattro giorni a Bari. In una giornata in cui gli attaccanti, da entrambe le parti, sembravano essere rimasti a casa, non appena è entrata in campo una punta degna di tale nome, ha fatto la differenza. Fino a quel momento la partita era incanalata su un ineluttabile 0-0 che evidenziava inequivocabilmente le difficoltà di entrambe le pugliesi alla ricerca della salvezza. 

Ora le cose non è che cambino più di tanto. Se non che, sulle ali di questa vittoria che mancava da oltre tre mesi, il Bari può ritrovare lo smalto giusto per la rincorsa, anche in vista del recupero di numerosi uomini chiave che finora sono mancati per infortunio. Quanto al Lecce, la botta è dura da metabolizzare e per evitare pericolosi contraccolpi, il presidente Pierandrea Semeraro ha deciso di mandare la squadra in ritiro anticipato per la partita di Roma con la Lazio. Si partirà già questa mattina. Una misura tesa soprattutto ad evitare in questo momento contatti con l’ambiente. 

In definitiva, l’esito del derby offre anche una visione più nitida del mercato di riparazione, nel senso che, per quanto riguarda il Lecce, la sconfitta potrebbe implementare le modifiche già programmate per rinforzare l’org anico. Per il Bari, al contrario, l’arrivo di Okaka rappresenta una ulteriore soluzione di qualità per l’attacco di Ventura. Che il nigeriano naturalizzato in Italia potesse essere un brutto cliente per il Lecce, lo si è capito pochi minuti dopo il suo ingresso, quando al 18’, pescato da un bel taglio di Alvarez, è andato ad incunearsi in un «buco nero» del reparto difensivo leccese, ma in quell’occasione Rosati in uscita ci ha messo una pezza. Ma al secondo tentativo, Okaka è andato a segno: buon verticale di Gazzi e l’attaccante, di spalle alla porta, stoppa di petto, controlla di esterno destro e spara di sinistro nell’angolino. Come biglietto da visita non è male. 

Fino al gol di Okaka le sorti dell’incontro erano state abbastanza bilanciate. Da una parte un Bari più tecnico e con più qualità sulle corsie laterali, ma con una certa difficoltà a smarcare l’uomo, anche per la giornata piuttosto negativa di Kutuzov e Caputo. Dall’altra, un Lecce ugualmente spuntato per la giornata nera della coppia Chevanton-Ofere, che ha sopperito con un buon gioco d’anticipo e raddoppio costante della marcatura sul portatore di palla avversario. Insomma, un equilibrio perfetto, spezzato solo dall’ingresso in campo del nuovo acquisto del Bari che ha cambiato la partita. 

Il Lecce può anche accampare qualche attenuante per le occasioni da gol avute nel primo tempo. Ma, significativo indicatore di un attacco che, orfano di Di Michele, non ha un punto di riferimento, è il fatto che la conclusione più pericolosa del Lecce viene da un difensore, Fabiano, dopo cinque minuti. Il suo colpo di testa che corregge un corner calciato da Chevanton viene ribattuto d’istinto da distanza ravvicinata da un ottimo Gillet. Poi, nello score del Lecce c’è una clamorosa palla gol sciupata da Olivera al 17’ (azione personale quasi in stile rugbistico, sponda con Ofere e tiro alle stelle davanti alla porta) e un colpo di testa di Ofere al 26’ bl o c c at o in tuffo dal portiere ospite. Nel primo tempo c’è anche una grande occasione per il Bari, ma Kutuzov al 19’ servito da un assist di Caputo si lascia ribattere in extremis da Giacomazzi. 

Nel secondo tempo il Lecce tira in porta tre volte nello specchio (Giacomazzi al 3’, Mesbah al 5’ e ancora un colpo di testa di Fabiano in mischia al 7’. Poi sale in cattedra il Bari che fa più possesso di palla e spinge. Ma per vincere, ci vuole Okaka.

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