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Calcio - Il maltempo minaccia Lecce-Juve

La "partitissima" fra la capolista della serie A e la squadra salentina è in programma alle 15. Ma il campo è semi-allagato. Zeman critico sui farmaci
LECCE - Zeman contro la Juve? O Zeman contro Del Piero? Niente di tutto questo, «solo Lecce contro Juventus», assicura il tecnico, grande accusatore del club bianconero nel '98. Da quel giorno Zeman, oltre il rivoluzionario tattico, è diventato la coscienza del calcio italiano. In odor di Juve più che di partita - la pioggia ininterrotta su Lecce mette a forte rischio il regolare svolgimento dell'incontro di domani - Zeman prova ad ammantare le sue nuove dure accuse della solita frase sdrammatizzante, come se contro la Juve fosse una partita normale. E invece ne ha per tutto il calcio italiano, reo a suo avviso di versare nelle stesse condizioni di sei anni fa, quando la denuncia sul pallone entrato nelle farmacie causò uno scandalo e mosse Guariniello. Ora, se possibile, è peggio dice Zeman: «Il doping ha fatto passi avanti, si possono usare altre sostanze».
Stavolta non punta il dito contro i giocatori, né fa nomi: anzi ribadisce che i calciatori sono le vittime, con una macabra constatazione: «non sono morti, siamo fortunati...».
Zeman lancia semmai frecciate a Capello per le sue denuncie «romaniste» dettate da necessità calcistiche, e poi alle altre squadre che hanno fatto uso di farmaci senza trovare un giudice pronto a indagare, e ancora a chi ha somministrato quei farmaci ai calciatori. Zeman, "provocato" dai giornalisti, chiarisce che lui non ha alcun conto aperto con la società e con i giocatori bianconeri, tanto meno con Del Piero: «Non sono un suo nemico. I giocatori - dice - non c'entrano. Le responsabilità sono diverse. Io poi non ho parlato di doping ma di abuso di farmaci e le colpe vanno ricercate in chi ha dato i farmaci».
Una denuncia, quella, che mosse le acque ma che in fondo, a giudizio dello stesso allenatore giallorosso, non ha cambiato un granché le cose. «Altre squadre - afferma - penso che abbiamo fatto uso di farmaci: solo che mentre la Procura di Torino ha avviato accertamenti altre Procure non si sono mosse».
Su questa vicenda confessa comunque che all'epoca lo sorprese la reazione di alcuni giocatori, i quali non avevano colpe: «io - dice - parlavo per la loro salute. Mi ha fatto piacere constatare in seguito che Ferrara mi ha dato ragione». Ma i giocatori che usavano queste sostanze stanno bene e giocano, gli si fa notare. «Meno male che non sono morti...», la replica di Zeman.
«La situazione è la stessa del '98, e finanziariamente il calcio italiano ha dei problemi. Ma il doping è andato avanti, si possono prendere anche altre sostanze...» è l'amara constatazione dell'allenatore boemo.
Nessun problema personale con la Juve. Prenderebbe un caffè con Moggi? la domanda. «Quando ho voglia di prendere un caffè lo prendo con chiunque», è la risposta. E Capello? E le denunce che lo stesso allenatore della Juve fece sulle stesse questioni, quando allenava la Roma?: «Io le mie denunce non le ho fatte dopo aver perduto una partita. Le ho fatte perché lo ritenevo giusto per la salute dei calciatori».
Fine del capitolo doping. Si parla allora della partita, anche se c'è la consapevolezza che tutto potrebbe essere rinviato a nuova data a causa del maltempo. Su Lecce piove infatti ininterrottamente dalla scorsa mezzanotte e lo stadio è allagato per un quinto, lungo tutta la fascia antistante la tribuna centrale. Il sottopassaggio che immette dagli spogliatoi al terreno di gioco è allagato con almeno un metro d'acqua, mentre il campo è completamente impregnato. Squadre di operai stanno lavorando, ma solo domattina si saprà se si gioca.
Ad ogni modo Zeman spiega i contenuti tecnici della gara e avverte subito: «Non è una sfida tra me e la Juve, ma tra il Lecce e la migliore squadra del campionato fino ad oggi». E a proposito del maltempo ha aggiunto: «È evidente che avrei voluto giocare su un campo asciutto, ma sarà sempre così fino a quando non si legalizzerà l'uso di campi in erba sintetica». Lo scontro di vertice di domani propone anche quello tra diversi modi di concepire, di organizzare il gioco. Per Zeman non ci sono in realtà filosofie diverse: «Non capisco cosa si intende per filosofia, sia io sia Capello giochiamo per vincere e ognuno sceglie il mezzo migliore per riuscirci».
Quindi una difesa d'ufficio rispetto a quanti accusano il Lecce di essere squadra "squilibrata": «La mia squadra - dice - è equilibrata, tra gol fatti e subiti siamo a più 4. Inoltre siamo al terzo-quarto posto per differenza reti. Certo, se vincessi 38 partite per 5-4 vincerei il campionato». Il ricordo più bello delle sue sfide con la Juve? «Fu bello un successo per 2-1 col Foggia ed una vittoria per 3-0 con la Lazio a Torino». Altri tempi. Ora, dice Zeman, «la Juve è la squadra più forte ma aspettiamo di dire che abbia vinto il campionato. Deve affrontare Milan e Inter, il torneo è molto lungo».
Per quanto riguarda la formazione, non c'è nulla di deciso. Probabile la conferma in difesa di Paci e lo schieramento dall'inizio di un attacco formato da Bojinov, Bielanovic e Pinardi. A sorpresa, tra i convocati, figura anche Konan, rientrato ieri da una serie di cure presso un centro specialistico di Bologna. Konan fu mattatore nell'incontro del Lecce a Torino nel campionato scorso. «L'ho convocato perché so che fa paura alla Juventus» ha commentato Zeman, il quale ha detto di augurarsi che tra i convocati azzurri ci sia anche Cassetti.
«Non so quali sono gli orientamenti per questa convocazione - dice - certo mi farebbe piacere Cassetti in nazionale». Ma alla domanda se Lippi chiama anche lui per avere notizie su alcuni calciatori risponde secco: «No, io non l'ho sentito».

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