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Sabato 21 Ottobre 2017 | 19:48

Causio: Bearzot stratega in campo Matarrese e Fascetti: un mito

ROMA – Hanno vissuto insieme tre Mondiali, da quello del '74 fino a quello vinto in Spagna nell’82: Enzo Bearzot, scomparso ieri a 83 anni, e Franco Causio rimarranno per sempre legati dai colori azzurri e, perchè no, anche da una famosa partita a scopone con Zoff e Pertini. Antonio Matarrese ed Eugenio Fascetti di quel ct passato dalle critiche furiose alla gloria di un Mondiale vinto erano stati pesanti detrattori. Nessuna marcia indietro su quelle opinioni effervescenti espresse allora, ma il riconoscimento ai meriti dell’uomo scomparso ieri a 83 anni, quello sì.
Causio: Bearzot stratega in campo Matarrese e Fascetti: un mito
ROMA – Hanno vissuto insieme tre Mondiali, da quello del '74 fino a quello vinto in Spagna nell’82: Enzo Bearzot, scomparso ieri a 83 anni, e Franco Causio rimarranno per sempre legati dai colori azzurri e, perchè no, anche da una famosa partita a scopone con Zoff e Pertini. 

“Enzo è andato via come voleva lui: ha tolto il disturbo con signorilità, con eleganza – dice l’ex giocatore, fra le altre, di Juve e Udinese – Avevo un rapporto particolare con lui. Lo conobbi quando, a 16 anni, andai in prova al Torino: lui era il vice di Rocco. Da lì siamo cresciuti insieme, anche se su vie separate, prima di ritrovarci nell’Under 21 e poi in Nazionale”. 

“Per me – ricorda Causio – era come un secondo padre. Avrebbe meritato di più di quanto ha ottenuto, specie dopo il Mondiale. La riconoscenza non è stata abbastanza nei suoi confronti”. 

Il 'baronè torna poi sulla partita di scopone in aereo, con la Coppa del mondo sul tavolino appena vinta a Madrid: “Pertini era un amante dello scopone. Io ero in coppia con Enzo, il presidente con Zoff. Ad un certo punto feci una giocata che in genere non si fa: tirai fuori un sette, il presidente lo fece passare, ma Enzo aveva il Settebello e così vincemmo la partita. Avevo fatto una furbata, ma era l’unico modo per vincere”. 

A Spagna '82 Causio collezionò appena due presenze, ma l’ex attaccante ricorda con passione anche i mesi precedenti che lo portarono a giocare pochi minuti al Bernabeu contro la Germania: “Quando arrivai all’Udinese (nell’81, ndr), Enzo mi disse: 'Finalmente sei venuto nella mia terrà. Io avevo perso la Nazionale perchè ultimamente, con la Juve, avevo giocato poco. Lui si raccomandò: 'Franco, non ti preoccupare: gioca come so che tu sai fare ed io non potrò non portarti ai Mondialì. Io quell'anno feci uno dei migliori campionati. E lui, che mi aveva fatto seguire ed era venuto a vedere qualche partita, alla fine mi chiamò per i Mondiali. Ma mi avvisò: 'Sai bene come sono fatto, quindi accetta tuttò. Ed io, che lo chiamavo 'veciò, gli risposi: 'Vecio, io con te vengo anche in capo al mondò”. 

All’indomani della morte dell’ex ct, il rammarico di Causio, attualmente in Brasile, è quello di non poter presenziare ai funerali: “I ricordi che ho di Enzo sono indelebili: li metto insieme a quelli che ho di Pertini e dell’avvocato Agnelli. Avrei voluto portarlo io sulle spalle, questa notte non ho chiuso occhio”.

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