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Il Napoli vince col Lecce all'ultimo minuto

NAPOLI - Tutto lo stadio aspettava che sarebbe finita come è finita. Quando sul ribaltamento dell’azione, dopo una percussione del Lecce ed un pallone scagliato da Corvia cacciato via sulla riga da Grava, Cavani si è involato verso la porta dei pugliesi, tutto lo stadio già sapeva come sarebbe andata a finire. Come era accaduto mercoledì in Europa League con la Steaua Bucarest, il Napoli trova lo spunto decisivo in 'zona Napolì e piega un Lecce che, venuto per regalarsi un pareggio, aveva quasi portato a compimento la sua missione. 
Il Napoli vince col Lecce all'ultimo minuto
NAPOLI – Avrebbe detto il grande Eduardo De Filippo: “Non è vero, ma ci credo”. Ancora una volta Edinson Cavani, ancora una volta tra il secondo e terzo minuto di recupero di una partita che appariva stregata, ancora una volta un gol dell’uruguaiano da mettere in una cornice ed appendere come un quadro nel salotto buono di casa. Se un grande regista di trhiller avesse scritto la trama di questa partita non sarebbe stato un successo perchè il finale era scontato.

Tutto lo stadio aspettava che sarebbe finita come è finita. Quando sul ribaltamento dell’azione, dopo una percussione del Lecce ed un pallone scagliato da Corvia cacciato via sulla riga da Grava, Cavani si è involato verso la porta dei pugliesi, tutto lo stadio già sapeva come sarebbe andata a finire. Come era accaduto mercoledì in Europa League con la Steaua Bucarest, il Napoli trova lo spunto decisivo in 'zona Napolì e piega un Lecce che, venuto per regalarsi un pareggio, aveva quasi portato a compimento la sua missione. 

Sembrava una partita stregata per gli azzurri e per certi verso lo era davvero. Il Napoli privo della difesa titolare ed anche di Pazienza e Lavezzi, non riesce ad organizzare il proprio gioco offensivo. Gli azzurri nel primo tempo trovano le solite difficoltà che li imbarazzano davanti a squadre che si chiudono in difesa e lasciano uno o al massimo due uomini impegnati nel gioco offensivo, quelle rare voltre che se ne presenta l’occasione. 

E De Canio ha predisposto, appunto, un 4-4-1-1 con una spiccata vocazione difensiva. I quattro uomini del centrocampo giocano lungo una linea orizzontale molto vicina a quella della difesa a quattro. In mezzo a questa fascia di terra presidiata militarmente dai leccesi finiscono per rimanere imbrigliate le due mezze punte azzurre, Hamsik e Zuniga. 

Cavani è inevitabilmente avulso dal gioco perchè si trova isolato al di là delle linee nemiche e può soltanto cercare di sfruttare i traversoni dalle fasce laterali del campo che, però, arrivano con il contagocce.
Nella ripresa gli uomini di Mazzarri accentuano le folate offensive, ma il Lecce si difende con ordine e corre soltanto pochi rischi. 

Anzi i salentini in più di un’occasione mettono in apprensione la difesa partenopea. Gli ultimi minuti di gioco sono caratterizzati da un vero e proprio assedio dei padroni di casa con l’intermezzo di qualche rischio (quello dell’occasione di Corvia e del salvataggio sulla riga di Grava) preso da una squadra sbilanciata in attacco. Ma sono tutte schermaglie inutili. Il copione è già scritto e l’attore protagonista, Edinson Cavani, quando arriva il momento, si impossessa del palcoscenico e costringe tutti, compagni e avversari, tifosi ed amanti del calcio a levarsi il cappello.

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