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Coni, piano di rilancio per il Foro Italico

Il Parco, oltre allo stadio Olimpico, ospita soprattutto le piscine dello stadio del nuoto, lo stadio dei Marmi e il centrale del tennis. Il piano potrebbe portare nelle casse dell'Ente sportivo italiano 15 milioni d'euro l'anno. Ora c'è un passivo di 11 milioni e 500 mila euro
ROMA - Il Coni comincia a muovere i primi passi da società imprenditoriale per riguadagnare indipendenza economica. Grazie al suo braccio operativo, la Coni Servizi, ha messo a punto un piano di rilancio attraverso la valorizzazione di uno dei suoi principali asset, il Parco del Foro Italico a Roma che, oltre allo stadio Olimpico, ospita soprattutto le piscine dello stadio del nuoto, lo stadio dei Marmi e il centrale del tennis. Un piano importante che, secondo i dati forniti dalla società che ne sta curando la fattibilità, la Bain & Company, potrebbe portare nelle casse dell'Ente sportivo italiano 15 milioni d'euro l'anno. Una cifra ben diversa dal passivo di 11 milioni e 500 mila euro che ogni anno grava sul bilancio del Coni.
Il progetto, sull'esperienza di quanto è avvenuto in altre importanti città del mondo, come Madrid e Sydney, è stato studiato soprattutto per coinvolgere maggiormente e quotidianamente i cittadini all'interno di una struttura che invece vive, in pratica, solo pochi giorni l'anno. Sfruttando i 310.000 mq di proprietà e contando sulla concessione del Demanio dei restanti 190.000, il Coni punta a far diventare, entro il 2007, i 500.000 mq del Parco una vera e propria cittadina in cui sport e vita sociale si integrino perfettamente. E così ai grandi impianti sportivi, che Olimpico a parte, diventerebbero a disposizione di tutti, verrebbero affiancati negozi, ristoranti (circa 80 in tutto) e palestre, in grado di ospitare complessivamente ben 6 milioni di persone l'anno, il doppio rispetto ad oggi.
Lo stadio Olimpico, oltre ad ospitare all'interno negozi di Roma e Lazio, avrebbe ristoranti, 50 box Vip e sale conferenze a disposizione delle aziende; il complesso dei campi da tennis diventerebbe un circolo sportivo con tanto di copertura per l'attuale campo centrale; la piscina all'aperto, invece, verrebbe affiancata da palestre polifunzionali con solarium, area fitness e centro benessere; l'attuale aula bunker, infine, verrebbe destinata ad un Museo dello Sport, con annessa una biblioteca. Per la maggiore ricettività verrebbero anche ampliati i parcheggi (da 2000 a 3500 posti auto).
Non solo: c'è anche l'idea di rendere più vivibile la zona della sponda del Tevere antistante, creando un' area commerciabile di circa 3000 mq con tanto di zone di passeggio e punti di ristorazione, e di realizzare, infine, un hotel-residence sulla collina di Monte Mario. Il tutto per un investimento iniziale di 100 milioni di euro che sarebbero a carico di chi, attraverso una gara, si aggiudicasse l'appalto per la realizzazione delle opere.
Un capitolo a parte merita la questione dell'Olimpico. Per la gestione dello stadio il Coni da tempo sperava di coinvolgere Roma e Lazio con la promessa di azzerare nel giro di pochi anni i costi per la concessione. Ma se da parte giallorossa, per voce del direttore sportivo Franco Baldini, è arrivata la piena disponibilità ad aprire un tavolo di lavoro entro dicembre, da parte biancoceleste è giunto un secco no alla proposta. Il presidente della Lazio Lotito sembra non avere alcuna intenzione di appoggiare l'iniziativa. «La Lazio lo stesso progetto ha intenzione di portarlo avanti da sola - ha dichiarato -. Noi vogliamo creare una casa tutta nostra dove riconoscerci e sviluppare i valori in cui crediamo. Vogliamo un nostro stadio da 30-35mila posti. L'Olimpico è troppo grande per la nostra tifoseria. Ci comporta più spese che introiti. E avendo ben 600 miliardi di debiti pregressi non possiamo davvero permettercelo. Tanto più che, in società con Coni e Roma, andremmo a prendere solo 1/3 dei profitti». Il presidente del Coni Petrucci, preso atto della volontà di Lotito non si è scoraggiato. «Il nostro progetto andrà avanti lo stesso. Il matrimonio, casomai, lo faremo solo con la Roma».

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