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Domenica 24 Settembre 2017 | 23:24

Pallavolo/A1 - Il Gioia di Pascual sfiora l'impresa

La squadra di Torchia, sotto di due set, rimonta e perde al tiebreak. Grande rientro del «martello» spagnolo. Lunedì in campo il Taranto a Modena, in attesa del derby del 15 novembre • I risultati della 6ª giornata di A1 maschile • La classifica • Il prossimo turno • A1 donne: Santeramo, nulla da fare con la capolista. A2: bene Matera e Altamura
GIOIA DEL COLLE-CUNEO 2-3
(22-25, 19-25, 25-17, 25-23, 13-15)
• TELEUNIT GIOIA DEL COLLE: Pascual 17, Laurila, Tomalino 9, Psarras, Olteanu 6, Divis 17, De Marco, Barbone 6, Gallotta 11, Bari (L), Nuzzo.
Non entrati Toaldo.
All. Torchia Claudio.
• BRE BANCA LANNUTTI CUNEO: Wijsmans 23, Coscione, Bendandi, Omrcen 11, Vergnaghi (L), Cardona 10, Andrae 14, Godoy Filho 22, Moro.
Non entrati Parma, Samica, Rosso.
All. Anastasi Andrea.
• ARBITRI: Giorgio Gnani, Omero Satanassi.
• NOTE: Spettatori 1700, incasso 20000, durata set: 22', 25', 22', 27', 16'; tot: 112'. Teleunit Gioia Del Colle: battute sbagliate 16, vincenti 1, ricezione positiva 84% (perfetta 67%), attacco 56%, muri 4, errori 9. Bre Banca Lannutti Cuneo: battute sbagliate 23, vincenti 4, ricezione positiva 85% (perfetta 74%), attacco 61%, muri 8, errori 14.

GIOIA DEL COLLE - Stavolta il tiebreak è fatale. Contro Modena aveva portato due punti, contro Cuneo, invece, ne arriva uno, ma insieme con una certezza: Pascual è l'asso nella manica del Gioia per arrivare alla salvezza. Dopo il tira e molla e l'accordo recente con il patron Gallo, il matador lascia alle spalle mesi di attese e di polemiche riproponendosi leader della squadra di Torchia. Entra, dall'inizio, nel terzo parziale (con gli avversari avanti 2-0) e i baresi sfiorano il colpo. Resta su livelli di assoluta eccellenza anche nel quinto, ma un inizio in sordina del sestetto di Gioia risulta determinante per il successo degli uomini di Anastasi, che, dopo aver fatto fuori Taranto, bissano, passando anche con l'altra pugliese.
Prezzi ribassati per l'esordio del matador, ma il martello spagnolo all'inizio non c'è. Va in panchina. Del resto, lo aveva anticipato: «Voglio rientrare in punta di piedi». Lo farà, ma si prenderà subito quello che gli spetta. Torchia dà quindi fiducia ai sei che hanno battuto Modena al tiebreak prima della sosta.
Nel Cuneo, invece, Giba scende sul parquet dall'inizio, ma, almeno in principio, non è lo schiacciatore di solito implacabile che ha trascinato il Brasile alle Olimpiadi. Anzi, gli capita di sbagliare molto, in attacco e in battuta. In attesa dei due giocatori più attesi, spuntano da una parte Gallotta e Divis e dall'altra Andrae e, soprattutto, Wijsmans.
I centrali, da parte loro, sono molto disciplinati, soprattutto Cardona (si macchia solo di un'invasione, peraltro contestata, a muro) da parte piemontese e Barbone tra i gioiesi. Ne consegue che l'equilibrio regna sovrano, fin oltre la seconda pausa tecnica (8-7, 16-15).
Se la squadra dell'ex tecnico azzurro è ai vertici della classifica, i ragazzi di Torchia non dovrebbero essere dove sono, cioè in coda. Tengono testa ai più quotati avversari, mantenendo altra la percentuale di ricezione e affidandosi alla regia di Psarras, che alterna su Olteanu e Divis (crescono a vista d'occhio). Dall'altra parte Coscione col passare del tempo chiama quasi esclusivamente Wijsmans, l'unico che passa dalla banda con regolarità (miglior realizzatore del primo set, insieme con Divis, con 6 punti). La svolta potrebbe arrivare sul 22-20, dopo un fallo chiamato a Omrcen. Il croato, però, si riscatta con gli interessi: va dalla linea di fondo e mantiene il servizio fino al 22-25. Parziale di 0-5, con due ace, che zittiscono Gioia del Colle.
Si riparte con Pascual sempre in panchina e un muro di Barbone, che sembra rinvigorire il morale dei padroni di casa. Ma Cuneo è efficace, forzando sempre molto in battuta, uno dei limiti dei baresi, che, dal canto loro, quando non sbagliano, quasi mai mettono però in difficoltà la difesa avversaria (89 per cento in ricezione per gli ospiti nel primo set, perfetta 83 per cento).
Nonostante ciò, Gioia cerca di restare attaccata alla partita, ma concede un break iniziale che permette a Cuneo di andarsene e mantenere un buon margine (7-10, 8-11).
A questo punto, la luce si spegne (8-13) per riaccendersi solo a tratti, nel senso che i piemontesi restano concentrati (Andrae entra prepotentemente e fortuna che Giba rimane per larghi tratti sotto tono), mentre Gioia ha qualche vuoto di troppo. Anche Divis sbaglia oltre misura: proprio un suo errore rispedisce al mittente un tentativo di rimonta (12-16).
Sul 12-18 arriva il momento atteso dal pubblico. Proprio dopo un punto di Giba (che si risveglia), esce Olteanu (in calo) ed entra Pascual. Troppo tardi, però, per recuperare il set (Cuneo va sul 12-19, poi sul 13-21). Il colpo di orgoglio della squadra arriva (tre punti consecutivi, fino al 16-21, poi sotto fino a 18-22), a dimostrazione che è il gruppo (certo, trascinato dal leader) che può riuscire nelle imprese: vincere le gare (come con Modena) e sperare di farla franca nel campionato di A1 (perché altrimenti si finisce per perdere senza recriminazioni: 19-25 nel secondo set).
Esattamente quello che accade all'inizio del terzo set. Il matador trascina e la squadra lo segue: parziale di 5-1 (tre punti di Pascual) col distacco che resta fino al time out tecnico (8-4) grazie all'assistenza di Gallotta (su battuta), Divis e Tomalino.
Il Gioia torna a far squadra e va sul 9-4. Cuneo è intontita (Barbone blocca a muro ed è 11-6), ma può sempre svegliarsi, anche se Wijsmans, ad esempio, si vede sempre meno (ma Giba sempre di più). A lasciare tutto inalterato ci pensano soprattutto i sette punti di Divis (con Pascual e Gallotta in appoggio) e Tomalino, che giganteggia in mezzo alla rete: si va fino al +7 (16-9, 19-12, 20-13, 22-15), poi trasformato in +8: 25-17.
Capita l'antifona, l'orchestra Gioia ci riprova. Pascual ormai è titolare inamovibile. Tra l'altro, dà indicazioni, come quando dice a Gallotta in battuta: «tira forte». Ma stavolta Cuneo non si lascia sorprendere. Anastasi chiede a Coscione di registrare meglio la regia e agli altri di riprendere il discorso interrotto. Facile a dirsi. Non si assiste allo show di Gioia, ma la sensazione è che la gara sia cambiata. Il matador è una furia: incita i compagni, scatena il pubblico e si carica di responsabilità.
Insomma, se sostenuto, il nazionale spagnolo può essere l'ago della bilancia, a maggior ragione quando si lotta punto a punto come nel quarto set. Il palazzetto diventa una bolgia, prima a causa delle proteste di Cuneo (legittime) per un ace chiamato fuori, poi per l'attacco di Rafa, murato fuori, che consente un mini-break (16-14). Tutto da rifare (17-17), però. Nell'ultima fase aumentano i primi tempi, da una parte e dall'altra. «Guardami sempre», chiede Pascual al palleggiatore. Inguardabile, invece, l'errore in attacco di Andrae (22-24), decisivo per le sorti del set, che si chiude (dopo un time out chiesto sul 24-23 da Anastasi) con il massimo della goduria: una schiacciata di Pascual che buca il parquet (25-23), consegna il terzo punto in classifica al Gioia e manda in estasi la gente sugli spalti, in attesa del tiebreak.
L'avvio è difficile e segnerà la gara. Cuneo si porta subito ull'1-4 ipotecando la vittoria. Per due volte Gioia, sempre con Pascual sugli scudi, riesce a rientrare: sul 4-8 risale fino al -2 (6-8, 7-9). Poi, sull'8-12 addirittura giunge fino al -1 (12-13, 13-14).
Inutile dire che il protagonista assoluto dei tentativi è lo spagnolo, preciso e intelligente (infatti, quando si prende un attimo di respiro, Gioia perde il riferimento). Ma non sempre i miracoli riescono: sul 13-14 c'è la possibilità di pareggiare, ma la costruzione passa dall'altra parte e Wijsmans si oppone a una rimonta che sarebbe rimasta negli annali: 13-15.
Applausi, nonostante manchi la ciliegina, da parte del pubblico. Il campionato del Gioia, del resto, è ricominciato proprio nelle due gare interne consecutive, che hanno portato un non trascurabile bottino di tre punti e consentito di lasciare la coda della classifica ai rivali di Taranto (per ora fermi a due), impegnati nel posticipo serale di lunedì 8 (ore 20,15, diretta su Sky Sport 2) sul campo del Modena. Poi, l'attenzione della Puglia si sposterà al PalaMazzola, dove andrà in onda (posticipo di lunedì 15, sempre in diretta su Sky) un derby attesissimo, quello che Gioia sa di poter giocare con un Rafa Pascual già in stato di grazia.
G. Flavio Campanella

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